MMG e Vaccino Antinfluenzale: Come si Organizza una Campagna Vaccinale
Come un medico di famiglia organizza la campagna antinfluenzale: registrazione su ARVAX, tempi, chiamata attiva, counseling e sicurezza, con due MMG lombardi.

Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin
Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager
Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare
Intervista con Massimiliano Franco, Luca Manganiello — MMG, presidente SIMG Lombardia; MMG a Milano
Ultimo aggiornamento: 2026-09-27
Quanto tempo hai?
Questa puntata introduce il corso VALE, il corso ECM sulla vaccinazione antinfluenzale in medicina generale promosso da Health Ecole per i medici di medicina generale. Guido Magrin e Cristian Valeri parlano con Massimiliano Franco, medico di medicina generale e presidente di SIMG Lombardia, e con Luca Manganiello, medico di famiglia a Milano in una medicina di gruppo. Il tema è cosa significa, in concreto, organizzare una campagna vaccinale in uno studio che nello stesso periodo deve già gestire le epidemie influenzali: dal portale regionale ai tempi reali, dalla scelta dei pazienti da chiamare al colloquio con chi ha paura del vaccino.
Cosa emerge dall'episodio
Registrare è un atto clinico. In Lombardia medici, farmacie e centri vaccinali usano lo stesso portale regionale, ARVAX, per registrare le vaccinazioni, ordinare le dosi e programmare i richiami. Franco lo dice così: «La registrazione è un atto da non sottovalutare ed è un atto clinico, non è un atto amministrativo.» Evita doppie vaccinazioni, dice se un ciclo a due dosi è già iniziato e permette di seguire la copertura mentre la campagna è in corso. Stima in 5-7 minuti il ciclo completo, registrazione compresa, e ricorda che si può delegare a infermieri o personale amministrativo.
Strumenti digitali, ma per tutti. Agende online, mail massive e promemoria via SMS aiutano anche il medico che lavora da solo a fare medicina di iniziativa. Franco però avverte che WhatsApp e la posta elettronica non rispettano la normativa sui dati sanitari, e che il digitale deve essere un canale in più, mai l'unico: chi non sa usarlo deve poter telefonare o passare in studio.
Chiamare prima chi ne ha più bisogno. Manganiello, che vaccina più di 500 pazienti a stagione, estrae dal gestionale gli assistiti con diagnosi, terapie croniche ed esenzioni attive e li chiama appena arrivano le dosi. «L'età anagrafica è una componente importante ovviamente, ma non è l'unica da tenere conto.» Nel suo studio lavorano sei medici con due segretarie e due infermiere: prima alcune mattine dedicate, poi pomeriggi riservati ai pazienti di ciascun medico.
Il counseling come percorso. Per Franco il colloquio non si esaurisce in una volta e va adattato alla persona: al diabetico si parla di complicanze, all'anziano fragile di autonomia, al caregiver di chi assiste. Con chi arriva spaventato da notizie false, «la fake news è fake, ma la paura è reale»: si accoglie la paura, si spiega, si propone di riparlarne e si indicano siti affidabili invece di vietare internet.
Sicurezza e segnalazioni. Le reazioni avverse sono rare e quasi sempre lievi, ma lo studio deve avere adrenalina e il kit base per la rianimazione. Gli eventi sospetti si segnalano sul portale dell'AIFA, e Franco precisa: «La segnalazione dobbiamo sottolineare che non è una diagnosi di effetto avverso.»
Il contesto in breve
Entrambi gli ospiti tornano alla relazione di fiducia. Franco ricorda che, secondo studi non italiani, avere lo stesso medico di famiglia per più di cinque anni si associa a una mortalità per tutte le cause più bassa; uno degli studi più citati è quello norvegese pubblicato nel 2022 sul British Journal of General Practice, su oltre 4,5 milioni di persone. Manganiello racconta che per la maggior parte dei suoi pazienti a convincere è il rapporto con il medico più dei numeri. Sull'organizzazione, antinfluenzale e anti Covid si fanno bene insieme in autunno, mentre antizoster e antipneumococco, non stagionali, si possono proporre durante l'anno, quando c'è più tempo per parlarne. Per la stagione 2026-2027 la Lombardia offre il vaccino antinfluenzale gratuito dal 1° ottobre alle categorie prioritarie e dal 12 ottobre a tutti, con l'obiettivo del 75% di copertura negli over 65. Manganiello auspica infine che il portale regionale venga integrato con i gestionali e le cartelle cliniche degli studi, per non dover consultare un sistema separato per ogni paziente.
