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Occupiamoci della Nostra Salute. Perché non lo Farà Nessun Altro

Medicina proattiva, biomarcatori, assicurazioni e farmaci GLP-1: Stefano Massaro (Cerba HealthCare Italia) dice che la prevenzione tocca al singolo. I dati.

Occupiamoci della Nostra Salute. Perché non lo Farà Nessun Altro
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Stefano Massaro — Amministratore delegato di Cerba HealthCare Italia

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24

Quanto tempo hai?

«Compriamo cibo spazzatura per 85 miliardi, giochiamo d'azzardo per 150 e ci poniamo il problema che qualche prestazione sanitaria ce la debba pagare lo Stato». È la provocazione con cui Stefano Massaro, amministratore delegato di Cerba HealthCare Italia, apre questo episodio con Guido Magrin e Cristian Valeri. La sua tesi è netta: la prevenzione e la salute a lungo termine sono prima di tutto responsabilità dell'individuo, perché il sistema pubblico non ha le risorse per farsene carico. Una tesi che divide e che qui mettiamo alla prova dei dati.


Perché il tema è urgente oggi

L'Italia invecchia rapidamente. Secondo l'ISTAT gli over 65 sono circa il 24% della popolazione, gli under 15 appena il 12%, e nel 2024 sono nati circa 370.000 bambini, un nuovo minimo. Più anziani significa più malattie croniche e più spesa. Il Country Health Profile 2025 di OCSE e Osservatorio europeo segnala che nel 2023 la spesa sanitaria italiana era l'8,4% del PIL, con il 27% già a carico dei privati, sette punti sopra la media europea.

Intanto "longevity" è diventata una parola di moda, usata per vendere check-up, integratori e servizi di ogni tipo. Distinguere la prevenzione che funziona dal marketing, e capire chi deve pagarla, è una domanda che riguarda tutti.


Cosa emerge dall'episodio

Stefano Massaro guida Cerba HealthCare Italia, che conta circa 380-400 punti di diagnostica sul territorio, dalle analisi del sangue alla risonanza magnetica. È avvocato di formazione, appassionato di sport, e si definisce «positivamente ossessionato» dalla longevity. Il suo gruppo ha sviluppato anche un servizio dedicato alla longevity, e nell'episodio racconta da dove nasce questa scelta.

Dalla piccola Delta Medica al gruppo nazionale

Massaro racconta di aver preso nel 2005 una piccola società di analisi a Rozzano, Delta Medica, e di aver scritto su una lavagnetta la missione: «abbastanza grandi per seguirti in tutto, abbastanza piccoli per sapere chi sei». In dodici anni Delta Medica è diventata un centro di riferimento anche per la medicina dello sport. Racconta i tentativi falliti con Apple e Nike e l'accordo con Garmin, firmato in nove giorni dopo una telefonata. Da lì è nato quello che definisce il primo centro medico a collegare la cartella clinica ai dati di un dispositivo indossabile. È anche per questa notorietà, dice, che il gruppo internazionale entrato in Italia è partito da loro.

Longevity: quattro cause e il "valore ideale"

Massaro non ama la parola longevity per l'uso che ne fa il marketing: anche il parrucchiere, dice, oggi dichiara di occuparsene. Per lui riguarda la riduzione del rischio delle quattro grandi cause di morte: tumori, malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative. Propone di guardare le analisi in modo diverso. L'esempio è l'emoglobina glicata: a 6,5% si è diabetici e il referto segna l'asterisco, ma a 6,4% «non sei classificato diabetico, ma sei fregato». Secondo lui bisognerebbe puntare a un valore ideale più basso, e farsi aiutare a raggiungerlo con lo stile di vita.

Distingue tre medicine: reattiva, che interviene sulla malattia; predittiva, che stima il rischio; proattiva, che attraverso misurazioni e consigli aiuta le persone a non sviluppare quel rischio. Oggi, sostiene, il 90% della spesa va alla medicina reattiva, ed è normale: i LEA servono prima di tutto a curare.

