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Gravidanza, Parto e Prevenzione

Cosa fa davvero l'ostetrica? Antonella Nespoli e Cristina Lumia raccontano gravidanza, parto, cesareo, miti social e il progetto The Papillo Tour sull'HPV.

Gravidanza, Parto e Prevenzione
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Antonella Nespoli e Cristina Lumia — Ostetriche

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24

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L'ostetrica fa nascere i bambini. È lo stereotipo da cui parte Cristian Valeri, e che le due ospiti dell'episodio 76 smontano pezzo per pezzo. Antonella Nespoli, ostetrica e professoressa associata all'Università di Milano-Bicocca, e Cristina Lumia, ostetrica e dottoranda in Nursing and Midwifery nello stesso ateneo, raccontano a Cristian Valeri e Guido Magrin una professione che va dalla fertilità alla menopausa, dalla sala parto alle scuole elementari. Si parla di percorso nascita, cesareo, miti sui social, alimentazione in gravidanza e prevenzione dell'HPV.


Perché il tema è urgente oggi

In Italia si nasce sempre meno. Secondo il rapporto CeDAP dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 le nascite sono state 382.621, contro le 393.997 dell'anno prima. Le madri sono sempre più adulte: l'età media al parto è di 33,2 anni per le italiane, e il primo figlio arriva dopo i 31 anni.

Intanto circa tre parti su dieci avvengono con un taglio cesareo, con grandi differenze da una regione all'altra. E le informazioni su gravidanza e parto arrivano sempre più spesso dai social, dove, come dicono le ospiti, prevalgono i racconti negativi e i falsi miti.

In questo quadro l'ostetrica è una figura di cui si parla poco. Gli stessi conduttori lo ammettono in apertura: il canale aveva ospitato infermieri, medici e farmacisti, e le ostetriche avevano scritto per farlo notare. L'episodio è la risposta.


Cosa emerge dall'episodio

La puntata ha due parti. Nella prima Antonella Nespoli presenta la professione e la sua evoluzione. Nella seconda Cristina Lumia entra nel concreto: parto, cesareo, corpo, alimentazione, social e il progetto The Papillo Tour.

Chi sono le ospiti

Antonella Nespoli ha lavorato circa vent'anni in una grande sala parto della Lombardia prima di passare all'università. Oggi insegna nel corso di laurea in Ostetricia della Bicocca e si occupa di scienza ostetrica, salute di genere e promozione della salute. Cristina Lumia lavora come ostetrica, fa ricerca con un dottorato ed è team leader di The Papillo Tour, un progetto di educazione alla salute sull'HPV rivolto ai bambini.

Una professione antica, che si allarga

Nespoli parte dalla storia. L'ostetrica è una figura radicata nella comunità da sempre: «accanto ad ogni donna c'è sempre stata un'altra donna nel momento della fertilità, della gravidanza, del parto». Oggi però il campo si è allargato alla salute di genere, che per lei è parte della salute pubblica.

Con l'istituzione del Servizio sanitario nazionale, nel 1978, la nascita si è spostata dalla comunità all'ospedale. Questo, spiega, ha istituzionalizzato il luogo del parto e cambiato i paradigmi. Oggi le ostetriche provano a tornare a un'idea diversa: la popolazione che incontrano è sana, tra i 20 e i 50 anni, cioè nel momento migliore della vita.

Quando Valeri chiede cosa faccia davvero l'ostetrica, Nespoli corregge anzitutto il verbo. Le ostetriche non fanno partorire le mamme: «La genitorialità e il transito da feto a neonato sono eventi normali della vita». Il loro lavoro è stare accanto ai genitori in questo passaggio. E il metodo cambia di conseguenza: «nascere non è una malattia, non lavoriamo su paradigmi di malattia, lavoriamo su paradigmi di salute». In pratica, dice, si misura lo star bene e non lo star male.

Il percorso nascita comincia prima della gravidanza

Guido Magrin osserva che la gravidanza viene spesso vista da fuori come una condizione da compatire. Nespoli risponde che «il percorso nascita è molto più lungo del percorso gravidanza». Si nasce prima nel pensiero e nel desiderio dei genitori. Poi c'è la gravidanza, poi il parto, che in Italia avviene in condizioni di alta sicurezza. Ma il tratto più delicato, e più dimenticato, è il post partum: la famiglia si trova con un neonato reale, che ha ritmi quasi impossibili per un adulto.