Da portare a casa
- Ovunque ti vaccini, in Lombardia la dose finisce sullo stesso portale: la registrazione è ciò che evita doppie vaccinazioni.
- Se hai una malattia cronica o assisti una persona fragile, il vaccino ti riguarda anche prima della soglia d'età.
- Se una notizia ti preoccupa, parlane con il tuo medico e chiedigli quali fonti affidabili consultare.
MMG e Vaccino Antinfluenzale: Come si Organizza una Campagna Vaccinale
Questa puntata introduce il corso VALE: Vaccinazione Antinfluenzale, Linee guida ed Esperienza in Medicina Generale, il corso ECM promosso da Health Ecole per i medici di medicina generale. Guido Magrin e Cristian Valeri ne parlano con due medici di famiglia che guardano la stessa campagna da due punti diversi.
Massimiliano Franco è medico di medicina generale e presidente di SIMG Lombardia (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), e ha curato la progettazione scientifica del corso. Luca Manganiello è medico di medicina generale a Milano, in una medicina di gruppo, e ogni stagione vaccina contro l'influenza più di 500 assistiti.
Il portale: ARVAX e cosa ci si fa
La prima domanda riguarda gli strumenti. In Lombardia, spiega Franco, c'è un portale regionale, ARVAX, attraverso cui medici di famiglia, farmacie e tutte le strutture vaccinali registrano le vaccinazioni: non solo l'antinfluenzale, ma anche l'antipneumococcica, l'antizoster e la difterite-tetano-pertosse. Dallo stesso portale si ordinano i vaccini, che poi arrivano in studio, e si può costruire un'agenda, compresi i richiami per i vaccini a due dosi.
Il giudizio è positivo, con un limite pratico: nei giorni di picco della campagna, quando gli accessi sono molti, il portale si blocca.
Per curiosità, la circolare regionale per la stagione 2026-2027 definisce ARVAX il software unico per tutte le vaccinazioni in Lombardia: qualunque attore del servizio sanitario regionale, dalle ASST alle farmacie di comunità, deve registrarvi le antinfluenzali eseguite.
Registrare non è burocrazia
Il passaggio su cui Franco insiste di più è anche il meno intuitivo per chi sta dall'altra parte della scrivania. «La registrazione è un atto da non sottovalutare ed è un atto clinico, non è un atto amministrativo.»
Le ragioni che porta sono concrete. Se un paziente si vaccina in studio e dieci giorni dopo un farmacista gli propone di nuovo il vaccino, la registrazione fatta subito permette al farmacista di vedere che è già protetto, senza affidarsi alla memoria della persona. Per l'antizoster, che prevede due dosi, consente di sapere se il ciclo è già iniziato. E per i vaccini stagionali, influenza e Covid, permette di seguire l'andamento della copertura mentre la campagna è ancora in corso e di capire dove intervenire.
Quanto costa, in tempo? Franco risponde così: «in 5-7 minuti, conoscendo il paziente, è possibile completare il ciclo vaccinale compresa la registrazione», a patto che il portale funzioni.
Magrin coglie il lato che il pubblico non vede: una parte di quel lavoro avviene a studio chiuso, e qualcuno deve farla, altrimenti della vaccinazione non resta traccia. La registrazione, conferma Franco, si può delegare al personale infermieristico o amministrativo; chi lavora da solo può farla in un momento di back office.
Il medico da solo e lo studio associato
Il carico di lavoro, dice Franco, dipende dal setting. Un conto è lavorare da soli in un'area montana, un altro essere in uno studio associato con infermiere e segreteria. Il medico che lavora da solo vaccina spesso in modo opportunistico: la persona arriva per una ricetta, per un problema acuto o per il controllo di una malattia cronica, e in quel momento le si propone il vaccino.
