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Il Futuro della Salute è al Polso?

Stefano Viganò, AD di Garmin Italia, racconta come gli smartwatch sono passati dallo sport alla salute: sonno, ECG, pressione e il valore dei dati nel tempo.

Il Futuro della Salute è al Polso?
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Stefano Viganò — CEO Garmin Italia

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24

Quanto tempo hai?

Uno smartwatch può aiutare a prendersi cura della propria salute, e magari anche il medico? È la domanda dell'episodio 69 di Skeptical Health. Guido Magrin e Cristian Valeri ne parlano con Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia, che ripercorre vent'anni di dispositivi indossabili: dal GPS per lo sport al monitoraggio di sonno, cuore e pressione. Con una tesi chiara: il valore non sta nel singolo dato, ma nella tendenza nel tempo.


Perché il tema è urgente oggi

Milioni di persone indossano ogni giorno un dispositivo che misura passi, battito, sonno. Intanto la medicina di famiglia è sotto pressione. Secondo il profilo sanitario 2025 dell'Italia curato da OCSE e Osservatorio europeo, nel 2023 quasi il 52% dei medici di famiglia seguiva più di 1.500 assistiti, il massimale previsto dal contratto. Nello stesso decennio la densità dei medici di famiglia è calata di circa il 13%.

In questo scenario, i dati raccolti al polso potrebbero diventare uno strumento in più per la prevenzione e per il dialogo con il medico. Ma servono chiarezza su cosa misurano, quanto sono affidabili e chi li possiede. È il cuore di questa puntata.


Cosa emerge dall'episodio

Chi è Stefano Viganò

Bergamasco, Stefano Viganò si descrive come un appassionato di tecnologia e uno sportivo. Pratica sport fin dall'infanzia e ha unito le due passioni in Garmin, dove lavora da circa vent'anni. È entrato nel 2007 come responsabile vendite e marketing della divisione Fitness e Outdoor, dopo un'esperienza nel ciclismo con Bianchi, e dal 2011 è amministratore delegato di Garmin Italia. Il contatto con il podcast è arrivato tramite Stefano Massaro, che anni fa lo chiamò per coinvolgere l'azienda in un progetto su tecnologia e salute. Viganò conferma l'aneddoto raccontato da Massaro in un episodio precedente: una telefonata improvvisa e un'intesa immediata.

Dall'aviazione al polso

I conduttori partono dall'idea diffusa che Garmin nasca con i navigatori per auto. Viganò corregge con un sorriso: «Garmin arriva dall'aviazione». Dopo la liberalizzazione del GPS, nato per uso militare, l'azienda è passata dalla navigazione aeronautica a quella nautica, poi ai GPS portatili per l'outdoor. L'automotive è arrivato più tardi, con cinque o sei anni di grande successo. Infine lo sport: corsa, ciclismo, immersioni, golf.

Viganò è arrivato proprio per lanciare Garmin nello sport. I primi GPS da polso erano ingombranti: «vado a correre, me lo metto, torno e me lo tolgo». All'inizio, racconta, «non si riusciva neanche a comprendere la necessità di un GPS al polso»: chi corre sa dove va. Ma la misura dello spostamento da un punto A a un punto B ha aperto la strada a una grande quantità di informazioni. «Siamo stati poi i primi a mettere un GPS al polso delle persone e da lì è nato tutto». Con la miniaturizzazione, l'orologio è diventato un oggetto da portare tutto il giorno.

Dallo sport alla salute

Il passaggio alla salute, spiega, è simile a quello della Formula 1: tecnologie nate per la massima prestazione arrivano poi sulle auto di tutti i giorni. Nello sport l'orologio misura il consumo di ossigeno, il carico di allenamento, i tempi di recupero, fino al tempo di contatto al suolo nella corsa, utile per prevenire infortuni. Gli stessi sensori oggi servono a leggere lo stato di salute.

Alla base c'è un bisogno che Viganò definisce chiaro ed evidente: restare in salute il più a lungo possibile. Oggi si chiama longevity, ma per lui il senso è arrivare a 70, 75, 80 anni in piena forma, spesso correggendo abitudini come alimentazione, peso e sonno.

Il trend vale più del singolo dato

Il concetto centrale della puntata è la differenza tra dato puntuale e dato di trend. «È molto bello per un medico sapere negli ultimi 12 mesi come hai dormito», dice Viganò, così come conoscere la frequenza cardiaca notturna, la sua variabilità, i respiri e la temperatura. Porta l'esempio della pressione: se il medico la trova alta in un giorno, può essere un caso, ma «mostrando tutte le 54 misurazioni che ti sei fatto il medico può dare un'interpretazione al tuo stato di salute un pochettino più affidabile».

