Longevità & PrevenzioneEP60 8 min di lettura

Il Confine tra Performance e Salute

VO2max, zona 2, vasche di ghiaccio, sauna e team multidisciplinari: Giacomo Spazzini, fondatore di GS Loft, racconta il suo metodo. Cosa dicono le prove.

Il Confine tra Performance e Salute
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Giacomo Spazzini — Esperto medicina dello sport

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24

Quanto tempo hai?

Una signora entra in palestra: il nutrizionista le ha prescritto una dieta chetogenica, in palestra le fanno fare circuiti ad alta intensità, il medico le ha consigliato integratori senza guardare le analisi. Non ha energie e non capisce perché. È da questo episodio del 2018 che Giacomo Spazzini, coach e imprenditore, racconta di aver deciso di far lavorare insieme allenatori, nutrizionisti, medici e psicologi. In questo episodio parla con Cristian Valeri e Guido Magrin di longevità, performance, comunicazione, e di pratiche di moda come vasche di ghiaccio e sauna.


Perché il tema è urgente oggi

Il confine tra salute e performance è sempre più sottile. Test come il VO2max, un tempo riservati agli atleti di resistenza, sono diventati strumenti di "longevity", e sui social spopolano vasche di acqua gelata, lettini a infrarossi e protocolli sofisticati. Intanto la maggior parte delle persone non raggiunge nemmeno i livelli minimi di attività fisica raccomandati.

Il pubblico si trova tra consigli fondati, mode e marketing. Capire cosa ha prove solide e cosa no aiuta a investire tempo e denaro dove servono davvero.


Cosa emerge dall'episodio

Giacomo Spazzini si definisce imprenditore, coach, investitore e autore. È il fondatore di GS Loft, un centro milanese che unisce allenamento, nutrizione, medicina e supporto mentale, ed è noto come "personal trainer dei VIP": tra i suoi clienti ci sono artisti come Sfera Ebbasta. È arrivato al podcast su suggerimento di Alessandro Monterosso, suo socio. Il suo centro offre percorsi e servizi, tra cui un coach basato sull'intelligenza artificiale, e ha in progetto una linea di integratori.

Dalla palestra al modello integrato

Da adolescente, racconta, si sentiva perso e poco capito dalla scuola, e magro rispetto agli amici. La palestra gli ha dato metodo e disciplina. Poi ha studiato «in orizzontale»: allenamento, nutrizione, integratori, certificazioni, convegni in Italia e all'estero. La sua regola: «pensare poco e fare tanto». Dopo aver gestito tre palestre ha capito cosa mancava: l'integrazione tra i professionisti. Non il poliambulatorio classico, dove ognuno lavora per conto suo e l'anamnesi si ripete a ogni visita, ma un team che comunica.

Costruire una squadra

Far collaborare professionisti diversi, ammette, è difficile: in Italia c'è molto individualismo professionale. Racconta un errore: nel 2021 ha assunto otto persone in blocco, si sono creati gruppetti e in sei mesi sette se ne sono andate. Da lì ha costruito processi di inserimento più strutturati, team building, formazione sulle soft skills e un responsabile della cultura aziendale. Il marchio, spiega, doveva diventare autonomo dalla sua persona e valorizzare i professionisti.

Aderenza: il vero problema

Sulla validazione scientifica, sostiene che esistono le linee guida, ma che nella personalizzazione «il nostro metodo è non avere un metodo». Tra teoria e pratica c'è l'aderenza: un protocollo perfetto non serve se la persona non lo segue. Per questo il centro chiede un impegno minimo di un anno, allinea aspettative e impegno, fissa obiettivi piccoli, medi e a lungo termine. «Non iniziate nel momento perfetto, iniziate nel momento peggiore». La leva principale è il rapporto con il professionista: «se io credo in te, credo anche nel percorso».

Artisti, routine e generazione Z

Degli artisti che segue dice che sono persone normali, spesso con traumi amplificati dalla pressione mediatica: perfezionismo, frustrazione, notti tarde, a volte droghe. Nella generazione Z che ha successo molto giovane vede ansia sociale e difficoltà a fidarsi. Il suo approccio è essere sinceri e lottare insieme. È fiero, dice, che nel mondo della musica si sia passati da messaggi legati alla droga a messaggi sulla forma fisica.

