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Sanità, Assistenza, Fragilità: la Politica è Pronta?

Legge antispreco, donazione di farmaci, oblio oncologico, Stato e Regioni, stipendi: la deputata Maria Chiara Gadda sul ruolo della politica in sanità.

Sanità, Assistenza, Fragilità: la Politica è Pronta?
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Maria Chiara Gadda — Parlamentare

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24

Quanto tempo hai?

Sotto i video di Skeptical Health che parlano di politica, i commenti ripetono spesso lo stesso concetto: la politica non deve entrare nella sanità, fa solo danni. Guido Magrin e Cristian Valeri lo chiedono direttamente a una parlamentare: Maria Chiara Gadda, deputata dal 2013 e prima firmataria della legge antispreco. La sua risposta è che senza la politica non si scrivono le regole del gioco né si decide dove vanno le risorse. Ma anche che la politica deve ascoltare, studiare e scegliere, perché le risorse sono scarse.


Perché il tema è urgente oggi

La fragilità sociale in Italia è ampia. Secondo l'ISTAT, nel 2024 erano in povertà assoluta circa 5,7 milioni di persone, il 9,8% dei residenti, di cui circa 1,28 milioni di minori. Il Country Health Profile 2025 di OCSE e Osservatorio europeo segnala che le persone a rischio di povertà hanno 2,6 volte più probabilità della popolazione generale di rinunciare alle cure. È un divario ben più ampio della media europea. L'8,6% delle famiglie affronta spese sanitarie "catastrofiche", e il 60% di queste è nel quinto più povero della popolazione.

Intanto aumentano i giovani che lasciano il Paese: nel 2024 i cittadini italiani espatriati sono stati circa 156.000, un record. Salari, sanità, welfare e demografia si intrecciano, ed è qui che si misura la capacità della politica di dare risposte.


Cosa emerge dall'episodio

Maria Chiara Gadda è un'ingegnera gestionale, parlamentare dal 2013, oggi all'opposizione con Italia Viva. Si è occupata di agricoltura, terzo settore e sanità. È arrivata al podcast grazie a Lorenzo Guzzetti, primo ospite di Skeptical Health. In questi anni, dice, ha imparato «a farmi più domande che risposte»: il parlamentare non deve essere il megafono di ciò che non va, ma trovare soluzioni.

La legge antispreco: donare con dignità

La legge 166 del 2016 favorisce le donazioni tra imprese e terzo settore: alimenti, ma anche farmaci, prodotti per l'igiene, giocattoli. Anche i giocattoli, spiega, sono stati considerati un bene primario, perché il gioco è parte dello sviluppo di un bambino. L'idea era nata con un taglio ambientale, da ingegnera che studiava le eccedenze. Poi l'incontro con il terzo settore l'ha cambiata: al centro c'è la dignità della persona. Per questo le regole di sicurezza igienico-sanitaria non si abbassano mai. Chi riceve non deve ricevere rifiuti, ma beni integri che per ragioni commerciali, come una confezione danneggiata, non vengono venduti. Secondo lei è una legge «scritta dal basso», insieme a chi la applica, e per questo ancora usata dopo quasi dieci anni.

Povertà e salute: farmaci da banco, denti, igiene

Gadda collega la legge alla povertà sanitaria. Molte famiglie, con affitti e mutui che assorbono metà dello stipendio, rinunciano al farmaco da banco da pochi euro, alla prevenzione, alle cure dei cronici. Durante la pandemia la chiusura delle mense scolastiche ha mostrato quanti bambini mangiano un pasto equilibrato solo a scuola. L'igiene personale incide su malattie della pelle frequenti tra le persone povere. E ci sono i denti: «un povero si guarda dalla bocca». È una spesa che si fa privatamente o si rinvia, con conseguenze su altri servizi. Racconta anche il cambiamento di chi chiede aiuto: sempre più persone che lavorano ma non arrivano a fine mese, e che fanno fatica a chiedere.

