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HPV, Tetano, Pneumococco: Cosa Cambia

Annarosa Racca, Federfarma Lombardia, sui vaccini in farmacia: HPV, difterite-tetano-pertosse e pneumococco, la rete ARVAX e i numeri dell'antinfluenzale.

HPV, Tetano, Pneumococco: Cosa Cambia
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Annarosa Racca — Presidente Federfarma Lombardia

Ultimo aggiornamento: 2026-09-27

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HPV, Tetano, Pneumococco: Cosa Cambia

Annarosa Racca è titolare di una farmacia a Milano ed è presidente di Federfarma Lombardia, dopo essere stata presidente nazionale di Federfarma.

Il tema è semplice da dire e meno semplice da organizzare: che cosa cambia quando i vaccini escono dai centri vaccinali ed entrano nella farmacia sotto casa.


Chi è, detto da lei

Alla domanda di presentazione Racca risponde senza titoli: «Io sono una farmacista, una farmacista da tanti anni innamorata del proprio lavoro». Racconta di aver iniziato come ricercatrice, poi la farmacia, la titolarità e il percorso dentro Federfarma, che rappresenta le farmacie.

La frase che usa per descrivere la categoria è la cornice di tutta l'intervista: «La farmacia è il primo presidio del sistema sanitario nazionale.» Le farmacie italiane, aggiunge, sono in Europa fra quelle di alta professionalità e di maggiore capillarità.


Dal farmaco ai servizi, dai servizi ai vaccini

Si entra in farmacia per un farmaco, con o senza ricetta. Ma, ricorda Racca, da circa quindici anni si entra anche per i servizi: il CUP, le analisi di prima istanza, la telemedicina. La norma di partenza è quella del 2009 sulla farmacia dei servizi, e già lì, dice, c'erano i vaccini.

Per chi vuole il riferimento, è il decreto legislativo 153 del 2009, che ha definito i nuovi servizi erogabili dalle farmacie nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.

Il passaggio vero, però, secondo Racca, è arrivato con la pandemia: è stato il Covid a sdoganare le vaccinazioni in farmacia. Prima il vaccino anti-Covid, poi l'antinfluenzale, poi l'antipneumococcica, pensata per chi ha bisogno di una protezione in più.

E adesso il passo successivo, quello al centro del corso della mattina: difterite, tetano e pertosse, e HPV. Racca attribuisce l'apertura alla legge semplificazioni del 2025, che ha allargato il numero di vaccinazioni possibili in farmacia.

Il dettaglio normativo si verifica: la legge 182 del 2025, all'articolo 60, ha modificato proprio il decreto del 2009, consentendo in farmacia la somministrazione dei vaccini individuati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale a chi ha almeno dodici anni. La norma è in vigore dal 18 dicembre 2025.

Il prossimo desiderio Racca lo dice con un sorriso: chissà che l'anno prossimo ci si ritrovi per fare anche la vaccinazione contro lo zoster, che è quella che gli anziani chiedono di più.


L'antitetanica che nessuno ricorda

Perché proprio tetano e HPV sono una novità importante per i cittadini? La risposta di Racca è pratica: «nessuno si ricorda mai quando ha fatto la vaccinazione antitetanica».

Sull'HPV, soprattutto per le giovani donne ma un po' per tutti, la previsione è netta: vaccinare contro l'HPV «sarà una delle grandi conquiste che la farmacia farà nei prossimi anni».

Gli intervistatori lo confermano con un aneddoto: uno di loro l'antitetanica l'ha fatta solo quando si è tagliato e prima di iniziare a lavorare, mai per scelta. Ed è qui che entra il secondo livello del discorso: in farmacia la vaccinazione non è solo un atto pratico, è un dialogo con una persona a cui spiegare che si sta facendo qualcosa che aiuta lei e la popolazione.

Una domanda per riflettere. Sapete dire in che anno avete fatto l'ultimo richiamo dell'antitetanica?


Il numero dell'antinfluenzale

Il dato che Racca porta per misurare il salto fatto dalle farmacie lombarde è questo: quest'anno, dice, le farmacie hanno fatto 500.000 vaccinazioni antinfluenzali sui 2 milioni fatte in Regione Lombardia. Quindi «un quarto delle vaccinazioni sono state fatte nelle farmacie lombarde», un traguardo che definisce strepitoso.