VO2max, zona 2, freddo e sauna

Spazzini dice di aver voluto rendere il VO2max un test «cool» e comprensibile, non solo un referto clinico. Per migliorarlo propone tre binari: rafforzamento muscolare 2-3 volte a settimana, 120-150 minuti di zona 2 e una quota di lavoro ad alta intensità. Sulla vasca di acqua fredda, tra 5 e 10 gradi, dice che la usa soprattutto per allenare la concentrazione sul presente, abbinata a respirazione e mindfulness. Ammette che il lettino a infrarossi ha poche validazioni scientifiche. Avverte che il freddo dopo l'allenamento riduce la crescita muscolare e che l'abuso può portare a un «affaticamento delle ghiandole surrenali». Consiglia anche la sauna, che secondo lui «elimina le tossine» e fa bene al sistema cardiovascolare.

Comunicazione, donne e disturbi alimentari

Spazzini insiste sulle soft skills: «la parte hard la farà l'AI». Nel suo centro le persone vengono classificate per stile comunicativo con un sistema a colori, per scegliere il modo di parlare più efficace. Il 60% dei clienti sono donne, seguite da professionisti specializzati nelle diverse fasi della vita femminile. Sui disturbi del comportamento alimentare descrive un processo preciso: i casi gravi vengono indirizzati ai centri specializzati, quelli lievi seguiti solo con un percorso psicologico parallelo. La parte più delicata sono i casi non dichiarati, da comunicare con grande attenzione. Racconta anche un progetto per collegare le scuole a servizi del terzo settore e ricorda che il lavoro più importante va fatto sui genitori. Come prossima ospite suggerisce Teresa Budetta.


Cosa dice la scienza

La capacità aerobica predice la longevità

L'attenzione al VO2max ha basi solide. La meta-analisi di Kodama e colleghi (JAMA, 2009), su 33 studi e oltre 100.000 persone, ha trovato che ogni aumento di 1 MET di capacità cardiorespiratoria si associa a una mortalità per tutte le cause più bassa del 13% e a meno eventi cardiovascolari. È uno dei predittori più forti di mortalità, e a differenza di molti altri si può migliorare con l'allenamento.

Quanto muoversi: le linee guida

Le linee guida dell'OMS del 2020 (Bull e colleghi, BJSM) raccomandano agli adulti 150-300 minuti a settimana di attività aerobica moderata, o 75-150 di attività vigorosa, più il rafforzamento muscolare almeno due giorni a settimana. I tre binari di Spazzini, forza, attività moderata e un po' di alta intensità, sono coerenti con queste indicazioni. Quale sia la distribuzione ideale tra zona 2 e alta intensità è ancora oggetto di studio.

Il freddo può frenare la crescita muscolare

Su questo punto la ricerca va nella direzione indicata da Spazzini. Lo studio di Roberts e colleghi (Journal of Physiology, 2015) ha mostrato che l'immersione in acqua fredda fatta regolarmente dopo l'allenamento di forza riduce, nell'arco di 12 settimane, gli aumenti di massa e forza muscolare. I segnali anabolici nel muscolo risultano attenuati. Chi punta alla crescita muscolare fa bene a separare freddo e allenamento. Sugli altri benefici del freddo, come l'umore e la resilienza allo stress, le prove sono ancora preliminari.

Per curiosità: freddo, cortisolo e surreni

Spazzini invita a non abusare del freddo, perché lo stress ripetuto pesa sull'organismo. Il cortisolo, prodotto dalle ghiandole surrenali, sale con il freddo e con lo stress. Per curiosità, la revisione sistematica di Cadegiani e Kater (BMC Endocrine Disorders, 2016) ha analizzato gli studi sull'"affaticamento surrenale" e non lo ha trovato definito come condizione medica: in endocrinologia si parla di insufficienza surrenalica, rara e riconoscibile con esami specifici. Il consiglio pratico resta quello dell'episodio: dosare il freddo e, se stanchezza o ritenzione idrica persistono, parlarne con il medico.