Riconosce però che oggi il sistema non è ancora pronto. Serve una piattaforma che raccolga questi dati e li renda utilizzabili dal medico, con algoritmi e intelligenza artificiale. Il medico medio, oggi, non riesce a integrarli nella pratica: Oggi no, dice, ma domani sì.

Sonno e consapevolezza

Sul sonno Viganò si sofferma a lungo. L'orologio legge i dati ogni notte e, con un report mattutino e serale, suggerisce per esempio di andare a dormire prima per recuperare. Racconta un caso tipico: una notte pessima dopo salsicce e una bottiglia di vino rosso. Sull'effetto dell'alcol sul sonno è netto: «È devastante». L'obiettivo, però, non è dare ordini: «non vogliamo suggerire azioni correttive, ma vogliamo solo rendere consapevoli le persone». Discorso diverso quando i dati arrivano a un medico, che ha le competenze per interpretarli.

Quanto sono affidabili i dati

Alla domanda sull'accuratezza, Viganò risponde che ci sono orologi più e meno accurati, ma che conta soprattutto la continuità: «il segreto dell'accuratezza del dato viene dall'indossare l'orologio 24 ore al giorno». Se bisogna toglierlo ogni giorno per ricaricarlo, la raccolta è compromessa. Per questo considera la durata della batteria un elemento decisivo. Il singolo dato, aggiunge, è attendibile anche se definirlo preciso al 100% è difficile.

Cristian Valeri porta la sua esperienza di utente da oltre dieci anni: il problema è spesso la contestualizzazione, come l'orologio che invita a muoversi il giorno dopo sei maratone. Viganò risponde che i primi dispositivi erano così, mentre oggi riconoscono il carico e suggeriscono giornate di riposo, media o alta intensità.

ECG, pressione e dispositivi medici

Tra le funzioni più recenti c'è l'ECG da 30 secondi: «non è certamente l'elettrocardiogramma fatto in uno studio medico, ma è una prima indicazione» per capire se ci sono fibrillazioni atriali. Il tracciato si può salvare e inviare al medico, utile per esempio a chi è seguito per problemi cardiaci. Se poi si fa l'esame ufficiale, «chi ti ha portato lì è stato questo strumento».

L'orologio, precisa, non è un dispositivo medico: gli strumenti come questo «aiutano a qualificare uno stato di salute, ma non a definirlo». Il misuratore di pressione dell'azienda, invece, è stato certificato, e in futuro altri strumenti potrebbero richiederlo. Accanto all'orologio c'è un ecosistema: una fascia da braccio solo per il sonno, per chi non vuole dormire con l'orologio, una bilancia che misura composizione corporea, la fascia cardio. Tutti i dati confluiscono nella stessa app.

Privacy e proprietà del dato

Sui dati personali Viganò rivendica la linea dell'azienda: non vengono comunicati a terze parti e sono usati solo a fini statistici. Quando in futuro verranno condivisi con il medico, «il dato non sarà più neanche di nostra proprietà», ma di chi sceglie di affidarlo al proprio medico. L'azienda, dice, farà solo da tramite.

Intelligenza artificiale e prevenzione

L'intelligenza artificiale, dice, non ha ancora cambiato la rotta, ma lo farà. Oggi nell'app c'è una forma leggera che interpreta i dati dopo un allenamento o una notte. Come ogni tecnologia, l'utilità dipende da come la si usa. Cita il diabete tra le sfide future e un progetto sviluppato con un'azienda di Torino: un'app che, tramite l'orologio, prevede il colpo di sonno alla guida circa 20 minuti prima. Per lui tutto ciò che sarà predittivo sarà fondamentale.

Garmin o Apple Watch?

Cristian Valeri gli pone la domanda che si fanno in tanti. Viganò non dice che un marchio è migliore dell'altro. Apple ha un ecosistema che appassiona molte persone; Garmin ha utenti che arrivano dalla performance e oggi anche da yoga e benessere. Le differenze principali, per lui, sono la batteria e la provenienza aeronautica della tecnologia: strumenti Garmin sono stati usati anche da astronauti nello spazio.

Il futuro e il servizio

Sul futuro è ottimista: proprio perché la sanità è in difficoltà, tra code, medici che vanno in pensione e pochi giovani che scelgono la medicina generale, crescerà la spinta a cambiare. «La cura passerà attraverso il digitale». In chiusura parla del servizio clienti come valore: «Massima qualità tecnologica e massimo servizio a supporto del cliente. Questo è il nostro mantra». Come prossimo ospite suggerisce Riccardo Starace, alla guida del progetto di clinica digitale xte, che usa anche tecnologia Garmin.