Qui Nespoli richiama i primi 1000 giorni di vita, un periodo che la ricerca considera decisivo per la salute futura. E aggiunge un'immagine: tutti abbiamo nove mesi in più di quelli che festeggiamo al compleanno, quelli passati nella pancia della madre.

Età della madre e ruolo del padre

Una madre di 25 anni e una di 45 si seguono in modo diverso? Sì, risponde Nespoli, ma l'assistenza va personalizzata guardando la storia di ciascuna, non solo l'età. Con gli anni cambiano il corpo, i ruoli sociali, il lavoro. Il suo motto è: «è più la persona che non il numero, è più la qualità che non la quantità».

Il padre, precisa, non è una comparsa. L'ostetrica guarda alla coppia genitoriale e alla triade madre, padre e neonato. La salute del padre, e la sua presenza, incidono sulla salute della donna in tutta la vita, non solo durante la nascita.

Sul futuro della professione, Nespoli cita l'apertura di lauree magistrali e dottorati e un approccio alla salute che punta sempre di più su ciò che viene prima della malattia. Il Covid, dice, lo ha insegnato: una comunità più forte arriva meglio alla malattia.

«Una madre può pentirsi di aver partorito?»

La seconda parte si apre con una domanda provocatoria di Magrin. Cristina Lumia risponde con l'esperienza di reparto. Subito dopo il parto la donna è troppo stanca per chiederselo. Alla dimissione le ostetriche scherzano dando appuntamento al prossimo figlio, e le donne rispondono che non esiste proprio. Poi, dopo due o tre anni, tornano. Per Lumia è un meccanismo di protezione: il ricordo della fatica si attenua, altrimenti la specie si sarebbe già estinta.

Il post partum resta però un momento critico anche dal punto di vista mentale, tra cambiamenti ormonali ed emozioni forti.

Esiste un'età giusta per avere un figlio?

Lumia racconta di aver assistito una donna di 57 anni al primo parto, arrivata alla nascita con grandissima consapevolezza. E di aver visto donne di 40-45 anni spinte dalla pressione sociale, come ragazze di 20-25 anni molto consapevoli. «Giovane secondo chi? Vecchia secondo chi?», chiede. Per lei non c'è una risposta giusta: conta essere informate e scegliere per sé, non per ciò che la società si aspetta.

I miti sulla gravidanza e le narrazioni social

Sui miti Lumia faceva lezione all'università. Il primo è quello dell'ostetrica che fa nascere i bambini. Poi ci sono la forma della pancia che rivelerebbe il sesso, le somiglianze, le voglie. Racconta un aneddoto: una madre che, appena ricevuto il neonato, dice «però è brutto come mio marito», con il marito alle spalle.

Il punto serio sono i social. «Le narrazioni sulla nascita sono sempre di una nascita che è terribile», osserva. Una donna incinta sente già i racconti di madre, suocera, amiche e vicine, poi apre i social e trova commenti ancora più negativi. Per questo Lumia apprezza i colleghi, ostetriche, ginecologi e pediatri, che usano i social per fare informazione corretta, e incoraggia le donne a raccontare le esperienze positive: diventano un patrimonio per le altre.

Il cesareo non è una moda

Il cesareo è diventato una moda? Lumia ride, poi spiega. Negli anni si è diffusa l'idea che sia una scorciatoia. Non lo è: «è un intervento chirurgico a tutti gli effetti», con rischi emorragici, infettivi e traumatici, e segue criteri di appropriatezza internazionali. Cita l'OMS, secondo cui tutte le donne sono potenzialmente in grado di partorire per via vaginale, e consiglia alle colleghe giovani il libro E si salvò anche la madre, sulla storia del cesareo.

Allo stesso tempo, dice, «esistono però delle situazioni in cui il taglio cesareo è un salvavita», anche in donne partite con una gravidanza fisiologica. Gli esempi che porta: la placenta previa, che impedisce materialmente il travaglio; un feto che tollera male l'induzione; emorragie inspiegate e non controllabili; febbre molto alta.

Anche qui pesa la narrazione. L'influencer che due ore dopo il cesareo appare truccata e in forma non racconta l'aiuto che ha. Quando Lumia chiede alle donne che hanno provato entrambe le modalità cosa sceglierebbero per un terzo figlio, la risposta è il parto naturale: con il cesareo devi stare a letto, badare alla ferita, e ti senti impotente verso il neonato.