Manganiello racconta l'altro modello. «Siamo sei medici insieme, abbiamo due segretarie, due infermiere.» All'inizio della campagna, quando i numeri sono più alti, lo studio organizza almeno due mattine dedicate; poi passa a pomeriggi riservati ai pazienti di un singolo medico, che vaccina con l'infermiera mentre i colleghi continuano le visite ai pazienti cronici. Chi lavora da solo, osserva, tende invece a scegliere giornate dedicate, per esempio il sabato mattina.
Quanto dura una vaccinazione vista dal lato del paziente? L'iniezione anche 5 minuti, ma poi c'è il consenso da firmare, i vestiti da togliere e 15 minuti di osservazione in studio dopo la somministrazione.
Strumenti digitali e privacy
Da qui Magrin apre il capitolo degli strumenti: agende online, comunicazioni automatiche, intelligenza artificiale. E pone la domanda che molti clinici si fanno: si possono inserire dati dei pazienti in questi sistemi?
Franco, che dice di interessarsi da anni a questi temi, è netto su un punto: «WhatsApp e le mail non rispettano la normativa sulla privacy.» Esistono strumenti di comunicazione con gli assistiti che la rispettano, e il suo consiglio ai colleghi è documentarsi e fare una scelta consapevole, anche quella di non usarli. La sua opinione personale è che non se ne possa fare a meno: la comunicazione massiva, dice, permette di fare medicina di iniziativa anche al medico che lavora da solo.
Poi aggiunge un avvertimento che vale per tutta la sanità digitale: attenzione alla discriminazione informatica. «L'ottantacinquenne che non è in grado di utilizzarli non può essere costretto a questa unica strada.» Gli strumenti online devono essere un'opportunità in più, accanto al telefono e alla segreteria, mai l'unico accesso.
Manganiello descrive come lo usa nella pratica: un sistema di prenotazione online che serve a tutto lo studio, non solo alla campagna. Permette di inviare mail a tutti gli over 65 o a un elenco di pazienti fragili, con un link per prenotare lo slot e un SMS di promemoria il giorno prima. Il risultato, dice, sono meno appuntamenti mancati e meno dosi sprecate. Dal portale di prenotazione il paziente può anche scaricare il consenso informato, così lo legge a casa e lo firma in studio, dove può sciogliere eventuali dubbi.
Chi chiamare per primo
Il tema più interessante di Manganiello è la qualità della chiamata attiva, non solo la quantità. In Lombardia, dopo una certa data, il vaccino antinfluenzale è gratuito per tutti: proprio per questo, spiega, quando le dosi arrivano in studio conviene cominciare da chi ne trae più beneficio clinico. «L'età anagrafica è una componente importante ovviamente, ma non è l'unica da tenere conto.» Un settantenne sano senza terapie beneficia del vaccino, ma meno di un quarantenne immunodepresso o di un cinquantenne con BPCO in terapia inalatoria.
La sua strategia è estrarre dal gestionale l'elenco dei pazienti a partire dalle diagnosi registrate, dalle terapie croniche in corso e dalle esenzioni attive, e chiamarli appena i vaccini sono disponibili. Lo stesso vale, fuori campagna, per chi compie 65 anni e diventa eleggibile ad antipneumococco e antizoster: pochi pazienti per medico, 15-20 al massimo, da chiamare ogni anno.
Per curiosità, la circolare lombarda 2026-2027 prevede l'offerta gratuita dal 1° ottobre per over 60, donne in gravidanza, bambini da 6 mesi a 17 anni e categorie a rischio, e dal 12 ottobre per tutti i cittadini che la richiedono.
Il counseling come percorso
Sul rapporto con i pazienti esitanti Franco parte da un principio: «il counseling è un percorso.» Non si esaurisce in un colloquio e non va fatto solo a ridosso della campagna. Anche un'infezione delle alte vie a giugno può essere il momento giusto per introdurre il discorso di ottobre.
