Longevità & PrevenzioneEP87 14 min di lettura

Dentro il Mondo degli Integratori: Cosa Nessuno ti Racconta

Omega-3, melatonina, test di laboratorio e marketing: Antonio Brissa di ASPRIVA spiega come leggere l'etichetta di un integratore e distinguerlo dalla fuffa.

Dentro il Mondo degli Integratori: Cosa Nessuno ti Racconta
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Antonio Brissa — AD e co-fondatore di ASPRIVA

Ultimo aggiornamento: 2026-09-27

Quanto tempo hai?

Gli integratori alimentari si comprano ovunque: in farmacia, al supermercato, su Amazon con un clic. Ma cosa c'è davvero dentro le capsule, e chi controlla? Nell'episodio 87 di Skeptical Health Guido Magrin e Cristian Valeri ne parlano con Antonio Brissa, amministratore delegato e co-fondatore di ASPRIVA, un'azienda di integratori nata dopo tre anni di sviluppo con un comitato scientifico. Si parla di etichette, test di laboratorio, omega-3, melatonina e di come si riconosce la fuffa.


Perché il tema è urgente oggi

Negli ultimi anni gli integratori sono entrati nel discorso su salute, longevità e performance. Ne parlano tutti, spesso senza titoli, e l'offerta è enorme. In apertura i conduttori lo dicono chiaramente: in questo mare di prodotti c'è tanta fuffa e tanto marketing, e il rumore ha finito per annacquare ciò che invece può essere un aiuto quotidiano per la salute.

C'è poi un equivoco diffuso. Molte persone pensano che un integratore in vendita sia stato controllato e approvato da qualcuno, come un farmaco. Non è così. In Italia l'integratore si notifica al Ministero della Salute, che lo inserisce in un registro. Ma, come precisa lo stesso Ministero, l'inserimento non è un'autorizzazione né un'attestazione di conformità. La responsabilità di ciò che c'è nella confezione resta all'azienda.

Per chi assume integratori ogni giorno, capire come leggere un'etichetta e cosa chiedere al produttore è quindi una questione pratica, non teorica.


Cosa emerge dall'episodio

Chi è Antonio Brissa

Brissa si presenta con ironia: italiano, ma con l'accento tedesco. È nato in Germania, ha vissuto otto anni a Milano, ha studiato economia e finanza. Ha lavorato come analista finanziario, poi nel mondo tecnologico e del cloud computing, fino a entrare in SAP dopo l'acquisizione di una sua società. Ha giocato a rugby per oltre 14 anni, e l'allenamento ha sempre fatto parte della sua vita, integratori compresi.

Nel 2021 il suo attuale socio, Chris, gli regala un libro sulla longevità. Racconta di essersi innamorato dell'idea che esistano approcci sensati e basati sulla scienza per sostenere la salute negli anni. Quando decide di entrare nel settore, una giornalista tedesca che lo conosceva lo avverte: «Non toccare questa industria, sei folle».

Tre livelli: stile di vita, nutrizione, integratori

Brissa descrive la longevità come una piramide a tre livelli. Il primo è lo stile di vita: sonno, allenamento, relazioni. Il secondo è la nutrizione. Solo al terzo arrivano alcuni integratori, che possono dare una spinta ulteriore su aspetti specifici. Il vantaggio, sottolinea, non è una scommessa sul futuro: migliorare il sonno, per esempio, porta benefici già oggi.

Il punto di partenza di ASPRIVA è stato personale. Cercando integratori con dosaggi allineati agli studi clinici e senza ingredienti superflui, lui e il socio hanno fatto una gran fatica. Da qui l'idea di creare prodotti propri, su pochi temi che ritenevano importanti: salute intestinale, legata al sistema immunitario, tono dell'umore e salute della pelle, che è l'organo più grande.

Una premessa torna più volte nella puntata: per le persone sane «non esiste un integratore, non esiste un farmaco che per sé ha un effetto positivo sul tuo invecchiamento da solo». Esistono invece temi che possono sostenere il percorso, se il resto è in ordine.