Farmaci da donare: cosa manca

Il decreto attuativo della legge ha permesso di donare anche farmaci autorizzati in un altro Paese europeo, dopo un caso concreto del Banco Farmaceutico. Gadda vuole ora estendere la legge in due direzioni. La prima sono i farmaci veterinari: per una pensionata con la pensione minima un animale domestico è compagnia e cura, e nei contesti di guerra gli animali allevati sono una risorsa vitale. La seconda sono i farmaci con sostanze stupefacenti e psicotrope, oggi esclusi. Enti che si occupano di salute mentale o terapia del dolore li devono comprare, e non c'è ragione, dice, per cui non possano riceverli in donazione.

Oblio oncologico, carrozzine e proposte

Tra le leggi che ricorda c'è quella sull'oblio oncologico, approvata all'unanimità dopo aver ascoltato associazioni e persone guarite che non ottenevano un mutuo. Racconta un'interrogazione nata dai messaggi di persone in carrozzina che non sapevano più se avrebbero avuto il rimborso di batterie e ruote. Tra Stato e Regioni che si rimpallavano la competenza, «in mezzo ci rimane il cittadino». Presenta in anteprima una proposta di legge per inserire nei LEA la sindrome genitourinaria che colpisce molte donne dopo le cure oncologiche, con i trattamenti e il supporto psicologico collegati. Chiede anche che al terzo settore arrivino tutti i fondi scelti dai contribuenti con il 5 per mille: oggi il tetto di spesa, dice, lascia fuori almeno 80-85 milioni l'anno.

Stato, Regioni, territori

Alla critica dei cittadini, che vedono soldi spesi in case di comunità vuote mentre si importa personale dall'estero, Gadda risponde che il problema è anche di governance. Il rapporto tra Stato e Regioni crea un'Italia «a tante velocità», con mobilità sanitaria in ogni direzione. Ricorda che la riforma costituzionale bocciata dal referendum del 2016, sostenuta dalla sua area politica, affrontava proprio questo tema, e che quella sconfitta è costata cara in termini di consenso. Servono anche scelte coraggiose: un punto nascita con pochissimi parti l'anno può non essere la scelta più sicura per mamma e neonato. Ma nelle aree montane e marginali la vicinanza a un presidio resta un'esigenza.

Giovani, stipendi e pensioni

L'ultima parte è sui giovani. Gadda cita circa 190.000 ragazzi andati via in un anno, molti «per disperazione», non per fare esperienza: salari d'ingresso troppo bassi, affitti impossibili. Nella provincia di Varese, da cui viene, 80.000 frontalieri vanno ogni giorno a lavorare in Svizzera, dove lo stipendio è tre volte tanto: difficile trattenere un infermiere o un medico. La classe media, dice, non riesce più a risparmiare. Cristian Valeri racconta di dare per scontato, a 29 anni, di non vedere la propria pensione. Gadda non si rassegna, ma chiede un dibattito senza ideologie su pensioni integrative e rapporto tra pubblico e privato. Come prossimo ospite suggerisce Matteo Renzi.


Cosa dice la scienza

Povertà e rinuncia alle cure: i numeri

I dati confermano il quadro descritto da Gadda. L'ISTAT stima per il 2024 oltre 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta, l'8,4% del totale. L'OCSE mostra che in Italia la rinuncia alle cure è distribuita in modo molto disuguale. Le persone a rischio di povertà hanno 2,6 volte più probabilità di rinunciare a cure mediche rispetto alla popolazione generale, contro una media europea di 1,6. Le spese sanitarie catastrofiche, quelle superiori al 40% della capacità di spesa di una famiglia, colpiscono l'8,6% delle famiglie, soprattutto le più povere.

I denti come indicatore di disuguaglianza

Sulla salute orale, la frase di Gadda trova riscontro nei dati. Le cure dentali pubbliche in Italia sono limitate soprattutto ai bambini sotto i 14 anni e ad alcuni gruppi vulnerabili, e sono una delle principali voci di spesa privata. Nel 2024, secondo l'OCSE, il 12,5% delle persone a rischio di povertà con un bisogno di cure dentali non ha potuto riceverle, contro il 4,6% della popolazione generale. È un divario quasi triplo.