Qui aggancia il punto che considera il valore distintivo della sua professione: «La longitudinalità è la caratteristica della medicina generale.» E cita la letteratura: studi, non italiani, indicano che avere lo stesso medico sul territorio per più di cinque anni riduce la mortalità per tutte le cause. Uno degli studi più citati su questo tema è lo studio norvegese di Sandvik e colleghi (British Journal of General Practice, 2022), condotto su oltre 4,5 milioni di persone: rispetto a un rapporto di un anno con lo stesso medico, la probabilità di morire nell'anno di osservazione scende gradualmente, fino a un odds ratio di 0,75 dopo più di 15 anni.
Il messaggio, per Franco, deve arrivare da tutto lo studio, infermieri e segreteria compresi, e va tarato sulla persona. Con il paziente diabetico si parla di evitare una complicanza; con l'anziano fragile di non perdere autonomia e di ridurre il rischio di ricovero; con il caregiver, anche se sta bene, del rischio di trasmettere l'infezione alla persona di cui si occupa. La persona, dice, non ha bisogno di un trattato sull'efficacia vaccinale: ha bisogno di capire perché il vaccino è importante per lei.
Manganiello arriva allo stesso punto dalla pratica. L'argomento che convince di più, dice, non sono i tassi di copertura ma il rapporto di fiducia: è questo, secondo lui, il motivo per cui i medici di famiglia raggiungono coperture alte tra i loro assistiti. E anche con tutta la tecnologia, «non c'è niente come incontrare fisicamente il paziente e guardarsi negli occhi.» Lo ha visto con il vaccino anti Covid, quando sono tornati in studio pazienti che non vedeva da mesi.
Fake news: accogliere la paura
Sui pazienti contrari, spesso esposti a notizie false, Franco propone di cambiare prospettiva. Primo: non ridicolizzare ciò che la persona porta, perché «la fake news è fake, ma la paura è reale.» Si chiede cosa ha letto e cosa la spaventa, e poi si spiega perché la notizia è falsa.
Secondo: «non dobbiamo pensare che ogni conversazione debba essere una vittoria.» Se non c'è apertura, si danno le informazioni e si propone di riparlarne, perché le paure di origine emotiva richiedono tempo.
Terzo, e forse il più originale: «Penso che sia totalmente irrealistico dire alle persone non guardate su internet, non usate l'intelligenza artificiale, perché lo fanno.» Meglio indicare siti affidabili su cui informarsi. Così non si chiede alla persona di restare all'oscuro o di fidarsi solo del medico, ma le si offre una fonte di informazioni reali.
Consenso, emergenze e farmacovigilanza
Il consenso informato, per Franco, è a sua volta counseling: considerare in anamnesi le patologie e le terapie della persona, e i rari rischi che potrebbe avere, la rende più tranquilla.
Le reazioni avverse, ricorda, sono molto rare e nella grande maggioranza banali: qualche linea di febbre, dolore nel punto di iniezione. Ma lo studio deve essere pronto anche allo shock anafilattico, e la raccomandazione della società scientifica è avere in ambulatorio adrenalina e il kit base per la rianimazione, cannule di Mayo e pallone Ambu, «in maniera tale da essere pronti a qualcosa che non succederà mai, ma se succede ci trova preparati.»
Le reazioni allergiche possono essere immediate o comparire entro le 24 ore. Altri eventi possono avere tempi più lunghi, e vanno segnalati. Franco precisa un punto spesso frainteso: «La segnalazione dobbiamo sottolineare che non è una diagnosi di effetto avverso.» Si segnala un sospetto quando c'è un criterio temporale e un evento clinico importante, sul portale dell'AIFA. La scheda è lunga, ammette, ma necessariamente: servono dati per valutare se il sospetto è fondato. Anche questo, per lui, è un atto clinico.
Per curiosità, la pagina dell'AIFA ricorda che la normativa europea chiede a tutti gli operatori sanitari e ai cittadini di segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa, grave o non grave, nota o non nota.
