Farmacie in Evoluzione: Innovazione e Servizi Vicini alle Comunità
Le catene cambiano la farmacia? Davide Tavaniello, co-CEO di Hippocrates, racconta farmacia dei servizi, carriere dei farmacisti e rinnovo del contratto.

Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin
Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager
Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare
Intervista con Davide Tavaniello — Cofondatore e co-CEO di Hippocrates Holding, consiglio di presidenza di Federfarma nazionale
Ultimo aggiornamento: 2026-10-30
Quanto tempo hai?
Come cambia la farmacia italiana quando arrivano i grandi gruppi? Nell'episodio 92 Cristian Valeri e Guido Magrin ne parlano con Davide Tavaniello, cofondatore e co-CEO di Hippocrates Holding, il primo gruppo di farmacie in Italia con circa 650 farmacie di proprietà in 15 regioni, e membro del consiglio di presidenza di Federfarma nazionale.
Cosa emerge dall'episodio
Da cinque a 650 farmacie. L'idea nasce «un po' per caso», leggendo un'intervista sulla liberalizzazione della proprietà prevista dalla legge sulla concorrenza. Hippocrates parte il primo maggio 2018 e nel primo anno acquisisce cinque farmacie. L'obiettivo dichiarato è una «farmacia italiana in rete», con poca leva promozionale e più servizi: app, click and collect, telemedicina, sfruttando una capillarità che supera quella di banche e uffici postali.
Il farmacista prima di tutto. «Per noi il farmacista non è un dispensatore del farmaco, ma è un professionista a 360 gradi». Il gruppo ha un'Academy interna guidata da un'ex titolare, Silvia Monti, serate culturali in teatri e musei, un piano di welfare per una professione all'80% femminile e il programma di carriera Ready to Grow, che porta fino ai ruoli di area e district manager.
Il rischio di spersonalizzare. Cristian e Guido portano l'obiezione più frequente: con le catene si perde il rapporto con il paziente. Tavaniello risponde che il gruppo acquista farmacie medio grandi, dove il riferimento per i cittadini sono già i collaboratori, e ne garantisce la continuità. Quando qualcuno se ne va interviene anche di persona: «non siamo un lupo mannaro».
Il contratto è una questione di sistema. Il rinnovo riguarda circa 20.000 farmacie. I prezzi dei farmaci di fascia A sono fissati e non seguono l'inflazione, e per le piccole farmacie rurali aumenti troppo alti creano squilibri. Pensare che a frenare l'accordo siano le catene, dice, è «completamente l'opposto della realtà»: Hippocrates paga già sopra i minimi.
Servizi e retribuzione sono due discorsi diversi. I servizi fanno parte della professione, come le nuove tecniche per un medico; quanto debba essere pagata la professione è una discussione legittima ma separata, senza la logica del «gettone».
Il contesto in breve
La legge 124 del 2017 ha aperto la titolarità delle farmacie alle società di capitali, con un limite: nessuno può controllare più del 20% delle farmacie di una regione. La farmacia dei servizi nasce con il decreto legislativo 153 del 2009. Una revisione Cochrane del 2018 su 116 studi indica che i servizi del farmacista possono migliorare il controllo della pressione, con effetti piccoli o nulli su ricoveri e mortalità; su NEJM (2018) i farmacisti nei negozi di barbiere hanno ridotto la pressione sistolica di 21,6 mmHg in più rispetto ai controlli. Dal 7 giugno 2026, infine, il decreto legislativo 96 obbliga a indicare la retribuzione negli annunci di lavoro.
Da portare a casa
- Le catene nascono dalla legge del 2017, con un tetto del 20% per regione.
- Il farmacista è un professionista della salute: i benefici dei servizi sono più chiari sul controllo della pressione.
- Se cerchi lavoro in farmacia, confronta gli annunci: oggi devono indicare lo stipendio.
Le catene di farmacie stanno cambiando il modo in cui si lavora al banco e il rapporto con i cittadini? Dopo molte puntate dedicate ai farmacisti, nell'episodio 92 di Skeptical Health Cristian Valeri e Guido Magrin ascoltano chi guida il gruppo più grande del Paese: Davide Tavaniello, cofondatore e co-CEO di Hippocrates Holding, circa 650 farmacie di proprietà in 15 regioni, e membro del consiglio di presidenza di Federfarma nazionale. Si parla di come è nato il gruppo, del ruolo del farmacista, del rischio di spersonalizzare il servizio, della farmacia dei servizi e del nodo del rinnovo contrattuale.
