Professioni sanitarieEP54 10 min di lettura

Dall'IRCCS al Mondo: Quando l'Innovazione della Ricerca Parla Italiano

Cos'è un IRCCS, come trattiene i professionisti senza pagarli di più e perché forma i neurologi di El Salvador: Gianni Bonelli, DG della Fondazione Mondino.

Dall'IRCCS al Mondo: Quando l'Innovazione della Ricerca Parla Italiano
C
G

Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Gianni Bonelli — Direttore generale IRCCS

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24

Quanto tempo hai?

Si parla spesso di medici e infermieri che lasciano l'Italia. Molto meno di competenze italiane che vengono cercate all'estero. In questo episodio Guido Magrin e Cristian Valeri incontrano Gianni Bonelli, direttore generale della Fondazione Mondino, l'Istituto neurologico nazionale di Pavia. Con lui parlano di cosa fa un IRCCS, di come si trattiene il personale quando non si possono alzare gli stipendi e di un progetto nato quasi per caso: formare i neurologi di un Paese che non ne ha.


Perché il tema è urgente oggi

Gli ospedali italiani faticano a trattenere il personale. Il Country Health Profile 2025 di OCSE e Osservatorio europeo fotografa il problema: nel 2023 l'Italia aveva 6,9 infermieri ogni 1.000 abitanti, oltre il 20% sotto la media europea. Il rapporto tra domande e posti ai corsi di Infermieristica è sceso da 1,6 nel 2019 a 1,04 nel 2024. E gli stipendi degli infermieri sono allineati al salario medio nazionale, mentre nella maggior parte dei Paesi UE lo superano di circa il 20%.

Aumentare le retribuzioni è la risposta più ovvia, ma i margini sono stretti, soprattutto per le strutture che vivono di tariffe pubbliche. Allo stesso tempo la ricerca clinica italiana produce risultati riconosciuti nel mondo. Capire come un istituto di ricerca riesce a tenere insieme cura, ricerca e personale motivato dice qualcosa sul futuro di tutta la sanità.


Cosa emerge dall'episodio

Gianni Bonelli si occupa di management sanitario da vent'anni. In Piemonte ha diretto l'ASL CN1 e l'ASL di Biella, poi l'ASST Sette Laghi di Varese durante la pandemia, quando la provincia fu tra le più colpite nella seconda ondata. Da tre anni guida il Mondino.

Cosa fa un IRCCS

Un IRCCS, spiega Bonelli, è un ospedale il cui scopo è fare ricerca clinica, in particolare traslazionale: portare «nel minor tempo possibile» i risultati della ricerca nella pratica clinica. Il Ministero della Salute ne verifica periodicamente i requisiti, anche in termini di pubblicazioni e trial. Il Mondino, riconosciuto da oltre 50 anni, è monospecialistico: si occupa solo di neuroscienze, con 130 posti letto tra neurologia, neuroriabilitazione e uno dei più grandi reparti per acuti di neuropsichiatria infantile in Italia. È centro di riferimento per cefalee, epilessia, demenze e sclerosi multipla. Ospita le scuole di specialità in neurologia e neuropsichiatria infantile dell'Università di Pavia.

A Pavia, racconta, i tre IRCCS della città collaborano invece di farsi concorrenza, con un dipartimento interaziendale che unisce pubblico e privato. La stroke unit del Policlinico San Matteo è gestita da un'équipe del Mondino. Nel Parkinson i pazienti sono seguiti dal Mondino e, quando serve la stimolazione cerebrale profonda (DBS), operati al San Matteo. Una collaborazione che in due anni ha portato Pavia tra i centri italiani con più interventi. Ora si lavora a un percorso condiviso per le emergenze psichiatriche degli adolescenti, a partire dai disturbi del comportamento alimentare.

Trattenere il personale senza pagare di più

Il Mondino, dice Bonelli, soffre meno di altre strutture il turnover. Fanno eccezione alcune figure come i tecnici di radiologia. Eppure non paga di più: applica il contratto della sanità privata AIOP, che per i medici è «leggermente inferiore» a quello pubblico. La sua spiegazione: lo stipendio è un «fattore igienico», demotiva se è insufficiente ma non motiva se è adeguato. Motivano la crescita professionale, la possibilità di partecipare a progetti di ricerca importanti, un ambiente meno stressante (non c'è un pronto soccorso) e il rapporto diretto con i responsabili in una struttura di dimensioni contenute.

Il Mondino ha introdotto un piano welfare e un piano di retention. Prevede permessi oltre il contratto per chi assiste un familiare o per lo studio dei figli, progressioni economiche aggiuntive, la settimana corta di quattro giorni a parità di orario per gli amministrativi e lo smart working. Con i propri psicologi ha sviluppato un questionario sul benessere dei dipendenti, che ora offre anche ad altre aziende. Le nuove generazioni, osserva, chiedono attenzione alla vita fuori dal lavoro più di quelle precedenti.