Per curiosità: quanti italiani partono

Gadda descrive una partenza dei giovani che vive come un'emergenza. Per curiosità, secondo l'ISTAT nel 2024 gli espatri di cittadini italiani registrati all'anagrafe sono stati circa 156.000, il valore più alto degli ultimi anni e in forte crescita. È un fenomeno che riguarda in modo particolare i laureati e le professioni sanitarie, proprio le figure che, come racconta Gadda dal suo territorio di confine, è sempre più difficile trattenere.

Punti nascita: volume e sicurezza

La questione dei punti nascita piccoli ha un fondamento nella ricerca. Uno studio norvegese di Moster e colleghi (BJOG, 2001) su 1,7 milioni di nascite ha trovato che nelle aree servite soprattutto da unità con meno di 2.000 parti l'anno il rischio di morte neonatale era più alto del 20%. Nelle aree in cui oltre il 75% dei parti avveniva in centri con più di 3.000 nascite era più basso del 20%. In Italia gli standard nazionali fissano in 500 parti l'anno la soglia minima per un punto nascita, con deroghe per le aree geograficamente disagiate. È il compromesso tra sicurezza e vicinanza di cui parla Gadda.


Le criticità reali

La povertà sanitaria è concentrata. Le persone più povere rinunciano a cure dentali, farmaci da banco e prevenzione molto più della media, e i divari sono superiori a quelli europei.

Donazioni utili ma non sostitutive. La legge antispreco permette di recuperare beni preziosi, ma la donazione non può sostituire l'accesso garantito ai servizi.

Governance frammentata. Le differenze tra Regioni generano disuguaglianze e rimpalli di responsabilità, come nel caso delle carrozzine.

Scelte territoriali difficili. Concentrare i servizi migliora spesso la sicurezza, ma rischia di lasciare scoperte le aree più isolate.


Cosa può cambiare

Le proposte emerse dall'episodio sono concrete: estendere la legge 166 ai farmaci veterinari e a quelli con sostanze psicotrope, inserire nei LEA prestazioni oggi escluse come quelle per la sindrome genitourinaria dopo il cancro, restituire al terzo settore tutte le risorse del 5 per mille, ripensare il rapporto tra Stato e Regioni. Sul piano più generale, trattenere i giovani richiede salari e prospettive, e riorganizzare i servizi richiede scelte che tengano conto dei territori. Sono temi su cui le forze politiche hanno posizioni diverse e su cui il confronto resta aperto.


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Conclusione

Maria Chiara Gadda porta in questo episodio lo sguardo di una parlamentare che rivendica il ruolo della politica: scrivere buone regole, allocare risorse scarse, rispondere a problemi concreti come le batterie di una carrozzina o il mutuo negato a chi è guarito dal cancro. I dati confermano che povertà e rinuncia alle cure sono diffuse e disuguali, e che le scelte organizzative, dai punti nascita alla governance, hanno effetti reali sulla salute. Le soluzioni proposte sono quelle di una parte politica: il merito va giudicato sui fatti e sui risultati.

→ Ascolta l'episodio 42 di Skeptical Health con Maria Chiara Gadda per il racconto completo.


I dati chiave

  1. 5,7 milioni: le persone in povertà assoluta in Italia nel 2024, il 9,8% dei residenti (ISTAT)
  2. 2,6 volte: la maggiore probabilità di rinunciare alle cure per chi è a rischio di povertà, contro 1,6 in UE (OCSE, 2025)
  3. 12,5% contro 4,6%: le persone con bisogni di cure dentali non soddisfatti tra chi è a rischio di povertà e nella popolazione generale (OCSE, 2025)
  4. 156.000: i cittadini italiani espatriati nel 2024, record recente (ISTAT)
  5. +20%: il rischio di morte neonatale nelle aree servite da piccole unità di maternità nello studio norvegese (Moster et al., BJOG 2001)
  6. 10 anni: il periodo dopo la fine delle cure oltre il quale scatta l'oblio oncologico, 5 per chi si è ammalato prima dei 21 anni

Takeaway

  1. Se sei guarito da un tumore, conosci i tuoi diritti. Con l'oblio oncologico, trascorsi i termini di legge, non devi dichiarare la malattia per un mutuo o un'assicurazione.