Perché il tema è urgente oggi
Fino al 2017 una farmacia privata in Italia era, in sostanza, un'impresa di farmacisti. La legge annuale sulla concorrenza ha aperto la titolarità alle società di capitali e, nel giro di pochi anni, sono nati gruppi con centinaia di farmacie. Per chi lavora al banco il cambiamento è concreto: nuovi proprietari, nuove regole organizzative, nuove possibilità di carriera, ma anche il timore di perdere il rapporto personale con il paziente.
Nello stesso periodo la farmacia è diventata un presidio sanitario sempre più ampio: prenotazioni, analisi di prima istanza, telemedicina, vaccinazioni. E sullo sfondo c'è la trattativa per il rinnovo del contratto dei farmacisti dipendenti, uno dei temi che più spesso arrivano nei commenti e nei messaggi privati a Skeptical Health. Capire come ragiona chi guida una catena aiuta a leggere tutte e tre le partite.
Cosa emerge dall'episodio
Chi è Davide Tavaniello
Tavaniello si presenta così: fondatore e amministratore delegato del gruppo Hippocrates, «il primo gruppo a livello italiano», con circa 650 farmacie di proprietà in 15 regioni. Ingegnere gestionale, romagnolo, papà di due bambini. Guida il gruppo insieme all'altro cofondatore e amministratore delegato, Rodolfo Guarino, e siede nel consiglio di presidenza di Federfarma nazionale, la federazione dei titolari di farmacia.
Un caffè, un articolo di giornale e cinque farmacie
Cristian e Guido gli chiedono come sia nata l'idea di aggregare le farmacie. «Un po' per caso», risponde. Mentre aspettava Guarino per un caffè, Tavaniello lesse un'intervista all'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla liberalizzazione della proprietà delle farmacie prevista dalla legge annuale sulla concorrenza. Ne parlarono, studiarono il mercato italiano e i suoi operatori e si convinsero che poteva esistere un operatore diverso, slegato dalle logiche della distribuzione, capace di portare avanti un modello di «farmacia italiana in rete».
Hippocrates diventa operativo il primo maggio 2018. In quell'anno acquisisce solo cinque farmacie, tra settembre e dicembre. Tavaniello ricorda quel periodo come il più formativo: lavorava al computer direttamente in farmacia, tra un incontro e l'altro, e vedeva da vicino la complessità del consiglio, la signora anziana con più problemi, il paziente cronico, il giovane di corsa. È lì, racconta, che ha capito di avere davanti dei professionisti della salute «a 360 gradi».
Sul modello del gruppo è netto: c'è chi punta molto sulla leva promozionale, Hippocrates la usa poco. L'obiettivo dichiarato è portare innovazione, servizi e investimenti che rendano la farmacia più fruibile, con un vantaggio per le comunità in cui le farmacie si trovano.
Il vantaggio della prossimità
Quali erano, nel 2018, i punti deboli da cambiare? Per Tavaniello il sistema italiano aveva già un grande punto di forza: la prossimità. Le farmacie, osserva, hanno superato di gran lunga gli sportelli bancari e gli uffici postali, che nell'immaginario collettivo erano il simbolo della vicinanza al cittadino.
Quella capillarità permetteva di offrire più servizi, alcuni dei quali sono difficili da sostenere per una singola farmacia e più semplici per un gruppo che investe: l'accesso digitale con un'app, il ritiro dei prodotti prenotati online (click and collect), la telemedicina, magari un domani il teleconsulto con un medico in una telecabina dentro la farmacia. Il tutto, ricorda, in un Paese che è tra i più anziani al mondo e il più anziano d'Europa.
Un mondo in crisi esistenziale
Cristian e Guido raccontano che cosa hanno trovato entrando nel mondo della farmacia con le puntate precedenti: un settore «in estrema crisi esistenziale», con opinioni molto diverse sull'arrivo delle catene. Che cosa ha voluto portare Hippocrates a chi lavora al banco?
La risposta parte dal posizionamento del marchio, Lafarmacia.: «per noi il farmacista non è un dispensatore del farmaco, ma è un professionista a 360 gradi», che si prende in carico le esigenze di salute del paziente, fa follow-up e controlla l'aderenza alle terapie. Su questa idea il gruppo ha costruito un'Academy interna. La guida una farmacista che era titolare: la dottoressa Silvia Monti, della Farmacia Santini di Cesena, acquisita dal gruppo. Tavaniello la definisce un «diamante grezzo» e usa il suo caso per spiegare il metodo: «noi arriviamo e ci mettiamo in ascolto», per capire le esigenze del territorio e i talenti da valorizzare.
Oltre alla formazione tecnica e a quella di marketing fatta con le aziende, il gruppo organizza più volte al mese le serate culturali: incontri in teatri o musei, a partecipazione libera, che uniscono formazione e piacere. Sono, dice, gli eventi che funzionano meglio, proprio perché non c'è nessuna forzatura.