Come nasce (di solito) un integratore

Brissa descrive senza giri di parole il modo più comune di lanciare un prodotto. Si usano strumenti di analisi delle vendite su Amazon, si guarda cosa vende di più, si copia la tabella degli ingredienti, si fa produrre e si vende a un euro in meno. E funziona benissimo, dice. In questo modello non importa se l'ingrediente ha una ragione d'essere: se si vende, qualcosa ci deve essere.

Secondo lui lo sviluppo di un integratore nel settore dura in genere due o tre mesi al massimo. ASPRIVA ha impiegato tre anni, confrontandosi con professori e con un comitato scientifico. Tra questi cita un esperto di biodisponibilità degli integratori che accettò subito di incontrarlo.

Anche le formule, osserva, non sono protette: chiunque può copiarle. E il mercato premia la semplicità del messaggio, non la complessità della formula.

La melatonina: perché l'hanno lasciata fuori

Uno degli esempi più concreti riguarda il sonno. Nel loro prodotto per la sera, racconta Brissa, la melatonina non c'è, anche se in Italia ci sono più di 600 prodotti in vendita che la contengono. Le ragioni sono due. La prima: negli studi l'effetto sulla qualità del sonno è limitato, qualche minuto in meno per addormentarsi e un piccolo miglioramento della qualità. La seconda: «il problema è che è proprio un ormone». Gli effetti degli ormoni sono complessi, e lui non la consiglierebbe come abitudine quotidiana. La usa solo occasionalmente, contro il jet lag. Ricorda anche che in Germania si vendono spray di melatonina per bambini, cosa che definisce una follia.

Materie prime e metalli pesanti

La sfida più grande, però, è arrivata dopo aver definito le formule. ASPRIVA ha deciso di comprare direttamente tutte le materie prime, per controllarne la qualità. Lì, dice Brissa, sono cominciati i problemi. Ottenere la reportistica completa di laboratorio era difficilissimo, e alcuni grandi fornitori hanno ritirato l'offerta pur di non fare l'analisi completa sui metalli pesanti. Il suo commento è secco: in quel caso «può esserci solo una ragione».

Oggi, spiega, pubblicano sul sito i test di ogni lotto: le polveri idrosolubili sono state analizzate su 881 parametri, tra cui 800 pesticidi, metalli pesanti e valori nutrizionali. L'olio di pesce su 83 parametri, dalla freschezza al contenuto per capsula.

Legalmente, un integratore non ha effetti

Qui arriva uno dei passaggi più chiari della puntata. «Dal punto di vista legale un integratore non può avere nessun effetto», spiega Brissa. Per la legge è un alimento: «è come se vendo le brioche o la birra analcolica». L'unico prodotto che può avere per legge un effetto sulla salute è il farmaco.

Per lo stesso motivo non esiste un obbligo di test di laboratorio prima della vendita: se esistesse per gli integratori, dovrebbe esistere anche per la banana e per la brioche. L'azienda resta responsabile se qualcosa va storto, ma nessuno le chiede di dimostrare prima cosa c'è nelle capsule.

Brissa racconta anche un sondaggio fatto con una storia su Instagram: alla domanda se ogni integratore venduto sia stato testato in laboratorio, circa l'80% ha risposto di sì. Secondo lui è il segno di una mancanza di conoscenza molto diffusa.

Sulla procedura italiana il suo giudizio è positivo: «in Italia il sistema è molto più avanzato» rispetto alla Germania. In Italia, racconta, il Ministero ha fatto domande durante la registrazione; in Francia ancora di più. In Germania, invece, si compila un modulo online, si carica l'etichetta e poi nessuno si fa più sentire.

Omega-3: cosa guardare in etichetta

Sugli omega-3 Brissa entra nel dettaglio. Parte dall'indice omega-3, misurato nei globuli rossi e non nel sangue. Le persone che mangiano spesso pesce hanno un indice alto, idealmente intorno all'8%, e a livello di popolazione un rischio di mortalità più basso. Chi ha un indice basso, di solito intorno al 4-5%, ha secondo lui un rischio paragonabile a quello di un fumatore. Precisa subito che si tratta di una statistica e non di una causalità.