Corpo e alimentazione in gravidanza

Il mito più resistente è quello del mangiare per due, ancora ripetuto da nonne e zie in reparto. La risposta di Lumia: «non è mangiare per due, ma è mangiare due volte meglio». Chiede anche ai colleghi di spiegare i divieti, non solo di imporli.

Da evitare restano il pesce crudo, per il rischio di parassiti, e gli insaccati crudi non stagionati, per il rischio di toxoplasmosi. Il prosciutto cotto va bene. Frutta e verdura vanno lavate con cura. Sul sushi, di cui si dichiara grande consumatrice, suggerisce le versioni cotte o un locale di fiducia, non tutti i giorni.

Sul corpo descrive i tre trimestri. Il primo è chiamato fase di conflitto: nausea, vomito, e la sensazione che la gravidanza non sia bella come raccontano tutti. Il secondo è quello dell'adattamento e dell'armonia. Dopo il parto molte donne vogliono tornare subito come prima. Il consiglio è la pazienza: «il corpo sa quello che deve fare».

The Papillo Tour e l'HPV

L'ultima parte è dedicata al progetto che Lumia guida. The Papillo Tour è un progetto di health literacy, alfabetizzazione sanitaria, sull'HPV, che lei definisce «l'infezione sessualmente trasmessa più diffusa al mondo». Riporta che si stima che circa il 90% della popolazione contragga almeno un genotipo nella vita, e che i tipi noti sono circa 200: alcuni causano lesioni benigne, altri tumori come quello della cervice uterina.

Papillo è la mascotte che rappresenta il virus. Serve a parlare in modo semplice di un tema che porta con sé uno stigma. Il pubblico sono i bambini di quinta elementare, vicini all'età della vaccinazione, raggiunti nelle scuole, nelle biblioteche e negli spazi di comunità. I bambini, spiega, fanno domande e portano a casa il personaggio: così l'informazione arriva anche agli adulti.

Il messaggio centrale è che l'HPV non riguarda solo le donne. Gli uomini possono essere portatori senza saperlo, perché spesso non sviluppano lesioni visibili e non hanno uno screening. Per questo la vaccinazione è per ragazze e ragazzi: per Lumia è una narrazione che non ha genere. Lumia ricorda anche il giudizio che un tempo colpiva le donne con HPV: in realtà, dice, basta un solo partner che non sa di avere il virus.

Cita due dati letti in quei giorni: prevenzione e vaccinazione costerebbero circa un terzo del trattamento di una lesione maligna, e due adulti su tre che hanno incontrato il virus si vaccinerebbero, se potessero tornare indietro. Il progetto è sostenuto da un crowdfunding con l'Università di Milano-Bicocca: l'obiettivo è 10.000 euro, e raggiunti i 5.000 l'ateneo raddoppia. I fondi servono per albi illustrati, materiali informativi e laboratori con bambini, genitori e insegnanti.

In chiusura, come prossima ospite, Lumia propone una neomamma con una bella esperienza di parto: una contronarrazione. Se lo dice un'ostetrica, scherza, può sembrare di parte. Ma «una donna non mente».


Cosa dice la scienza

La continuità dell'assistenza ostetrica

Il modello che Nespoli descrive, un'ostetrica che accompagna la donna prima, durante e dopo il parto, è stato studiato. La revisione Cochrane di Sandall e colleghi (2016) ha analizzato 15 studi con 17.674 donne. Con i modelli di continuità assistenziale guidati dall'ostetrica le donne avevano meno probabilità di ricevere l'analgesia epidurale, di avere un parto operativo vaginale o un parto pretermine, e più probabilità di un parto vaginale spontaneo. Gli autori concludono che queste donne ricevono meno interventi e sono più soddisfatte, con esiti avversi almeno comparabili.

Cesareo: quando serve davvero

Nel 2015 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato una dichiarazione sui tassi di cesareo. Quando il tasso di una popolazione sale verso il 10%, le morti materne e neonatali diminuiscono. Oltre il 10%, non ci sono prove che la mortalità migliori. L'indicazione dell'OMS è che il cesareo va fatto quando è necessario dal punto di vista medico, guardando ai bisogni della paziente e non a un tasso da raggiungere.