Welfare e carriera
Un dato orienta molte scelte: circa l'80% dei farmacisti del gruppo sono donne, molte con figli, e l'equilibrio tra vita privata e lavoro è un tema sempre più rilevante. Per questo Hippocrates ha costruito un piano di welfare aziendale e un accordo di secondo livello che permette di convertire il premio variabile, legato agli obiettivi della singola farmacia, in welfare, così che l'importo lordo diventi di fatto netto.
Poi c'è la carriera. In una farmacia indipendente, osserva Tavaniello senza nulla togliere a questo modello, l'ambizione massima di un collaboratore è di solito diventare facente funzione o, in alcuni casi, direttore. In un gruppo si può diventare area manager, district manager e salire ancora. Il programma interno che accompagna questi percorsi si chiama Ready to Grow.
Il rischio di spersonalizzare il servizio
Cristian e Guido portano in puntata una delle obiezioni più frequenti: con le catene il turnover del personale aumenta e si perde la presa in carico del cittadino, mentre una volta il farmacista conosceva tutti, un po' come il parroco.
Tavaniello risponde con un criterio di acquisizione. Il gruppo compra farmacie medio grandi, con un fatturato medio intorno a 1,5-1,6 milioni di euro. Nelle farmacie piccole, spiega, il titolare è molto presente e ha relazioni forti con i clienti; in quelle più grandi il titolare si occupa spesso di burocrazia e fornitori, e il punto di riferimento per la comunità sono già i collaboratori. Per questo, dopo l'acquisizione, il gruppo garantisce la continuità dei collaboratori.
Riconosce però che a volte qualcuno lascia, soprattutto chi ha lavorato una vita in una farmacia indipendente e fatica ad adattarsi a un modo diverso di lavorare. Quando lo viene a sapere, dice, interviene anche di persona: prima di entrare il gruppo incontra tutti i collaboratori per spiegare che «non siamo un lupo mannaro». Nella grande maggioranza dei casi, racconta, c'è voglia di mettersi in gioco; una minoranza decide diversamente. E ai farmacisti chiede soprattutto di sapere che cosa non funziona, perché senza conoscere il problema non si può intervenire. Sono i momenti in cui si torna ad avere «l'orecchio bello attaccato al marciapiede».
Il nodo del contratto
Il tema più atteso arriva dai commenti: il rinnovo del contratto dei farmacisti dipendenti. Cristian e Guido lo pongono da due lati: perché serve un minimo contrattuale, se un'azienda può pagare a valore di mercato, e perché il rinnovo non si chiude, se è così importante.
Tavaniello condivide la premessa («sfondate una porta aperta»): il rinnovo deve riconoscere l'importanza del ruolo del farmacista, e secondo lui è anche la volontà di Federfarma. Il punto è trovare un equilibrio di sistema. Il contratto non riguarda Hippocrates, ma circa 20.000 farmacie. Un gruppo grande, che già paga sopra i minimi, ne sarebbe toccato meno; il problema sono le farmacie più piccole, spesso il vero presidio sanitario nelle zone rurali.
La spiegazione passa dai prezzi dei farmaci. Quelli di fascia A, rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, hanno prezzi definiti che non si muovono con l'inflazione, e se cambiano è più facile che scendano. Una larga parte del fatturato resta quindi ferma mentre i costi crescono: in termini reali, dice, si perde valore. Solo la fascia C, con aumenti ogni due anni, e la parte commerciale possono crescere. Anche volendo girare tutto ai collaboratori, c'è un tetto oltre il quale una piccola farmacia va in squilibrio.
Cristian e Guido ricordano che lo stesso schema si ritrova nei contratti di infermieri e medici, e citano i circa 3.500 dipendenti del gruppo. Tavaniello risponde che per Hippocrates non ci sono sorprese, perché le precauzioni sono già nei budget, e ci tiene a chiarire un punto: chi pensa che siano le catene a frenare la firma del contratto ha un'idea che per lui è «completamente l'opposto della realtà». Sugli stipendi richiama la nuova normativa che obbliga a indicare la retribuzione negli annunci di lavoro: chiunque, dice, può fare il confronto, e «noi siamo quelli che pagano di più», per attrarre i professionisti più qualificati.
Un importo giusto? Su questo Tavaniello non si sbilancia e rimanda ai comunicati di Federfarma, aggiungendo che la proposta della federazione prevede un importo differenziato per il farmacista, proprio per riconoscerne il valore di operatore sanitario.
Farmacia dei servizi: parte del lavoro o lavoro in più?