Cosa dice la scienza

Smartwatch e fibrillazione atriale

L'Apple Heart Study di Perez e colleghi (New England Journal of Medicine, 2019) è uno dei più grandi studi su uno smartwatch. Ha coinvolto 419.297 persone senza fibrillazione atriale nota. In una mediana di 117 giorni, solo lo 0,52% ha ricevuto un avviso di polso irregolare. Tra chi poi ha indossato un ECG a cerotto, il 34% aveva fibrillazione atriale, e l'84% delle notifiche era concordante con la fibrillazione atriale. Gli autori concludono che la probabilità di ricevere un avviso è bassa e che il modello, senza visite in presenza, apre a grandi studi con dispositivi personali. È coerente con l'idea di Viganò: l'orologio come primo segnale, poi l'esame clinico.

Misure ripetute: l'esempio della pressione

Le linee guida NICE sull'ipertensione (NG136) mostrano bene il valore delle misure ripetute. Se la pressione in ambulatorio è tra 140/90 e 180/120 mmHg, la diagnosi va confermata con il monitoraggio ambulatoriale delle 24 ore o, se non è adatto, con misure a domicilio. A casa si misura due volte al giorno, mattina e sera, per almeno 4 giorni, idealmente 7, scartando il primo giorno e facendo la media. La soglia a domicilio è 135/85 mmHg. È la logica del "trend" di cui parla Viganò, applicata alla pratica clinica.

Quanto dormire

La consensus dell'American Academy of Sleep Medicine e della Sleep Research Society (Watson e colleghi, Sleep 2015) raccomanda agli adulti di dormire regolarmente almeno 7 ore per notte per favorire salute, produttività e vigilanza. È il riferimento con cui confrontare i report notturni degli orologi, che Viganò vede soprattutto come strumenti di consapevolezza.

Diabete, una sfida globale

Nell'episodio Viganò cita il diabete tra le sfide dei prossimi decenni. Per curiosità, lo studio Global Burden of Disease pubblicato su The Lancet nel 2023 stimava 529 milioni di persone con diabete nel 2021 e prevede oltre 1,31 miliardi entro il 2050. Il diabete di tipo 2 rappresenta la gran parte dei casi ed è in larga misura prevenibile, secondo gli autori, se riconosciuto e gestito presto.

Medicina di famiglia sotto pressione

Viganò parla di circa 1.370 assistiti per medico di famiglia. Il profilo OCSE 2025 aggiunge che nel 2023 quasi il 52% dei medici di famiglia superava i 1.500 assistiti e stima una carenza tra 2.910 e 5.897 medici di medicina generale, a seconda del parametro usato. È il contesto in cui strumenti di monitoraggio a distanza vengono spesso proposti come supporto.


Le criticità reali

Un sistema che ancora non c'è. Come riconosce lo stesso Viganò, oggi manca un modo condiviso per far arrivare al medico dati leggibili e utili. Senza integrazione con il fascicolo sanitario e con il lavoro dei medici, il dato resta nell'app.

Troppi dati, poco tempo. Un medico di famiglia con più di 1.500 assistiti ha poco tempo per interpretare mesi di grafici. Servono strumenti di sintesi e regole chiare su chi guarda cosa.

Il confine tra benessere e diagnosi. Gli orologi misurano parametri di salute, ma solo alcuni strumenti sono certificati come dispositivi medici. Il cittadino deve sapere quando un dato è un'indicazione e quando serve un esame.

Disuguaglianze digitali. Chi può permettersi un dispositivo e sa usarlo ne trae vantaggio; altri restano fuori.

Una domanda per riflettere. Se i nostri dati di salute saranno sempre più raccolti ogni giorno, chi dovrà aiutarci a leggerli: il medico, un algoritmo o noi stessi?


Cosa può cambiare

Dall'episodio emerge una visione precisa: dispositivi indossati 24 ore su 24, dati raccolti nel tempo, un ecosistema che li mette in ordine e, in futuro, piattaforme e intelligenza artificiale che li rendano utili al medico. Per arrivarci servono tre passi. Integrare i dati dei dispositivi nei sistemi sanitari con regole chiare su proprietà e consenso. Formare i medici a leggere i trend. Educare i cittadini a usare l'orologio come strumento di consapevolezza, non come diagnosi. Le linee guida sulla pressione domiciliare mostrano che, quando le misure ripetute sono ben organizzate, entrano già nella pratica clinica.


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Conclusione

Stefano Viganò racconta come un'azienda nata con la navigazione aerea sia arrivata al polso di milioni di persone, prima per lo sport e poi per la salute. Il messaggio è semplice: l'orologio non sostituisce il medico, ma può rendere più consapevoli e offrire al medico una storia fatta di dati raccolti nel tempo. Gli studi confermano che uno smartwatch può segnalare problemi come la fibrillazione atriale e che le misure ripetute sono preziose, per esempio sulla pressione. La sfida ora è costruire il sistema che porti questi dati dove servono.