I numeri del parto in Italia

Il rapporto CeDAP 2023, analizzato dall'ISS, dice che:

  • il 30,3% dei parti avviene con taglio cesareo;
  • la quota va dal 17% della Toscana al 42,7% della Campania;
  • nelle case di cura accreditate è il 45%, negli ospedali pubblici il 28,7%;
  • il 90,1% dei parti avviene in strutture pubbliche o equiparate;
  • il 92,9% delle donne fa più di 4 visite in gravidanza e il 76,7% più di 3 ecografie.

Sono dati che danno sostanza alla domanda di Magrin sulla "moda" del cesareo: le differenze territoriali sono molto ampie.

HPV: un virus comune, un vaccino efficace

Secondo l'OMS l'HPV è un gruppo di circa 200 virus. Nel 90% dei casi l'organismo controlla l'infezione da solo, ma l'infezione persistente con i tipi ad alto rischio è la causa del cancro della cervice uterina. L'OMS stima che nel 2019 l'HPV abbia causato circa 620.000 tumori nelle donne e 70.000 negli uomini, e raccomanda di vaccinare le ragazze tra 9 e 14 anni, prima dell'inizio dell'attività sessuale.

Sull'efficacia, uno studio svedese pubblicato sul New England Journal of Medicine (Lei e colleghi, 2020) ha seguito oltre 1,6 milioni di ragazze e donne. Tra le vaccinate prima dei 17 anni il rischio di cancro invasivo della cervice era ridotto di circa l'88% rispetto alle non vaccinate. È la base scientifica dell'idea di Papillo: parlarne presto, prima dell'età della vaccinazione.


Le criticità reali

Una domanda per riflettere. Se le informazioni su gravidanza e parto arrivano soprattutto dai social e dai racconti di familiari, chi dovrebbe occuparsi di offrire alle future madri una narrazione affidabile, e con quali strumenti?

Poca conoscenza della professione. L'ostetrica è ancora identificata con la sala parto. Il suo ruolo nella prevenzione, nel post partum e nella salute di comunità è poco noto ai cittadini.

Differenze territoriali sul cesareo. La distanza tra le regioni nei tassi di cesareo mostra che la stessa gravidanza può avere percorsi diversi a seconda di dove si partorisce.

Il post partum resta scoperto. Tutte e due le ospiti indicano il periodo dopo la nascita come il più delicato e il più dimenticato, anche per la salute mentale delle madri.

Prevenzione e stigma. Sull'HPV pesano ancora il pregiudizio legato alle infezioni sessualmente trasmesse e la sfiducia verso i vaccini, che rendono difficile parlarne in famiglia e a scuola.


Cosa può cambiare

Le proposte che emergono dall'episodio sono concrete. Estendere i modelli di continuità assistenziale, in cui la donna conosce l'ostetrica che la segue prima e dopo il parto. Dare più spazio al post partum e ai primi 1000 giorni, coinvolgendo entrambi i genitori. Spiegare alle donne le indicazioni del cesareo e i perché dei divieti alimentari, invece di imporli. Usare i social come strumento di informazione corretta, anche dando voce a chi ha avuto un'esperienza di parto positiva. E portare la prevenzione dell'HPV nelle scuole in modo semplice, per ragazze e ragazzi, prima dell'età della vaccinazione.


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Conclusione

Antonella Nespoli e Cristina Lumia presentano l'ostetrica come una professionista della salute, non della malattia. Il suo lavoro comincia prima della gravidanza, continua dopo il parto e arriva fino alle scuole elementari con la prevenzione dell'HPV. Le prove scientifiche danno forza a molti dei temi della puntata: la continuità assistenziale ostetrica riduce gli interventi, l'OMS chiede di fare il cesareo solo quando serve, il vaccino contro l'HPV riduce il rischio di cancro della cervice. Il messaggio più forte resta quello sulle narrazioni: raccontare anche le nascite andate bene aiuta le altre donne.

→ Ascolta l'episodio 76 di Skeptical Health con Antonella Nespoli e Cristina Lumia per il racconto completo.