Co-somministrazione e vaccini fuori stagione
Manganiello spiega come combina i vaccini. Antinfluenzale e anti Covid si fanno bene insieme, perché entrambi cadono in autunno, tra ottobre e novembre. Antizoster e antipneumococco si potrebbero co-somministrare, ma lui preferisce proporli durante il resto dell'anno: per l'organizzazione, perché l'infermiera non deve verificare ogni volta le coperture, e perché fuori campagna c'è più tempo per spiegare l'obiettivo. «Io vaccino più di 500 pazienti» in una stagione, dice, e non c'è il tempo di parlare con tutti.
Cosa migliorerebbe
Alla domanda sui miglioramenti di sistema, Manganiello riconosce il passo avanti di ARVAX, che dà una fotografia aggiornata della scheda vaccinale anche per le vaccinazioni fatte altrove. Il prossimo, dice, sarebbe l'integrazione con i gestionali e i sistemi di prenotazione dello studio, e poi con le cartelle cliniche, per non dover aprire un secondo portale per ogni paziente, con le sue credenziali.
Sugli obiettivi: secondo Manganiello negli ultimi anni i medici che vaccinavano oltre il 55% dei propri assistiti over 65 ricevevano un riconoscimento economico, oltre al compenso per ogni somministrazione. Il monitoraggio però avviene per grandi aggregati, medici di famiglia contro farmacie e centri vaccinali, non studio per studio.
E sulle farmacie: una vera collaborazione, dice, non l'ha vista; il punto di contatto è il portale comune, che da pochi anni gli permette di sapere se un paziente si è vaccinato in farmacia. Le farmacie, secondo lui, sono utili soprattutto per chi ce l'ha sotto casa, mentre i suoi pazienti milanesi, abituati a venire in studio per tutto, trovano naturale vaccinarsi lì.
Il punto
Questa puntata mostra una campagna vaccinale dal lato che di solito non si vede: non la raccomandazione, ma il lavoro che serve per trasformarla in una puntura registrata.
Le due voci si completano. Franco porta il quadro: la registrazione come atto clinico, la privacy come vincolo reale, il counseling come percorso lungo un anno, la farmacovigilanza come responsabilità. Manganiello porta lo studio di tutti i giorni: gli elenchi estratti dal gestionale, le mail ai fragili, i pomeriggi dedicati, i 500 vaccini a stagione.
E tutti e due tornano allo stesso punto: il fattore che fa aderire le persone è la relazione con un medico che le conosce da anni.
Una domanda per riflettere. Quando una persona sceglie dove vaccinarsi, quanto pesa la comodità e quanto la fiducia in chi le propone il vaccino?
Per approfondire il ruolo del medico di famiglia leggi anche medicina generale e continuità delle cure; sulla fiducia e le notizie false sui vaccini, vaccini, fake news e trasparenza; sulla misura del valore delle campagne, che impatto hanno le campagne vaccinali; sull'anagrafe vaccinale, chi governa la prevenzione sanitaria.
I numeri citati nell'intervento
- 5-7 minuti per il ciclo vaccinale completo, registrazione su ARVAX compresa, secondo Franco, se il portale non è rallentato.
- 5 minuti per l'iniezione e 15 minuti di osservazione in studio dopo la vaccinazione, nella descrizione di Manganiello.
- Più di 500 vaccinazioni antinfluenzali a stagione per Manganiello, in una medicina di gruppo con 6 medici, 2 segretarie e 2 infermiere.
- 15-20 pazienti per medico, al massimo, che ogni anno compiono 65 anni e diventano eleggibili ad antipneumococco e antizoster, secondo Manganiello.
- 55% di copertura negli assistiti over 65 come soglia per il riconoscimento economico degli ultimi anni, secondo Manganiello. Per curiosità, la circolare lombarda 2026-2027 fissa l'obiettivo al 75% per gli over 65 e al 55% per la fascia 60-64 anni.
- Più di 5 anni con lo stesso medico di famiglia associati a una mortalità per tutte le cause più bassa, secondo gli studi citati da Franco. Per curiosità, nello studio norvegese di Sandvik (BJGP 2022, oltre 4,5 milioni di persone) l'odds ratio di morte scende da 0,92 dopo 2-3 anni a 0,75 dopo più di 15 anni di rapporto.