Per curiosità, i dati di chiusura della campagna 2025-2026 diffusi da Federfarma Lombardia nell'aprile 2026 parlano di circa 449.000 dosi somministrate in farmacia su oltre 2,2 milioni in regione, circa un quinto del totale, con le farmacie al secondo posto fra i canali vaccinali.


Vicinanza e fiducia

Perché la farmacia funziona come luogo per vaccinarsi? Il primo motivo che Racca indica è la capillarità, pensando agli anziani: prima dovevano prenotare, andare lontano, farsi accompagnare, fare le code. La farmacia vicino a casa toglie tutti questi passaggi.

Ma il punto su cui insiste di più è un altro. Quello che le farmacie hanno dimostrato negli anni, dice, è di farsi voler bene, e lo attribuisce alle ricerche fatte sulla categoria, compresa l'ultima del Censis: «per la nostra professionalità e per la nostra vicinanza alla gente».

E aggiunge: «Qui il farmacista è un po' l'amico a cui si confidano i propri problemi di salute.»

Il rapporto a cui fa riferimento è verificabile. L'indagine Censis-Federfarma La farmacia nella sanità di prossimità, presentata nel marzo 2026, indica che il 90,5% degli italiani si fida delle indicazioni del farmacista e le segue, e che l'80,5% considera le farmacie un riferimento essenziale sul territorio. Sui vaccini, l'88,7% è favorevole ad antinfluenzale e anti-Covid in farmacia e l'83,2% ad altri vaccini come HPV e pneumococco.

L'obiettivo che Racca dà a tutto questo è una popolazione che invecchia ma che deve vivere quegli anni in buona salute.


Non è una semplice punturina

Gli intervistatori ci tengono a precisarlo per chi ascolta: vaccinare non è una semplice punturina. Come si forma allora un farmacista vaccinatore?

Racca descrive un percorso in più strati. Ci sono i corsi di Health Ecole, con cui Federfarma Lombardia lavora da tempo come scuola di sanità. Ci sono stati corsi pratici in una fondazione milanese per imparare materialmente a vaccinare. E c'è la parte meno visibile: normative, tempistiche, privacy.

Soprattutto, la formazione non finisce: ogni nuova vaccinazione richiede corsi nuovi, poi aggiornamenti per chi vaccina da anni e corsi per i nuovi farmacisti. La sua sintesi: «il farmacista studia sempre», anche perché ogni anno ci sono i crediti da maturare.


ARVAX: tutti sulla stessa piattaforma

La parte più concreta dell'intervista riguarda un sistema che Racca rivendica con orgoglio: ARVAX, la piattaforma vaccinale di Regione Lombardia.

La descrive così: «mette insieme i medici di medicina generale, i pediatri, le farmacie, i centri vaccinali, gli ospedali, quindi è un'unica piattaforma».

L'effetto pratico lo spiega con un esempio. Se un cittadino chiede una vaccinazione che ha già fatto qualche mese prima, il farmacista lo vede e gli dice di aspettare. Per l'antipneumococcica, che non si ripete a ogni stagione, è il sistema stesso a indicare di cosa ha bisogno quella persona. E vale anche al contrario: il medico vede che il paziente si è vaccinato in farmacia.

Secondo Racca è l'unica regione ad avere un sistema così, e il risultato è anche di clima: «ti senti parte della sanità lombarda». Gli intervistatori aggiungono il punto di vista del cittadino: vaccinarsi in farmacia deve dare la stessa garanzia e la stessa sicurezza di un centro vaccinale.

Per curiosità, secondo Federfarma Milano, la delibera della Giunta lombarda del settembre 2026 che estende in via sperimentale a tutte le farmacie del territorio pneumococco, HPV e difterite-tetano-pertosse prevede per queste vaccinazioni la registrazione obbligatoria su ARVAX.

Il tema del dato vaccinale condiviso torna anche in altre puntate: Carlo Signorelli ne ha parlato a proposito dell'anagrafe vaccinale, e Mario Merlo nell'intervista su come si misura l'impatto delle campagne vaccinali.


Cultura e struttura

C'è ancora una difficoltà nell'implementare i vaccini in farmacia? Per Racca sì, e su due piani, cultura e struttura.

Sulla cultura, il punto di partenza è storico: «i vaccini hanno debellato delle malattie che prima ci portavano alla morte». Ricorda l'antipolio fatta da bambina, e il fatto che oggi della polio non si parli più. Per questo, dice, bisogna spiegare alla gente a cosa servono le vaccinazioni, anche contro le fake news che si sentono, si leggono e si vedono.