Sauna: i segnali per il cuore

Sulla sauna, la coorte finlandese di Laukkanen e colleghi (JAMA Internal Medicine, 2015) ha seguito 2.315 uomini per circa 20 anni. Chi faceva la sauna 4-7 volte a settimana aveva una mortalità cardiovascolare e per tutte le cause più bassa di chi la faceva una volta sola. È un dato interessante, ma osservazionale: chi fa spesso la sauna può avere anche altre abitudini più sane. È in linea con quanto dice Spazzini sui benefici cardiovascolari. Per curiosità, la depurazione dell'organismo passa soprattutto da fegato e reni.


Le criticità reali

Una domanda per riflettere. Spazzini ha voluto rendere «cool» un test come il VO2max. Rendere attraenti le misure di salute può spingere più persone a muoversi: come evitare che l'attenzione si sposti sugli strumenti più spettacolari e lasci in secondo piano le basi?

Le mode corrono più delle prove. Freddo, infrarossi e protocolli complessi attirano attenzione, mentre la maggior parte delle persone non raggiunge l'attività fisica minima raccomandata.

Parlare la stessa lingua. Allenatori, nutrizionisti e medici usano spesso parole diverse per descrivere gli stessi fenomeni. Il team multidisciplinare di cui parla Spazzini funziona anche perché costringe a trovare un linguaggio comune.

Accesso e costi. Un team multidisciplinare dedicato è costoso. Il modello non è replicabile per tutti, anche se versioni digitali più economiche provano ad allargarne l'accesso.


Cosa può cambiare

Dall'episodio emergono idee utili: far comunicare i professionisti che seguono la stessa persona, puntare sull'aderenza più che sul protocollo perfetto, usare misure come il VO2max per motivare e monitorare. Allenamento aerobico e di forza secondo le linee guida sono la base con le prove più solide; su altre pratiche la ricerca è ancora in corso. E ricordare che le basi valgono per tutti e costano poco: camminare, allenare la forza, dormire bene.


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Conclusione

Giacomo Spazzini porta in questo episodio l'esperienza di chi ha costruito un'impresa sulla salute e sulla performance, e insiste su due punti condivisibili: i professionisti devono lavorare insieme e senza aderenza nessun protocollo funziona. Le prove confermano il valore della capacità aerobica e dell'allenamento combinato, e anche il suo avvertimento sul freddo dopo l'allenamento di forza. Su altre pratiche, dal freddo agli infrarossi, la ricerca è ancora in corso. Il confine tra performance e salute passa anche dalla capacità di partire dalle basi.

→ Ascolta l'episodio 60 di Skeptical Health con Giacomo Spazzini per il racconto completo.


I dati chiave

  1. -13%: la mortalità per tutte le cause per ogni MET in più di capacità aerobica (Kodama et al., JAMA 2009)
  2. 150-300 minuti: l'attività aerobica moderata settimanale raccomandata dall'OMS per gli adulti, più 2 giorni di forza (2020)
  3. 12 settimane: il periodo in cui l'acqua fredda dopo l'allenamento ha ridotto i guadagni di massa e forza muscolare (Roberts et al., 2015)
  4. 4-7 volte a settimana: la frequenza di sauna associata a minore mortalità nella coorte finlandese (Laukkanen et al., 2015)
  5. 2.315: gli uomini seguiti per circa 20 anni nella coorte finlandese sulla sauna (JAMA Internal Medicine, 2015)
  6. 60%: la quota di donne tra i clienti di GS Loft, secondo Spazzini

Takeaway

  1. Allena il cuore e i muscoli. Punta ai minimi dell'OMS: 150 minuti di attività moderata a settimana e due sedute di forza.

  2. Se vuoi più muscolo, niente ghiaccio subito dopo la palestra. L'acqua fredda dopo l'allenamento di forza può ridurre i risultati.

  3. Dosa freddo e stress. Come ricorda Spazzini, esagerare non aiuta: se sei sempre stanco, parlane con il medico.

  4. Scegli un percorso che riesci a seguire. L'aderenza conta più del protocollo perfetto: obiettivi piccoli e realistici funzionano meglio.