Mangiare pesce non è sempre semplice, per costi e per contaminazione: il tonno, che adora, non lo mangia quasi più perché è un grande pesce di mare che accumula metalli pesanti. Da qui tre consigli per chi sceglie un integratore:

  • verificare il test Totox sulla freschezza dell'olio, perché un olio ossidato è meglio non prenderlo;
  • verificare il test sui metalli pesanti, perché essere sotto il limite di legge non basta se si assumono più capsule ogni giorno per anni;
  • guardare la quantità di EPA e DHA per capsula, perché «l'unica ragione per la quale tu consumi l'omega 3 è per ottenere l'EPA e il DHA», non il numero grande stampato sulla confezione.

Dosaggi, 99 ingredienti e bottigliette di bellezza

Un altro livello di complessità è il dosaggio. Brissa porta l'esempio del coenzima Q10, che secondo lui negli studi sull'uomo si usa a 100 mg: sotto quella soglia il prodotto perde senso. Lo stesso vale per l'ashwagandha, che richiede alcune centinaia di milligrammi, non 50.

Poi ci sono i prodotti con decine di ingredienti. Esistono formule con 99 componenti, vendute con grande successo. Brissa li paragona a un frullato fatto aprendo il frigo e prendendo un pezzetto di tutto: «Che senso ha? Zero». Sulle piccole bottiglie per la pelle, molto spinte dagli influencer, è ancora più diretto: «l'unica bellezza che c'è dentro purtroppo sono 4 g di zucchero».

Uno dei conduttori propone un'idea: una scala di valutazione simile al Nutri-Score, che dia almeno dei parametri al consumatore. Brissa è netto: non succederà mai, perché bisognerebbe togliere dal mercato l'80-90% dei prodotti.

Resveratrolo, NAD e la pillola magica

Tra i falsi miti cita il resveratrolo, che a suo dire non ha basi scientifiche. Nonostante ciò, conta circa 70 prodotti notificati in Italia che lo contengono. La spiegazione è la logica di mercato: c'è domanda, quindi c'è offerta. È il capitalismo, dice.

Sulle infusioni di NAD, proposte in alcuni centri benessere a persone sane per alcune centinaia di euro, il suo consiglio è pratico: risparmia i soldi, «comprati un bel paio di scarpe, fai mezz'ora di passeggiata al giorno». Il problema di fondo, secondo lui, è che molti consumatori, invece di fare la fatica di allenarsi, «sperano sempre di comprarsi la pillola magica».

I conduttori riportano il discorso al punto di partenza: prima lo stile di vita e l'alimentazione, poi l'integrazione. Brissa è d'accordo: non ci sono scorciatoie. Con un'eccezione: gli esami del sangue annuali, utili per scoprire carenze reali. Chi segue una dieta vegana, per esempio, deve gestire la vitamina B12; lui stesso integra il magnesio perché fa molto sport. E se si beve vino rosso mezz'ora prima di dormire, avverte, nessun integratore per il sonno può rimediare.

Studi sui topi, placebo e intelligenza artificiale

Brissa insiste sulla differenza tra studi preclinici, fatti su cellule o animali, e studi sull'uomo. Nel marketing, dice, "basato sulla scienza" è diventata una parola vuota come longevità, perché spesso si riferisce a risultati ottenuti solo in laboratorio. E aggiunge che «più del 90% dei grandi successi preclinici non si trasferiscono nel mondo umano». Per fidarsi servono almeno alcuni studi sull'uomo che indichino un effetto, un dosaggio e l'assenza di rischi. Tra gli strumenti utili cita Examine, un servizio americano in abbonamento che esclude i dati preclinici.

Parla poi dell'effetto placebo, molto importante per farmaci e integratori. Cita uno studio di Ellen Langer, di Harvard, sulle addette alle pulizie di alcuni alberghi: al gruppo a cui era stato spiegato che il loro lavoro era attività fisica, i parametri di salute erano migliorati. Per Brissa è la prova della potenza della mente, e per questo valorizza anche meditazione e respirazione, a partire dal respiro nasale: cose gratuite, senza pillole.