Chi paga la prevenzione

Qui arriva la parte più provocatoria. Massaro sostiene che «il diritto alla salute non esiste, così come non esiste il diritto alla felicità». Cita Milton Friedman («non esistono pasti gratis») e alcuni numeri sulle entrate fiscali: pochi contribuenti pagano gran parte delle imposte. Ricorda che la sanità privata è quella pagata dai cittadini, anche quando si va da uno specialista in un ospedale pubblico, e non quella erogata da strutture private. Poi fa i conti: un percorso di prevenzione industrializzato potrebbe costare circa 500 euro l'anno a persona. Offrirlo ai 30 milioni di italiani tra 30 e 75 anni costerebbe 15 miliardi l'anno, soldi che lo Stato non ha.

Neppure le assicurazioni, secondo lui, possono farsene carico. Le polizze aziendali hanno premi troppo bassi e coprono l'evento acuto. Le polizze individuali sono annuali, e nessuna compagnia investe nella salute di un cliente che l'anno dopo può passare a un concorrente. Resta il singolo. Per lui la motivazione è la felicità: vivere a 70 anni come a 50 vale più di un acquisto inutile.

Farmaci per dimagrire e farmacie

Massaro critica duramente la pubblicità dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 in alcune farmacie. Li definisce «importantissimi» per diabete e obesità, ma da prescrivere e seguire con un medico. Senza alimentazione adeguata e allenamento, avverte, si perde peso perdendo anche massa muscolare. Sulla farmacia dei servizi si dice favorevole, a patto che valgano gli stessi requisiti richiesti a qualsiasi struttura sanitaria.

Cosa include il suo percorso

Il servizio del suo gruppo, spiega, prevede la misurazione di una cinquantina di parametri, un referto dettagliato con i valori ideali e un colloquio in telemedicina con un medico. Poi si ricontrollano solo i valori da migliorare. Molti medici, aggiunge, non riescono ad aggiornarsi per il carico di lavoro. Come prossimi ospiti suggerisce Filippo Ongaro e Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute di Miami.


Cosa dice la scienza

Per curiosità: cosa dicono gli studi sui check-up

Massaro ripete che misurare ha senso solo se porta ad agire. Gli studi sui controlli tradizionali vanno nella stessa direzione. La revisione Cochrane di Krogsbøll e colleghi (2019) ha analizzato 17 studi con oltre 250.000 partecipanti: i check-up generali, così come erano organizzati in quegli studi, hanno mostrato effetti piccoli sulla mortalità totale e per tumore. Il messaggio che se ne ricava è quello dell'episodio: non conta il numero di esami, conta cosa si fa dopo. I percorsi personalizzati basati sui biomarcatori sono più recenti e la ricerca su di essi è in corso.

Emoglobina glicata: soglie e zona grigia

L'OMS (2011) indica un valore di emoglobina glicata pari o superiore al 6,5% (48 mmol/mol) per la diagnosi di diabete. Come sottolinea Massaro, sotto la soglia non c'è una linea netta tra sano e malato, e valori vicini al 6,5% segnalano un rischio aumentato su cui vale la pena intervenire con lo stile di vita. Il valore di 5,1% che indica come ideale è il suo obiettivo personale di riferimento; per curiosità, le linee guida internazionali fissano come soglie il 6,5% per il diabete e, secondo l'American Diabetes Association, il 5,7% per il prediabete.

GLP-1: efficaci, ma non scorciatoie

Lo studio STEP 1 (Wilding e colleghi, NEJM 2021), su 1.961 adulti con sovrappeso o obesità, ha mostrato con la semaglutide una perdita media di peso del 14,9% in 68 settimane, contro il 2,4% del placebo, insieme a un programma di stile di vita. In un sottogruppo studiato con la DXA, una quota rilevante del peso perso era massa magra. È la ragione per cui questi farmaci vanno prescritti e seguiti da un medico, con alimentazione e attività fisica adeguate, come dice Massaro.