Il rischio del "gigantismo"

Da manager, Bonelli critica la tendenza di alcune Regioni ad accorpare le aziende sanitarie. Le economie di scala esistono su alcuni servizi generali, ma non è dimostrato, dice, che compensino la perdita di controllo e di relazione. Le aziende sanitarie sono «organismi viventi» fatti di professionisti che tendono naturalmente a seguire i propri obiettivi. Senza un manager che sia anche leader, e che abbia un perimetro gestibile, ognuno va per la sua strada.

Task shifting: più contenuto clinico, non figure ibride

Sulla carenza di infermieri Bonelli fa una proposta precisa. Oggi, osserva, si lavora soprattutto a figure ibride tra la parte assistenziale e quella professionale. Lui suggerisce la direzione opposta: affidare ad alcune professioni non mediche funzioni cliniche oggi riservate ai medici, per arricchirle e renderle più attrattive. Ridurre il problema a una questione di stipendio, secondo lui, fa perdere altre opportunità.

Dall'ospedale al domicilio

Il Mondino si è accreditato per l'assistenza domiciliare integrata nel distretto di Vigevano e ha partecipato al bando per quello di Pavia, con una piattaforma di telemedicina. L'obiettivo è seguire a casa i pazienti con malattie neurologiche croniche dopo il ricovero, con una vera presa in carico e non solo accessi infermieristici. Bonelli la chiama ambidexterity: un occhio all'efficienza del presente, l'altro ai cambiamenti che arrivano.

Ricerca: fondi, trial e nuove terapie

La ricerca si finanzia con la ricerca corrente del Ministero, la quota principale, e con bandi ministeriali, europei, regionali e privati. I temi nascono dalle competenze dei ricercatori: robotica e teleriabilitazione, neuroimmunologia, un progetto europeo sul rapporto tra clima e malattie neuroinfiammatorie, disturbi alimentari in adolescenza. L'istituto conduce trial dalla fase 2 in poi e si sta attrezzando per l'accreditamento AIFA alla fase 1. Rispetto a dieci anni fa, dice, la gestione di Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla è migliorata molto. Nell'Alzheimer le attese sono sui monoclonali, nel Parkinson su DBS e ultrasuoni focalizzati.

El Salvador: formare i neurologi che non ci sono

Il progetto più originale nasce da un incontro all'inaugurazione dell'anno accademico. L'Università di Pavia e il San Matteo collaboravano già con El Salvador su una rete materno-infantile. Il Mondino ha proposto una collaborazione in neurologia e ha trovato un bisogno enorme: El Salvador «non ha neurologi, non ha una scuola di neurologia nazionale». In pochi mesi è arrivato un accordo che prevede di formare i primi neurologi tra i medici internisti. Diventeranno poi formatori nel loro Paese. Si aggiungono il progetto di una rete per l'ictus e la formazione di biostatistici. Al momento dell'intervista otto medici salvadoregni erano al Mondino come osservatori. Il programma completo dura due anni, uno a distanza e uno a Pavia, più una fellowship in epilettologia. I dati raccolti restano nei Paesi d'origine: si condividono solo i risultati delle analisi, con un modello di swarm learning. L'obiettivo è allargare il progetto a Costa Rica, Honduras e Nicaragua, e valutare collaborazioni in Africa.

Bonelli chiude ricordando che l'Italia, con una spesa sanitaria non elevata, ottiene esiti di salute tra i migliori al mondo. Come prossimo ospite suggerisce Lorenzo Maffioli, già direttore generale dell'IRST di Meldola.


Cosa dice la scienza

L'ambiente di lavoro conta quanto lo stipendio

La tesi di Bonelli ha un fondamento nella teoria dei due fattori dello psicologo Frederick Herzberg (1959), che distingue i fattori "igienici" come la retribuzione dai fattori che motivano davvero, come riconoscimento e crescita. E trova conferma nei dati sul personale sanitario. Lo studio RN4CAST pubblicato sul BMJ da Aiken e colleghi (2012) ha coinvolto infermieri e pazienti di 12 Paesi europei e degli Stati Uniti. L'intenzione di lasciare il lavoro andava dal 14% al 49%, il burnout dal 10% al 78%. Negli ospedali europei gli infermieri con un ambiente di lavoro migliore avevano la metà delle probabilità di giudicare scarsa la qualità delle cure (odds ratio 0,56). Ambiente di lavoro e rapporto pazienti/infermiere erano legati alla qualità e alla soddisfazione dei pazienti. Il limite, però, resta: in Italia gli stipendi infermieristici sono sotto la media europea relativa, e il welfare aziendale non basta a colmare il divario.