Per aiutare i consumatori, ASPRIVA ha pubblicato una guida su come scegliere un integratore, con un prompt da usare con un assistente di intelligenza artificiale per analizzare qualsiasi prodotto. L'intelligenza artificiale sbaglia, ammette, e va sempre verificata, ma aiuta almeno a riconoscere i prodotti senza test, senza valori nutrizionali o con dosaggi fuori misura.

Il futuro dell'integrazione

In chiusura Brissa esprime una speranza. Oggi, dice, chi afferma che gli integratori sono tutti fuffa, statisticamente parlando, ha ragione, perché la media del mercato è quella, anche se esistono prodotti eccellenti. Ma crede che la consapevolezza dei consumatori crescerà, anche grazie agli strumenti di intelligenza artificiale, e che la qualità conterà sempre più del marketing. Perché, conclude, «l'integrazione smart ha una ragione d'essere»: può dare un vantaggio senza sprecare soldi e senza rischiare la salute.


Cosa dice la scienza

La notifica al Ministero non è un'autorizzazione

Il Ministero della Salute spiega che, secondo l'articolo 10 del decreto legislativo 169/2004, gli integratori che completano la procedura di notifica vengono inclusi in un registro con un codice alfanumerico, aggiornato ogni mese. Dal 2018 la notifica è elettronica, e il codice viene assegnato contestualmente all'invio.

Il Ministero è esplicito: la notifica e il codice non rappresentano né un riconoscimento della conformità alla normativa né un'autorizzazione all'immissione in commercio, che resta sotto la responsabilità dell'operatore del settore alimentare. Le autorità di controllo intervengono quando rilevano non conformità. È il quadro descritto da Brissa: nessuna verifica preventiva obbligatoria di laboratorio, responsabilità in capo all'azienda.

Omega-3 nel sangue e mortalità

L'analisi più ampia sul tema è quella del consorzio FORCE, guidata da William Harris e pubblicata su Nature Communications nel 2021. Ha messo insieme i dati di 17 studi prospettici, con 42.466 persone seguite per una mediana di 16 anni e 15.720 decessi. Chi aveva i livelli più alti di omega-3 a catena lunga nel sangue (EPA, DPA e DHA) aveva un rischio di morte per tutte le cause più basso del 15-18% rispetto a chi aveva i livelli più bassi. Relazioni simili emergevano per la mortalità cardiovascolare, per tumore e per altre cause. Nessuna associazione, invece, per l'acido alfa-linolenico, l'omega-3 di origine vegetale.

Come ricorda anche Brissa, sono dati osservazionali: indicano un'associazione, non dimostrano che assumere omega-3 riduca la mortalità. Il dato conferma però perché conti la quota di EPA e DHA, e non il totale di "olio di pesce".

Melatonina: un effetto reale ma piccolo

La meta-analisi di Ferracioli-Oda e colleghi (PLoS One, 2013) ha raccolto 19 studi controllati con placebo su 1.683 persone con disturbi primari del sonno. La melatonina ha ridotto il tempo di addormentamento di circa 7 minuti e aumentato il sonno totale di circa 8 minuti, con un piccolo miglioramento della qualità percepita. Gli autori definiscono gli effetti modesti, inferiori a quelli di altri farmaci per l'insonnia. Sono numeri in linea con quelli citati in puntata.

Dai topi all'uomo

Una revisione sistematica di Hackam e Redelmeier, pubblicata su JAMA nel 2006, ha verificato quanto spesso gli studi sugli animali più citati si traducano in risultati positivi nell'uomo. Il punto di partenza degli autori è lo stesso sollevato da Brissa: gli esperimenti sugli animali spesso non si replicano quando vengono testati in studi rigorosi sull'uomo. Per questo un risultato preclinico, da solo, non basta a sostenere l'efficacia di un prodotto.