Per curiosità: cosa dice la Costituzione

La provocazione di Massaro, «il diritto alla salute non esiste», parla della vita reale più che della legge. Per curiosità, l'articolo 32 della Costituzione tutela la salute come «fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività», e lo Stato lo traduce nei livelli essenziali di assistenza. I LEA però sono essenziali, non totali, e una parte crescente della spesa ricade già sulle famiglie: è questo il punto che Massaro mette al centro.


Le criticità reali

Una domanda per riflettere. Se la prevenzione proattiva diventa un investimento personale, quale ruolo dovrebbero avere il medico di famiglia e il sistema pubblico nell'aiutare le persone a scegliere i controlli davvero utili per loro?

Una seconda domanda. Le malattie croniche colpiscono di più chi ha meno reddito e istruzione: come si può fare in modo che la prevenzione proattiva di cui parla Massaro arrivi anche a queste persone?

Misurare e poi agire. Come ricorda Massaro, un esame ha valore se porta a cambiare qualcosa. Resta aperta la domanda su come accompagnare le persone dopo il risultato, perché un numero da solo non cambia le abitudini.

La prevenzione pubblica esiste ed è sottoutilizzata. Vaccinazioni e screening oncologici organizzati sono gratuiti e hanno prove solide, ma l'adesione resta bassa in molte regioni.


Cosa può cambiare

Dall'episodio emergono spunti condivisibili: parlare di prevenzione in modo scientifico, dare importanza allo stile di vita, usare in modo responsabile farmaci potenti come i GLP-1. La sfida è farlo senza lasciare indietro chi non può pagare. Rafforzare la prevenzione pubblica di provata efficacia, valutare con studi seri i nuovi percorsi basati sui biomarcatori e sviluppare prodotti assicurativi pluriennali che premino la prevenzione sono strade che non si escludono a vicenda.


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Conclusione

Stefano Massaro porta in questo episodio una visione liberale della salute: la prevenzione è un investimento che tocca prima di tutto al singolo, perché né lo Stato né le assicurazioni hanno oggi le risorse o l'interesse per finanziarla. Ha ragione a chiedere di trattare la longevity come una questione scientifica e a mettere in guardia dall'uso superficiale dei farmaci per dimagrire. La domanda che lascia aperta è come rendere questa prevenzione accessibile anche a chi non può permettersela. Occuparsi della propria salute è giusto; farlo insieme al proprio medico, con le prove giuste, lo è altrettanto.

→ Ascolta l'episodio 46 di Skeptical Health con Stefano Massaro per il racconto completo.


I dati chiave

  1. 24%: la quota di italiani con più di 65 anni; gli under 15 sono il 12% (ISTAT)
  2. Circa 370.000: i nati in Italia nel 2024 (ISTAT)
  3. 27%: la quota di spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, sette punti sopra la media UE (OCSE, 2025)
  4. 500 euro l'anno: il costo per persona di un percorso di prevenzione industrializzato, secondo la stima di Massaro
  5. Oltre 250.000: i partecipanti ai 17 studi sui check-up generali analizzati dalla revisione Cochrane del 2019
  6. 6,5%: la soglia di emoglobina glicata per la diagnosi di diabete (OMS, 2011)
  7. -14,9%: la perdita di peso media con semaglutide in 68 settimane nello studio STEP 1 (NEJM, 2021)

Takeaway

  1. Conosci i tuoi fattori di rischio. Pressione, glicemia, colesterolo e peso sono i valori con le prove più solide: controllali con il tuo medico.

  2. Un valore sotto soglia non è sempre una buona notizia. Un'emoglobina glicata vicina al 6,5% è un segnale per cambiare abitudini, non per rilassarsi.