  2. Le associazioni possono ricevere farmaci e beni donati. Se fai parte di un ente del terzo settore, la legge 166 semplifica la raccolta di farmaci, alimenti e prodotti per l'igiene.

  3. La prevenzione dentale conta. Le cure dentali sono tra le spese più pesanti per le famiglie: informati sui servizi pubblici e sulle agevolazioni della tua Regione.

  4. Partecipare conta. Segnalare i problemi a chi rappresenta i cittadini, come per il caso delle carrozzine, può portare a soluzioni concrete.

Domande frequenti

Cos'è la legge antispreco (legge 166 del 2016)?

È la legge che favorisce la donazione di eccedenze alimentari e di altri beni a enti del terzo settore, con agevolazioni fiscali e procedure semplificate. Oltre agli alimenti comprende farmaci, prodotti per l'igiene della persona e della casa, giocattoli e altri beni. La sua prima firmataria, la deputata Maria Chiara Gadda, spiega nell'episodio 42 che al centro c'è la dignità della persona: i beni donati devono mantenere tutte le garanzie di qualità e sicurezza.

Si possono donare i farmaci?

Sì. Grazie alla legge 166 del 2016 e al suo decreto attuativo, aziende e farmacie possono donare farmaci integri e validi a enti del terzo settore che li distribuiscono a persone in difficoltà, nel rispetto delle regole di conservazione. Il decreto ha consentito anche la donazione di farmaci autorizzati in un altro Paese dell'Unione europea. Oggi sono esclusi i farmaci con sostanze stupefacenti e psicotrope e quelli a uso veterinario: Maria Chiara Gadda punta a estendere la legge a entrambi.

Cos'è l'oblio oncologico?

È il diritto delle persone guarite da un tumore di non dover dichiarare la malattia pregressa, trascorso un certo periodo dalla fine delle cure, per accedere per esempio a mutui, assicurazioni, adozioni o concorsi. In Italia è stato introdotto da una legge approvata all'unanimità nel 2023: il periodo è di 10 anni dalla fine delle cure, ridotto a 5 anni se la malattia è stata diagnosticata prima dei 21 anni.

Quante persone sono in povertà assoluta in Italia?

Secondo l'ISTAT, nel 2024 erano in povertà assoluta oltre 2,2 milioni di famiglie, l'8,4% del totale, pari a circa 5,7 milioni di persone (il 9,8% dei residenti), di cui circa 1,28 milioni di minori. Molte di queste persone rinunciano anche a farmaci da banco e cure dentali.

Perché le cure dentali pesano tanto sulle famiglie italiane?

Perché il Servizio sanitario nazionale copre le cure odontoiatriche soprattutto per i bambini sotto i 14 anni e per alcune categorie vulnerabili. Secondo l'OCSE, nel 2024 il 12,5% delle persone a rischio di povertà che avevano bisogno di cure dentali non ha potuto riceverle per costi, distanza o attese, contro il 4,6% della popolazione generale. Le cure dentali sono tra le principali voci di spesa sanitaria pagata di tasca propria.

È più sicuro partorire in un punto nascita grande?

Gli studi indicano che i centri con molti parti hanno in media esiti migliori, grazie all'esperienza e alla disponibilità di personale e servizi. Uno studio norvegese su 1,7 milioni di nascite ha trovato un rischio di morte neonatale più alto del 20% nelle aree servite soprattutto da unità con meno di 2.000 parti l'anno. In Italia gli standard fissano in 500 parti l'anno la soglia minima, con deroghe per le zone isolate. Come ricorda Maria Chiara Gadda, la scelta va adattata ai territori, per esempio quelli di montagna.

Fonti

  1. ISTAT: La povertà in Italia, anno 2024
  2. ISTAT: Migrazioni interne e internazionali della popolazione residente, anni 2023-2024
  3. OECD / European Observatory on Health Systems and Policies: State of Health in the EU: Italy, Country Health Profile 2025
  4. Moster D, Lie RT, Markestad T: Neonatal mortality rates in communities with small maternity units compared with those having larger maternity units. BJOG (2001)
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