Sulla struttura, servono più farmacie vaccinatrici, e le farmacie stanno cambiando. Racca porta la sua: quest'anno l'ha rifatta per avere uno spazio per le vaccinazioni e un altro per la telemedicina. E servono più vaccinazioni, perché sono i cittadini stessi a chiedere se in farmacia si fa anche questa o quella vaccinazione.


Il futuro della farmacia dei servizi

Sul futuro, Racca parte da una difesa del farmaco. Non capisce le vendite online da siti sconosciuti di prodotti di cui non si sa da che parte del mondo arrivino, perché «il farmaco è una cosa seria». Rivendica i controlli sulla filiera da parte di EMA e AIFA e, secondo lei, prezzi dei farmaci in Italia fra i più bassi.

La farmacia, dice, dovrà restare la dispensatrice del farmaco, e passa le giornate ad aiutare le persone a prenderli in modo corretto, perché conta anche l'aderenza alla terapia. Accanto a questo, la direzione è una farmacia dei servizi con più possibilità: televisita, teledermatologia, nelle aree rurali come in quelle urbane, lavorando insieme al medico di medicina generale e alle strutture pubbliche, senza gelosie.

Chi vuole approfondire il tema trova un'altra prospettiva nell'episodio sul futuro delle farmacie e la telemedicina.


La provocazione dei poliambulatori

L'ultima domanda è dichiaratamente una provocazione, raccolta da ospiti di precedenti puntate, titolari di poliambulatori, che descrivevano la farmacia dei servizi come un movimento poco regolato.

La risposta di Racca parte da un principio, ognuno deve fare il proprio mestiere, e da un fatto: le farmacie si dicono super regolate, con ispezioni dei NAS e controlli, norme nazionali e regionali anche sui servizi.

Sulle analisi precisa il confine: «noi non facciamo un prelievo», ma soltanto analisi di prima istanza, che secondo lei servono anche ai laboratori, perché chi scopre una glicemia alta poi va dal medico e fa ulteriori esami. Lo stesso vale per la telemedicina, che le farmacie fanno da quindici anni: «noi non siamo dei cardiologi, non vogliamo essere dei cardiologi», il referto lo firmano cardiologi di grandi strutture lombarde, e cita Spedali Civili di Brescia, Policlinico di Milano e Niguarda. Racconta anche di un paziente arrivato in farmacia quasi trascinandosi, a cui quel percorso ha salvato la vita.

La chiusura riprende il filo di tutta l'intervista: se vogliamo crescere tutti insieme, dice, bisogna farlo insieme, come si fa con il sistema delle vaccinazioni.


Il punto

Questa intervista racconta un passaggio che si sta compiendo adesso: la farmacia che, dopo Covid e influenza, diventa un luogo dove fare anche l'antitetanica, l'HPV e l'antipneumococcica.

Due elementi la rendono utile. Il primo è il motivo più banale e più vero: l'antitetanica nessuno ricorda quando l'ha fatta, e la farmacia sotto casa abbassa la soglia per rimettersi in pari. Il secondo è meno visibile e più importante: la vaccinazione in farmacia funziona se chi vaccina vede la storia vaccinale del cittadino, ed è quello che in Lombardia fa ARVAX, mettendo farmacie, medici, pediatri, centri vaccinali e ospedali sulla stessa piattaforma.

Una domanda per riflettere. Se la farmacia sotto casa vi offrisse il richiamo dell'antitetanica domani, sapreste dire se vi serve?

Guarda l'intervento completo con Annarosa Racca, registrato nella sua farmacia di Milano in occasione del corso Health Ecole sulle vaccinazioni in farmacia: HPV, Tetano, Pneumococco: Cosa Cambia.


I numeri citati nell'intervento

  1. 500.000 vaccinazioni antinfluenzali in farmacia sui 2 milioni fatti in Lombardia, un quarto, secondo Racca. Per curiosità, i dati di chiusura della campagna 2025-2026 comunicati da Federfarma Lombardia indicano circa 449.000 dosi in farmacia su oltre 2,2 milioni.
  2. 2009: la legge da cui nasce la farmacia dei servizi, 15 anni fa secondo Racca (decreto legislativo 153/2009).
  3. 2025: la legge semplificazioni che apre a più vaccinazioni in farmacia. È la legge 182/2025, articolo 60: vaccini del Piano nazionale di prevenzione vaccinale dai 12 anni, in vigore dal 18 dicembre 2025.
  4. Le ricerche del Censis sulla fiducia nei farmacisti citate da Racca: nel rapporto Censis-Federfarma 2026 il 90,5% degli italiani si fida delle indicazioni del farmacista.
  5. 15 anni di telemedicina in farmacia, secondo Racca.