  3. Scegli i controlli insieme al tuo medico. Chiedi a cosa serve ogni esame e cosa farai con il risultato.

  4. I farmaci per dimagrire non sostituiscono dieta e allenamento. Vanno prescritti e seguiti da un medico, per non perdere muscolo insieme al peso.

Domande frequenti

Cos'è la longevity in medicina?

Nel linguaggio della medicina, longevity indica l'insieme di interventi che mirano a vivere più a lungo in buona salute, riducendo il rischio delle principali cause di morte: tumori, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche e neurodegenerative. Non significa vivere fino a 150 anni. Nell'episodio 46 Stefano Massaro, amministratore delegato di un grande gruppo di diagnostica, critica l'uso commerciale della parola e la riporta al suo significato scientifico.

I check-up periodici servono ad allungare la vita?

Dipende da come sono costruiti e da cosa si fa dopo. Nell'episodio Stefano Massaro insiste proprio su questo: misurare serve se porta a cambiare abitudini e a intervenire presto. Per curiosità, una revisione Cochrane del 2019 su 17 studi e oltre 250.000 partecipanti ha valutato i controlli di salute generali tradizionali negli adulti, trovando effetti piccoli sulla mortalità; i percorsi personalizzati basati sui biomarcatori sono più recenti e sono ancora oggetto di studio. Screening oncologici organizzati e controllo di pressione, glicemia e colesterolo restano i pilastri con le prove più solide.

Con quale valore di emoglobina glicata si è diabetici?

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, un'emoglobina glicata pari o superiore al 6,5% (48 mmol/mol) permette la diagnosi di diabete. Valori appena sotto la soglia indicano un rischio aumentato e sono un'occasione per intervenire su alimentazione, peso e attività fisica. Stefano Massaro sottolinea che un 6,4% non va vissuto come un risultato tranquillizzante solo perché non ha l'asterisco.

I farmaci GLP-1 come la semaglutide fanno perdere muscolo?

Parte del peso perso con i farmaci agonisti del recettore GLP-1 è massa magra, compreso il muscolo. Nello studio STEP 1 pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2021 la semaglutide ha ridotto il peso del 14,9% in 68 settimane, e in un sottogruppo una quota rilevante del peso perso era massa magra. Per questo vanno prescritti da un medico e accompagnati da alimentazione adeguata e allenamento, come ricorda anche Stefano Massaro.

Il diritto alla salute esiste in Italia?

Nell'episodio Stefano Massaro lancia una provocazione: nei fatti il diritto alla salute non esiste, perché la prevenzione ricade soprattutto sul singolo. Per curiosità, l'articolo 32 della Costituzione tutela la salute come 'fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività', e il SSN lo traduce nei livelli essenziali di assistenza, i LEA, che non comprendono ogni prestazione. È proprio lo scarto tra principio e prestazioni coperte il punto su cui Massaro richiama l'attenzione.

Chi paga la prevenzione in Italia?

La prevenzione pubblica, come vaccinazioni e screening oncologici organizzati, è finanziata dal SSN all'interno dei LEA. Molti altri controlli e percorsi sugli stili di vita sono a carico dei cittadini o, in parte, di fondi e assicurazioni. Stefano Massaro sostiene che lo Stato non abbia le risorse per una prevenzione proattiva di massa e che le assicurazioni annuali non abbiano interesse a finanziarla, per cui oggi il peso ricade sul singolo.

Fonti

  1. Krogsbøll LT, Jørgensen KJ, Gøtzsche PC: General health checks in adults for reducing morbidity and mortality from disease. Cochrane Database of Systematic Reviews (2019)
  2. Wilding JPH et al.: Once-Weekly Semaglutide in Adults with Overweight or Obesity (STEP 1). New England Journal of Medicine (2021)
  3. WHO: Use of glycated haemoglobin (HbA1c) in diagnosis of diabetes mellitus (2011)
  4. OECD / European Observatory on Health Systems and Policies: State of Health in the EU: Italy, Country Health Profile 2025
  5. ISTAT: Indicatori demografici, anno 2024
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