- 24 ore: la finestra entro cui compare una reazione allergica tardiva, secondo Franco.
Takeaway
- Se ti vaccini dal medico di famiglia, in farmacia o in un centro vaccinale, in Lombardia la vaccinazione finisce sullo stesso portale: chiedi che venga registrata, perché è quella traccia che evita doppie dosi.
- Se hai una malattia cronica, sei immunodepresso o assisti una persona fragile, non aspettare la soglia d'età: il beneficio del vaccino dipende anche dalla tua situazione clinica.
- Se hai letto qualcosa che ti preoccupa, portalo al tuo medico e chiedi quali fonti affidabili consultare: la paura è legittima, e parlarne è il primo passo.
- Un sintomo dopo un vaccino si può segnalare all'AIFA anche da cittadini: la segnalazione è un sospetto, non una diagnosi, e serve a rendere i vaccini più sicuri per tutti.
Domande frequenti
Posso fare il vaccino antinfluenzale dal mio medico di famiglia?
Sì. I medici di medicina generale che aderiscono alla campagna vaccinano i propri assistiti in studio, in giornate dedicate o durante le visite ordinarie. In Lombardia la vaccinazione viene registrata sul portale regionale ARVAX, lo stesso usato da farmacie e centri vaccinali, così ogni operatore vede se la persona è già stata vaccinata altrove.
Quanto tempo serve per fare il vaccino antinfluenzale dal medico?
Secondo Luca Manganiello l'iniezione richiede circa 5 minuti, a cui si aggiungono la firma del consenso informato e 15 minuti di osservazione in studio. Massimiliano Franco stima in 5-7 minuti il ciclo completo per il medico, registrazione sul portale compresa, se il sistema non è rallentato dal numero di accessi.
Perché la registrazione della vaccinazione è considerata un atto clinico?
Perché evita di vaccinare due volte la stessa persona, permette di sapere se un vaccino a due dosi come l'antizoster è già stato iniziato e consente di seguire in tempo reale l'andamento della copertura durante la campagna. Può essere delegata a infermieri o personale amministrativo.
Come si segnala una reazione avversa a un vaccino?
Si segnala il sospetto, non una diagnosi: quando un evento clinico importante compare in un rapporto temporale con la vaccinazione, il medico o il cittadino possono compilare la scheda di segnalazione online sul sito dell'AIFA. La valutazione successiva stabilisce se il sospetto è fondato.
Si possono fare insieme il vaccino antinfluenzale e quello anti Covid?
Sì, la co-somministrazione è una strategia usata dai medici di famiglia, anche perché entrambi si fanno in autunno. Antizoster e antipneumococco si possono associare, ma non essendo stagionali molti medici preferiscono proporli durante il resto dell'anno, quando c'è più tempo per il colloquio.
Chi può fare gratis il vaccino antinfluenzale in Lombardia?
Per la campagna 2026-2027 l'offerta gratuita parte il 1° ottobre per over 60, donne in gravidanza, bambini da 6 mesi a 17 anni e categorie a rischio. Dal 12 ottobre 2026 la vaccinazione è gratuita per tutti i cittadini che la richiedono.
Fonti
- Regione Lombardia, Wikivaccini: Campagna vaccinale antinfluenzale 2026-2027, categorie, date e prenotazione
- Quotidiano Sanità: Influenza, dal 1° ottobre al via la campagna vaccinale 2026/2027 in Lombardia (circolare regionale del 23 luglio 2026, ARVAX e obiettivi di copertura, 2026)
- AIFA: Come segnalare una sospetta reazione avversa da farmaci e vaccini
- Sandvik H et al.: Continuity in general practice as predictor of mortality, acute hospitalisation, and use of out-of-hours care: a registry-based observational study in Norway. British Journal of General Practice (2022)
- Skeptical Health x Health Ecole: #01 VALE 2026, MMG e Vaccino Antinfluenzale: Come si Organizza una Campagna Vaccinale, con Massimiliano Franco e Luca Manganiello (2026)