Domande frequenti

Cos'è il VO2max e perché è importante per la salute?

Il VO2max è la quantità massima di ossigeno che l'organismo riesce a utilizzare durante uno sforzo, ed è la misura di riferimento della capacità cardiorespiratoria. Non riguarda solo gli atleti: una meta-analisi pubblicata su JAMA nel 2009 ha trovato che ogni aumento di 1 MET di capacità aerobica si associa a una mortalità per tutte le cause più bassa del 13%. Nell'episodio 60 Giacomo Spazzini spiega di averlo voluto rendere un test 'mainstream' per i clienti del suo centro.

Come si migliora il VO2max?

Con l'allenamento aerobico, combinando sedute a intensità moderata e prolungata, la cosiddetta zona 2, con sedute brevi ad alta intensità. Giacomo Spazzini suggerisce di affiancare allenamento di forza 2-3 volte a settimana, 120-150 minuti di zona 2 e una quota di lavoro intenso. Le linee guida dell'OMS del 2020 raccomandano agli adulti 150-300 minuti a settimana di attività moderata, o 75-150 di attività vigorosa, più almeno due giorni di rafforzamento muscolare.

La vasca di ghiaccio fa bene?

Le prove sono limitate. L'immersione in acqua fredda può ridurre il dolore muscolare dopo lo sforzo e dà una forte attivazione ormonale. Ma uno studio pubblicato sul Journal of Physiology nel 2015 ha mostrato che, fatta regolarmente dopo l'allenamento di forza, riduce gli aumenti di massa e forza muscolare. Giacomo Spazzini lo conferma e consiglia di separarla dagli allenamenti per chi vuole aumentare la massa muscolare. Chi ha problemi cardiaci dovrebbe parlarne con il medico.

Cosa succede al cortisolo con il freddo?

L'esposizione al freddo e lo stress fanno salire il cortisolo, l'ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. Nell'episodio Giacomo Spazzini avverte che l'abuso della vasca fredda può portare a un «affaticamento delle ghiandole surrenali» e invita a non esagerare. Per curiosità, nella letteratura medica l'espressione 'affaticamento surrenale' non corrisponde a una diagnosi codificata: gli endocrinologi parlano di insufficienza surrenalica, una condizione rara che si riconosce con esami specifici. Se stanchezza o ritenzione idrica durano nel tempo, è bene parlarne con il medico.

La sauna fa bene al cuore?

Alcuni studi osservazionali lo suggeriscono. Una coorte finlandese pubblicata su JAMA Internal Medicine nel 2015, su oltre 2.300 uomini seguiti per circa 20 anni, ha trovato che chi faceva la sauna 4-7 volte a settimana aveva una mortalità cardiovascolare e totale più bassa. Essendo uno studio osservazionale, non dimostra un rapporto di causa. Per curiosità, la depurazione dell'organismo passa soprattutto da fegato e reni.

Come si mantiene l'aderenza a un percorso di allenamento?

Secondo Giacomo Spazzini servono aspettative realistiche, un impegno di almeno un anno, obiettivi piccoli e raggiungibili, e soprattutto un buon rapporto con il professionista: 'se io credo in te, credo anche nel percorso'. Consiglia di non aspettare il momento perfetto per iniziare, perché imparare a gestire i momenti difficili è parte del cambiamento.

Fonti

  1. Kodama S et al.: Cardiorespiratory fitness as a quantitative predictor of all-cause mortality and cardiovascular events in healthy men and women: a meta-analysis. JAMA (2009)
  2. Bull FC et al.: World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and sedentary behaviour. British Journal of Sports Medicine (2020)
  3. Roberts LA et al.: Post-exercise cold water immersion attenuates acute anabolic signalling and long-term adaptations in muscle to strength training. Journal of Physiology (2015)
  4. Laukkanen T et al.: Association between sauna bathing and fatal cardiovascular and all-cause mortality events. JAMA Internal Medicine (2015)
  5. Cadegiani FA, Kater CE: Adrenal fatigue does not exist: a systematic review. BMC Endocrine Disorders (2016)
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