→ Ascolta l'episodio 69 di Skeptical Health con Stefano Viganò per il racconto completo.


I dati chiave

  1. 419.297 partecipanti: l'Apple Heart Study sulla fibrillazione atriale rilevata da smartwatch (Perez et al., NEJM 2019)
  2. 0,52%: i partecipanti che hanno ricevuto un avviso di polso irregolare (Perez et al., 2019)
  3. 34%: chi, dopo l'avviso, aveva fibrillazione atriale all'ECG a cerotto (Perez et al., 2019)
  4. Almeno 4 giorni, idealmente 7: la durata delle misure domiciliari per confermare l'ipertensione (NICE NG136)
  5. Almeno 7 ore: il sonno raccomandato per gli adulti (AASM e SRS, 2015)
  6. Oltre 1,31 miliardi: le persone con diabete previste nel mondo entro il 2050 (GBD, The Lancet 2023)
  7. Quasi 52%: i medici di famiglia italiani con più di 1.500 assistiti nel 2023 (OCSE, 2025)

Takeaway

  1. Guarda il trend, non il singolo numero. Un valore strano in un giorno dice poco: conta come cambiano i dati nel tempo.

  2. Porta i dati al medico con una domanda precisa. Un tracciato ECG o settimane di misure di pressione sono utili se condivisi e discussi con chi ti segue.

  3. Un avviso non è una diagnosi. Se l'orologio segnala un ritmo irregolare, serve un elettrocardiogramma clinico prima di trarre conclusioni.

  4. Usa i report del sonno per capire le tue abitudini. Orari, cena e alcol si vedono nei dati: puntare ad almeno 7 ore regolari è un buon obiettivo.

Domande frequenti

Uno smartwatch può rilevare la fibrillazione atriale?

Può segnalare un possibile problema. Nell'Apple Heart Study, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2019 su oltre 419mila persone, lo 0,52% ha ricevuto un avviso di polso irregolare; tra chi poi ha indossato un ECG a cerotto, il 34% aveva fibrillazione atriale. La diagnosi resta del medico, con un elettrocardiogramma clinico.

Lo smartwatch è un dispositivo medico?

In genere no. Nell'episodio 69 Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia, spiega che l'orologio aiuta a qualificare uno stato di salute ma non lo diagnostica. Alcuni strumenti collegati, come il misuratore di pressione dell'azienda, sono invece certificati come dispositivi medici.

Perché il trend dei dati conta più della singola misura?

Perché una misura isolata può essere un caso, mentre tante misure raccolte nel tempo mostrano una tendenza. Le linee guida NICE sull'ipertensione, per esempio, chiedono di confermare la diagnosi con misurazioni ripetute fuori dallo studio medico: a domicilio due volte al giorno per almeno 4 giorni, idealmente 7.

Quante ore di sonno servono a un adulto?

Secondo l'American Academy of Sleep Medicine e la Sleep Research Society, un adulto dovrebbe dormire regolarmente almeno 7 ore per notte per favorire salute, produttività e vigilanza diurna. Gli smartwatch, spiega Stefano Viganò, servono soprattutto a rendere le persone consapevoli di come dormono e di cosa peggiora il loro sonno.

Chi possiede i dati raccolti da uno smartwatch?

Dipende dal produttore e dalle sue condizioni d'uso, regolate in Europa dal GDPR. Stefano Viganò spiega che per Garmin i dati non vengono ceduti a terzi e sono usati solo in forma statistica, e che quando verranno condivisi con il medico l'azienda farà solo da tramite: il dato sarà di chi sceglie di condividerlo.

Gli smartwatch possono aiutare la medicina di famiglia?

Possono offrire al medico informazioni raccolte nel tempo su sonno, frequenza cardiaca, pressione e attività. Secondo Stefano Viganò oggi manca ancora un sistema che raccolga e renda leggibili questi dati per il medico, ma la direzione è quella, anche per il carico crescente sui medici di famiglia.

Fonti

  1. Perez MV et al.: Large-Scale Assessment of a Smartwatch to Identify Atrial Fibrillation. New England Journal of Medicine (2019)
  2. NICE: Hypertension in adults: diagnosis and management, NG136 (2019, aggiornata)
  3. Watson NF et al.: Recommended Amount of Sleep for a Healthy Adult: A Joint Consensus Statement of the American Academy of Sleep Medicine and Sleep Research Society. Sleep (2015)
  4. GBD 2021 Diabetes Collaborators: Global, regional, and national burden of diabetes from 1990 to 2021, with projections of prevalence to 2050. The Lancet (2023)
  5. OECD, European Observatory on Health Systems and Policies: State of Health in the EU. Italy, Country Health Profile 2025 (2025)
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