Il placebo e la forza delle aspettative

Lo studio citato in puntata è stato pubblicato nel 2007 su Psychological Science da Alia Crum ed Ellen Langer, di Harvard. Hanno coinvolto 84 addette alle pulizie di sette alberghi. A un gruppo è stato spiegato che il loro lavoro era un buon esercizio fisico, in linea con le raccomandazioni; all'altro no. Dopo quattro settimane, senza cambiamenti nel comportamento, il gruppo informato mostrava una riduzione di peso, pressione, grasso corporeo, rapporto vita-fianchi e indice di massa corporea. Un risultato che mostra quanto le aspettative possano influire sulla salute misurata.


Le criticità reali

Il consumatore è solo. Per legge l'integratore è un alimento e non esiste un controllo preventivo di laboratorio obbligatorio. Chi compra deve sapere da solo cosa guardare: dosaggio, forma dell'ingrediente, test di purezza. Pochi hanno le competenze per farlo.

Recensioni e prezzo non sono garanzie. Migliaia di recensioni positive su un marketplace dicono quanto un prodotto piace, non cosa contiene. Il registro ministeriale, a sua volta, non certifica la qualità.

"Basato sulla scienza" non ha un significato preciso. Studi su cellule e animali vengono spesso presentati come prove, e il consumatore non ha modo di distinguere un risultato preclinico da un risultato sull'uomo.

Una domanda per riflettere. Se un integratore si assume ogni giorno per anni, perché ci informiamo più a lungo sull'acquisto di un paio di scarpe che sulla composizione di ciò che ingeriamo?


Cosa può cambiare

Alcune indicazioni dell'episodio sono semplici da applicare. Partire dallo stile di vita e dall'alimentazione, e usare gli integratori solo dopo. Fare esami del sangue per scoprire carenze reali, invece di integrare a caso. Leggere l'etichetta cercando il dosaggio del principio attivo, non il numero più grande sulla confezione. Chiedere al produttore i test di laboratorio su purezza e contaminanti, e preferire chi li pubblica.

Sul piano del sistema, la puntata apre due temi: strumenti di valutazione comprensibili per i consumatori, sul modello delle etichette nutrizionali, e più trasparenza sui dati di laboratorio. L'educazione del consumatore, anche con l'aiuto dell'intelligenza artificiale usata con spirito critico, resta la leva più immediata.


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Conclusione

Antonio Brissa racconta il mondo degli integratori da dentro, con un approccio da analista: pochi temi scelti, dosaggi presi dagli studi sull'uomo, materie prime controllate e test pubblicati. Il messaggio principale è rivolto al consumatore: per legge un integratore è un alimento, nessuno è obbligato a testarlo prima di venderlo, e la responsabilità della scelta ricade su chi compra. Le fonti confermano il quadro: la notifica al Ministero non è un'autorizzazione, gli omega-3 nel sangue sono associati a una mortalità più bassa, la melatonina ha effetti modesti e gli studi sugli animali non bastano. Prima dell'integratore vengono sonno, movimento e alimentazione.

→ Ascolta l'episodio 87 di Skeptical Health con Antonio Brissa per il racconto completo.


I dati chiave

  1. Nessuna autorizzazione: l'inclusione nel registro degli integratori non è un'autorizzazione né un'attestazione di conformità (Ministero della Salute)
  2. 17 studi, 42.466 persone: la più ampia analisi su omega-3 nel sangue e mortalità (Harris et al., Nature Communications 2021)
  3. 15-18%: il minor rischio di morte per tutte le cause tra i livelli più alti e più bassi di omega-3 a catena lunga (Harris et al., 2021)
  4. Circa 7 minuti: la riduzione media del tempo di addormentamento con la melatonina (Ferracioli-Oda et al., PLoS One 2013)
  5. Circa 8 minuti: l'aumento medio del sonno totale con la melatonina (Ferracioli-Oda et al., 2013)
  6. 84 addette, 7 alberghi, 4 settimane: lo studio sull'effetto delle aspettative sulla salute (Crum e Langer, Psychological Science 2007)

Takeaway

  1. Prima lo stile di vita. Sonno, movimento e alimentazione vengono prima di qualsiasi integratore. Gli esami del sangue aiutano a capire se c'è una carenza reale da correggere.