I dati chiave

  1. 382.621: le nascite in Italia nel 2023, in calo dalle 393.997 del 2022 (CeDAP 2023, ISS)
  2. 33,2 anni: l'età media al parto delle madri italiane (CeDAP 2023, ISS)
  3. 30,3%: i parti con taglio cesareo in Italia, dal 17% della Toscana al 42,7% della Campania (CeDAP 2023, ISS)
  4. Oltre il 10%: il tasso di cesarei oltre il quale non ci sono prove di una mortalità più bassa (OMS, 2015)
  5. 15 studi, 17.674 donne: le prove sui modelli di continuità assistenziale ostetrica (Cochrane, 2016)
  6. Circa 200: i tipi noti di HPV (OMS)
  7. 88% in meno: la riduzione del rischio di cancro della cervice nelle ragazze vaccinate prima dei 17 anni (NEJM, 2020)

Takeaway

  1. Pensa all'ostetrica anche fuori dalla sala parto. Può seguirti in gravidanza fisiologica, nel post partum, nell'allattamento e nella prevenzione.

  2. Chiedi il perché. Se ti propongono un cesareo o ti vietano un alimento, chiedi di spiegarti le ragioni: è un tuo diritto e aiuta a vivere meglio le scelte.

  3. Mangia due volte meglio, non per due. Evita pesce crudo e insaccati crudi non stagionati, lava bene frutta e verdura e cura la qualità della dieta.

  4. Vaccina contro l'HPV figlie e figli. Il virus riguarda entrambi i sessi e la vaccinazione funziona meglio se fatta presto.

Domande frequenti

Cosa fa l'ostetrica oltre ad assistere il parto?

L'ostetrica è una professionista sanitaria che si occupa della salute della donna lungo tutta la vita: fertilità, gravidanza, parto, post partum, menopausa, prevenzione e promozione della salute. Nell'episodio 76 Antonella Nespoli spiega che oggi il suo campo è la salute di genere e di comunità, e che il lavoro coinvolge anche il padre e la famiglia, non solo la madre.

Che cos'è il percorso nascita?

Il percorso nascita è l'insieme dell'assistenza che accompagna i genitori prima del concepimento, in gravidanza, durante il parto e dopo la nascita. Per Antonella Nespoli è molto più lungo della gravidanza: comincia con il desiderio di un figlio e prosegue nel post partum e nei primi 1000 giorni di vita del bambino, un periodo considerato decisivo per la salute futura.

Quando è indicato il taglio cesareo?

Il cesareo è un intervento chirurgico e va eseguito quando è necessario dal punto di vista medico. Nell'episodio Cristina Lumia cita come esempi la placenta previa, i segni di sofferenza fetale durante un'induzione, le emorragie non controllabili e la febbre molto alta. L'OMS raccomanda di praticarlo solo quando serve, concentrandosi sui bisogni della singola donna e non su un tasso da raggiungere.

Quanti cesarei si fanno in Italia?

Secondo il rapporto CeDAP sull'evento nascita 2023, pubblicato dall'ISS, in Italia il 30,3% dei parti è avvenuto con taglio cesareo. La quota varia molto tra regioni, dal 17% della Toscana al 42,7% della Campania, ed è più alta nelle case di cura accreditate (45%) che negli ospedali pubblici (28,7%).

In gravidanza bisogna mangiare per due?

No. Come dice Cristina Lumia nell'episodio, non si tratta di mangiare per due ma di mangiare due volte meglio. In gravidanza si evitano gli alimenti a rischio, come il pesce crudo e gli insaccati crudi non stagionati per il rischio di parassiti e toxoplasmosi, si lavano bene frutta e verdura e si cerca di adottare abitudini più sane.

Il vaccino contro l'HPV serve anche ai ragazzi?

Sì. L'HPV colpisce uomini e donne, e gli uomini possono trasmetterlo senza saperlo perché spesso non sviluppano lesioni visibili. Per questo la vaccinazione è offerta a ragazze e ragazzi prima dell'inizio dell'attività sessuale. Uno studio svedese pubblicato sul NEJM ha trovato un rischio di cancro della cervice molto più basso nelle ragazze vaccinate prima dei 17 anni.

Fonti

  1. Sandall J et al.: Midwife-led continuity models versus other models of care for childbearing women. Cochrane Database of Systematic Reviews (2016)
  2. Organizzazione Mondiale della Sanità: WHO statement on caesarean section rates (2015)
  3. Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro: Rapporto sull'evento nascita in Italia (CeDAP), anno 2023
  4. Lei J et al.: HPV Vaccination and the Risk of Invasive Cervical Cancer. New England Journal of Medicine (2020)
  5. Organizzazione Mondiale della Sanità: Human papillomavirus and cancer, fact sheet
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