Le nuove terapie neurologiche

Le attese di cui parla Bonelli hanno basi precise. Per curiosità, ecco i numeri degli studi principali. Nello studio registrativo del lecanemab (New England Journal of Medicine, 2023), su 1.795 persone con Alzheimer in fase iniziale, il farmaco ha ridotto il declino sulla scala CDR-SB di 0,45 punti in 18 mesi rispetto al placebo: un effetto definito dagli autori «moderato». Il 12,6% dei pazienti ha avuto edema cerebrale legato all'amiloide (ARIA-E). Nel tremore essenziale, lo studio randomizzato di Elias e colleghi (NEJM, 2016) ha dimostrato che la talamotomia con ultrasuoni focalizzati migliora il tremore della mano: il punteggio è sceso da 18,1 a 9,6 in tre mesi, contro nessun cambiamento con la procedura simulata.

Condividere i risultati senza spostare i dati

Il modello descritto per El Salvador si chiama swarm learning. Warnat-Herresthal e colleghi (Nature, 2021) lo hanno presentato come un modo per addestrare algoritmi clinici su dati di più ospedali senza trasferirli: ogni centro tiene i propri dati, si condividono solo i parametri dei modelli, coordinati con una blockchain. Gli autori lo hanno testato su leucemia, tubercolosi e Covid-19, con prestazioni simili a quelle ottenute unendo tutti i dati. È un approccio utile quando la privacy e la sovranità dei dati sono un vincolo, come nelle collaborazioni tra Paesi.


Le criticità reali

Una domanda per riflettere. L'esperienza del Mondino mostra che le leve non economiche funzionano in una struttura di ricerca con una forte identità. Come si potrebbe adattare lo stesso approccio a un grande ospedale generalista, con migliaia di dipendenti e turni su tutte le 24 ore?

La settimana corta vale per pochi. Oggi è applicata agli amministrativi, che non coprono turni. Estenderla a chi lavora su turni richiede soluzioni organizzative diverse.

Task shifting significa formazione e responsabilità. Affidare funzioni cliniche a professioni non mediche richiede percorsi formativi, riconoscimento giuridico e contrattuale. Senza, rischia di aggiungere carichi senza aggiungere valore.

Le nuove terapie hanno limiti. I monoclonali per l'Alzheimer rallentano la malattia in modo moderato, in pazienti selezionati, con effetti collaterali da monitorare e costi elevati.


Cosa può cambiare

Le proposte di Bonelli disegnano un'agenda precisa. Aziende di dimensioni governabili, guidate da manager capaci di motivare. Piani di retention che mettano al centro crescita professionale e tempo di vita, accanto agli stipendi. Un task shifting che arricchisca le professioni sanitarie invece di impoverirle. Una presenza degli ospedali specialistici anche a domicilio, con la telemedicina. E una cooperazione internazionale che esporti competenze italiane e costruisca reti di ricerca rispettose dei dati di ciascun Paese.


Approfondisci: articoli correlati

Il Medico Manager: conoscere il Micro per governare il Macro, la gestione delle aziende sanitarie vista da chi le dirige

Innovare in Sanità? Si deve fare!, barriere e competenze per l'innovazione nel management sanitario

Rette Alzheimer, infermieri e centri diurni: il futuro delle RSA, carenza di infermieri e reclutamento dall'estero

Qual è il Futuro dell'Infermiere?, le riforme della professione infermieristica


Conclusione

Gianni Bonelli racconta un IRCCS che prova a tenere insieme ricerca, cura e persone. Trattiene i professionisti puntando su crescita e qualità della vita più che sugli stipendi, porta la neurologia a domicilio e la esporta in Paesi che non hanno neurologi. I dati confermano che l'ambiente di lavoro conta, ma non cancellano il problema delle retribuzioni. L'esperienza del Mondino dice però che, anche con risorse limitate, l'organizzazione fa la differenza.

→ Ascolta l'episodio 54 di Skeptical Health con Gianni Bonelli per il racconto completo.


I dati chiave

  1. 130 posti letto: la dimensione del Mondino, IRCCS monospecialistico in neuroscienze
  2. Da 1,6 a 1,04: il rapporto domande/posti a Infermieristica tra 2019 e 2024 (OCSE, 2025)
  3. 0,56: l'odds ratio di cure giudicate scarse dagli infermieri con un ambiente di lavoro migliore (Aiken et al., BMJ 2012)
  4. Dal 14% al 49%: la quota di infermieri intenzionati a lasciare il lavoro nei 12 Paesi dello studio RN4CAST
  5. -0,45 punti: la riduzione del declino sulla scala CDR-SB in 18 mesi con lecanemab (van Dyck et al., NEJM 2023)
  6. 8 medici: i neurologi in formazione arrivati da El Salvador al Mondino al momento dell'intervista

Takeaway

  1. Un IRCCS è un ospedale che fa ricerca. Curarsi in un IRCCS significa spesso avere accesso a centri di riferimento e sperimentazioni cliniche.