Takeaway

  • Se non ricordate l'ultimo richiamo dell'antitetanica, chiedete al vostro medico o in farmacia di verificarlo: in Lombardia il dato è su ARVAX.
  • Dopo Covid, influenza e pneumococco, in farmacia arrivano anche difterite-tetano-pertosse e HPV: vale la pena chiedere quali vaccinazioni offre la farmacia vicino a casa.
  • Vaccinarsi in farmacia ha senso quando la vaccinazione viene registrata dove la vede anche il medico: chiedete che succeda.
  • Il farmacista vaccinatore è formato su esecuzione, norme, tempistiche e privacy, e si aggiorna a ogni nuovo vaccino.

Domande frequenti

Quali vaccini si possono fare in farmacia in Lombardia?

Secondo Annarosa Racca, dopo il Covid e l'antinfluenzale le farmacie lombarde fanno già l'antipneumococcica e stanno iniziando con difterite-tetano-pertosse (DTP) e HPV. Federfarma Milano riporta che la delibera regionale del settembre 2026 estende in via sperimentale pneumococco, HPV e DTP a tutte le farmacie del territorio.

Cosa ha cambiato la legge semplificazioni del 2025 per i vaccini in farmacia?

La legge 182/2025, all'articolo 60, ha modificato il decreto legislativo 153/2009: in farmacia si possono somministrare i vaccini del Piano nazionale di prevenzione vaccinale a chi ha almeno 12 anni, non più solo antinfluenzale e anti-Covid. La norma è in vigore dal 18 dicembre 2025.

Che cos'è ARVAX?

È la piattaforma vaccinale di Regione Lombardia. Come spiega Racca, mette insieme medici di medicina generale, pediatri, farmacie, centri vaccinali e ospedali: il farmacista vede se il cittadino ha già fatto una vaccinazione e il medico vede quella fatta in farmacia. Per le nuove vaccinazioni in farmacia la registrazione su ARVAX è obbligatoria.

Quante vaccinazioni antinfluenzali fanno le farmacie lombarde?

Nell'intervista Racca parla di 500.000 vaccinazioni antinfluenzali in farmacia sui 2 milioni fatti in Lombardia, un quarto del totale. Per curiosità, i dati di chiusura della campagna 2025-2026 comunicati da Federfarma Lombardia parlano di circa 449.000 dosi in farmacia su oltre 2,2 milioni.

Il farmacista vaccinatore come viene formato?

Con corsi pratici sull'esecuzione e con una formazione su normative, tempistiche e privacy. Racca spiega che ogni nuova vaccinazione richiede corsi nuovi, oltre agli aggiornamenti per chi vaccina da anni e ai corsi per i nuovi farmacisti, in collaborazione con Health Ecole.

Quanto si fidano gli italiani del farmacista?

Racca cita le ricerche del Censis. Il rapporto Censis-Federfarma del marzo 2026 indica che il 90,5% degli italiani si fida delle indicazioni del farmacista e che l'83,2% è favorevole a vaccini come HPV e pneumococco in farmacia.

Fonti

  1. Quotidiano Sanità (2025): Legge semplificazioni (L. 182/2025), articolo 60: in farmacia i vaccini del Piano nazionale di prevenzione vaccinale dai 12 anni, in vigore dal 18 dicembre 2025
  2. Normattiva: Decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, nuovi servizi erogati dalle farmacie (2009)
  3. Federfarma Milano (2026): nuove vaccinazioni in farmacia in Lombardia: pneumococco, HPV e difterite-tetano-pertosse, con registrazione obbligatoria su ARVAX
  4. Farmacia Press (2026): quasi 450mila vaccinazioni antinfluenzali in farmacia in Lombardia nella campagna 2025-2026, su oltre 2,2 milioni
  5. Quotidiano Sanità (2026): rapporto Censis-Federfarma La farmacia nella sanità di prossimità: il 90,5% si fida del farmacista
  6. Skeptical Health on tour x Health Ecole: Vaccinazioni in Farmacia 2026 #1 HPV, Tetano, Pneumococco: Cosa Cambia, con Annarosa Racca (2026)
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