  2. Leggi il dosaggio del principio attivo. Per gli omega-3 conta la quantità di EPA e DHA per capsula, non il totale di olio sulla confezione.

  3. Chiedi i test di laboratorio. Freschezza dell'olio, metalli pesanti e contaminanti: se il produttore non li rende disponibili, è un'informazione utile.

  4. Diffida del "basato sulla scienza". Cerca studi sull'uomo, non solo su cellule o animali, e parlane con il medico o il farmacista prima di iniziare un'integrazione quotidiana.

Domande frequenti

Un integratore alimentare deve essere testato in laboratorio prima di essere venduto?

No. In Italia l'integratore viene notificato al Ministero della Salute e inserito in un registro, ma la notifica non è un'autorizzazione né un'attestazione di conformità: la responsabilità resta all'azienda. Nell'episodio 87 Antonio Brissa ricorda che nessuna norma obbliga a fare un test di laboratorio prima della vendita, perché l'integratore è un alimento.

Cosa significa che un integratore è 'incluso nel Registro del Ministero della Salute'?

Significa che l'azienda ha completato la procedura di notifica prevista dall'articolo 10 del decreto legislativo 169/2004 e ha ricevuto un codice alfanumerico. Secondo il Ministero, l'inserimento nel registro non costituisce un assenso alla commercializzazione, né un'attestazione di conformità, né un'autorizzazione. Le autorità intervengono quando nei controlli trovano non conformità.

Come si sceglie un integratore di omega-3?

Secondo Antonio Brissa il dato decisivo in etichetta è la quantità di EPA e DHA per capsula, non il numero più grande stampato sulla confezione. Consiglia poi di verificare che il produttore renda disponibili il test sulla freschezza dell'olio (Totox) e quello sui metalli pesanti, soprattutto se l'integratore si assume ogni giorno.

Gli omega-3 nel sangue sono legati alla mortalità?

Un'analisi di 17 studi prospettici su 42.466 persone, pubblicata su Nature Communications nel 2021, ha trovato che chi aveva i livelli più alti di omega-3 a catena lunga nel sangue aveva un rischio di morte per tutte le cause più basso del 15-18% rispetto a chi aveva i livelli più bassi. Si tratta di un'associazione osservazionale, non di una prova di causa ed effetto.

La melatonina funziona per dormire?

Una meta-analisi di 19 studi su 1.683 persone con disturbi primari del sonno ha trovato che la melatonina riduce il tempo di addormentamento di circa 7 minuti e aumenta il sonno totale di circa 8 minuti, con effetti definiti modesti dagli autori. Nell'episodio Antonio Brissa ricorda che è un ormone e che la usa solo occasionalmente, per il jet lag.

Perché uno studio sui topi non basta per dire che un integratore funziona?

Perché i risultati ottenuti su cellule e animali spesso non si confermano negli studi rigorosi sull'uomo, come mostra una revisione sistematica pubblicata su JAMA nel 2006. Antonio Brissa invita a cercare almeno qualche studio sull'uomo che indichi un effetto, un dosaggio e l'assenza di rischi, prima di fidarsi della formula 'basato sulla scienza'.

Fonti

  1. Ministero della Salute: Registro degli integratori alimentari (aggiornato 2026)
  2. Harris WS et al.: Blood n-3 fatty acid levels and total and cause-specific mortality from 17 prospective studies. Nature Communications (2021)
  3. Ferracioli-Oda E, Qawasmi A, Bloch MH: Meta-analysis: melatonin for the treatment of primary sleep disorders. PLoS One (2013)
  4. Hackam DG, Redelmeier DA: Translation of research evidence from animals to humans. JAMA (2006)
  5. Crum AJ, Langer EJ: Mind-set matters: exercise and the placebo effect. Psychological Science (2007)
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