  2. Lo stipendio non è l'unica leva. Per trattenere i professionisti contano crescita, ambiente di lavoro, rapporto con i responsabili e tempo per la vita privata.

  3. Più contenuto clinico, non figure di serie B. Il task shifting può rendere attrattive le professioni sanitarie se le arricchisce di competenze e responsabilità.

  4. Le competenze italiane si esportano. La cooperazione sanitaria può formare professionisti dove mancano e creare reti di ricerca utili a tutti.

Domande frequenti

Cos'è un IRCCS?

IRCCS significa Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. È un ospedale riconosciuto dal Ministero della Salute che unisce assistenza e ricerca: il suo compito è fare ricerca clinica e traslazionale e portare il più rapidamente possibile i risultati nella pratica clinica. Il riconoscimento viene verificato periodicamente su requisiti organizzativi e sulla produzione scientifica. Come spiega Gianni Bonelli nell'episodio 54, in Italia gli IRCCS devono sempre associare la ricerca a un'attività clinica accreditata, di ricovero e ambulatoriale.

Come si finanzia la ricerca in un IRCCS?

Con due canali principali. Il primo è la ricerca corrente, un finanziamento annuale del Ministero della Salute che per un IRCCS come il Mondino è la quota più importante e relativamente stabile. Il secondo sono i bandi: ministeriali, europei, regionali e di enti privati, che variano di anno in anno. A questi si aggiungono le sperimentazioni cliniche condotte con le aziende farmaceutiche.

Come si trattiene il personale sanitario senza aumentare gli stipendi?

Secondo Gianni Bonelli, direttore generale della Fondazione Mondino, lo stipendio è un fattore che demotiva se è insufficiente, ma non motiva di per sé quando è adeguato. Le leve che funzionano sono la crescita professionale, la possibilità di fare ricerca, il rapporto diretto con i responsabili e il tempo per la vita privata: permessi aggiuntivi per chi assiste un familiare, settimana corta per gli amministrativi, smart working, welfare aziendale. La ricerca internazionale conferma che un buon ambiente di lavoro riduce burnout e intenzione di lasciare.

Cos'è il task shifting in sanità?

È la redistribuzione di alcune attività tra le professioni sanitarie, per esempio affidando a infermieri o altri professionisti formati compiti oggi svolti dai medici. Nell'episodio Gianni Bonelli propone di usarlo per arricchire le professioni, dando più contenuto clinico alle figure non mediche, invece di creare figure ibride di livello inferiore. Secondo lui è una delle vie per rendere di nuovo attrattiva la professione infermieristica.

Ci sono nuovi farmaci per l'Alzheimer?

Sì, gli anticorpi monoclonali anti-amiloide come lecanemab. Nello studio registrativo pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2023 il farmaco ha rallentato in modo moderato il declino cognitivo in 18 mesi nelle fasi iniziali della malattia, con effetti collaterali da monitorare, come edema o microemorragie cerebrali (ARIA-E nel 12,6% dei pazienti). Non guarisce la malattia: come dice Bonelli, oggi la ricerca punta soprattutto a rallentarne la progressione.

Perché un IRCCS italiano forma i neurologi di El Salvador?

Perché El Salvador, racconta Gianni Bonelli, non ha una scuola nazionale di neurologia e le malattie neurologiche sono gestite da medici internisti. La Fondazione Mondino ha firmato un accordo per formare i primi neurologi, che diventeranno a loro volta formatori, per progettare una rete per l'ictus e per formare biostatistici. L'idea è estendere la collaborazione ad altri Paesi del Centroamerica.

Fonti

  1. Aiken LH et al.: Patient safety, satisfaction, and quality of hospital care: cross sectional surveys of nurses and patients in 12 countries in Europe and the United States. BMJ (2012)
  2. van Dyck CH et al.: Lecanemab in Early Alzheimer's Disease. New England Journal of Medicine (2023)
  3. Elias WJ et al.: A Randomized Trial of Focused Ultrasound Thalamotomy for Essential Tremor. New England Journal of Medicine (2016)
  4. Warnat-Herresthal S et al.: Swarm Learning for decentralized and confidential clinical machine learning. Nature (2021)
  5. OECD / European Observatory on Health Systems and Policies: State of Health in the EU: Italy, Country Health Profile 2025
#cos'è un IRCCS#IRCCS Mondino Pavia#ricerca traslazionale neurologia#retention personale sanitario#welfare aziendale sanità#task shifting professioni sanitarie#cooperazione sanitaria internazionale