L'ultimo nodo riguarda la farmacia dei servizi. Cristian e Guido riportano la voce di molti farmacisti: elettrocardiogrammi, telemedicina e vaccini richiedono corsi integrativi, tolgono tempo, aggiungono responsabilità senza essere pagati a parte. Allo stesso tempo, notano, per alcune piccole farmacie i servizi sono proprio ciò che garantisce un margine in più.
Tavaniello parte dai passi avanti: il farmacista oggi è riconosciuto come operatore sanitario e la farmacia è stata inserita nel DM 77 sull'assistenza territoriale. Chi si è laureato anni fa non ha studiato i servizi perché non esistevano, mentre nei nuovi percorsi di laurea ci sono; per gli altri serve formazione, come accade ai medici che imparano nuove tecniche. Il ruolo, insiste, si muove con le esigenze delle comunità, non «di Ippocrate o di Galeno».
Per questo tiene separate due questioni. I servizi sono parte della professione; quanto debba essere pagata la professione è un'altra discussione, legittima. Collegarle porterebbe a una logica del «do ut des», un «gettone» per ogni attività, che a suo giudizio è lontana da come funziona l'ambito sanitario.
Il futuro
In chiusura, il futuro del gruppo: continuare a crescere e, perché no, provare a raddoppiare nei prossimi anni. Nel breve periodo Hippocrates resterà nelle sue 15 regioni, ma non esclude di diventare un operatore davvero nazionale, anche perché, racconta, qualche chiamata dal Sud e dalla Sicilia è già arrivata. Come ospite per una prossima puntata suggerisce proprio Silvia Monti: un'ex titolare che, dopo trent'anni da indipendente, ha abbracciato il cambiamento fino a diventarne il motore.
Cosa dice la scienza
Cosa ha cambiato la legge sulla concorrenza del 2017
L'articolo che Tavaniello lesse quella mattina riguardava la legge 4 agosto 2017, n. 124, la legge annuale per il mercato e la concorrenza. Il comma 157 dell'articolo 1 ha riscritto l'articolo 7 della legge 362 del 1991: oggi possono essere titolari di una farmacia privata le persone fisiche, le società di persone, le società di capitali e le cooperative a responsabilità limitata. La direzione della farmacia resta affidata a un farmacista idoneo, e la partecipazione a queste società è incompatibile con l'esercizio della professione medica e con attività nella produzione e nell'informazione scientifica del farmaco.
Il comma 158 fissa il limite che disegna il mercato delle catene: un singolo soggetto può controllare, direttamente o indirettamente, non più del 20% delle farmacie di una stessa regione o provincia autonoma. Il rispetto del tetto è affidato all'Autorità garante della concorrenza e del mercato. È anche per questo che un gruppo come Hippocrates cresce allargandosi a più regioni, e non concentrandosi in una sola.
La farmacia dei servizi: cosa prevede la norma
Il perimetro dei servizi di cui si discute in puntata è stato definito dal decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, come ricostruisce il Ministero della Salute. Alle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale sono stati affidati, tra gli altri compiti:
- la collaborazione ai programmi per il corretto uso dei farmaci e per favorire l'aderenza dei pazienti alle terapie;
- la partecipazione all'assistenza domiciliare integrata, a supporto del medico di famiglia e del pediatra;
- i programmi di educazione sanitaria e le campagne di prevenzione;
- le analisi di prima istanza nell'ambito dell'autocontrollo;
- i servizi di secondo livello su prescrizione del medico, anche con personale infermieristico;
- la prenotazione delle visite specialistiche tramite CUP, il pagamento del ticket e il ritiro dei referti.
I decreti attuativi sono arrivati tra il dicembre 2010 e il luglio 2011. È la cornice dentro cui si inseriscono la telemedicina in farmacia e le attività più recenti, e spiega perché i farmacisti laureati prima di quegli anni abbiano dovuto formarsi su compiti che all'università non avevano incontrato.
Che cosa dicono gli studi sui servizi del farmacista
Il farmacista come professionista che segue il paziente, e non solo come chi consegna il farmaco, è la visione che Tavaniello mette al centro. La sintesi più solida su che cosa producano questi servizi è una revisione Cochrane del 2018 (de Barra e colleghi), che ha raccolto 116 studi randomizzati sui servizi non legati alla dispensazione, offerti soprattutto in farmacie di comunità e ambulatori: 111 confrontavano gli interventi del farmacista con l'assistenza abituale, su quasi 40.000 partecipanti.
I risultati sono differenziati. I servizi del farmacista possono ridurre la quota di pazienti con la pressione fuori target (18 studi, odds ratio 0,40, certezza bassa) e migliorare leggermente il funzionamento fisico. Probabilmente fanno poca o nessuna differenza su accessi in ospedale e ricoveri (certezza moderata) e possono fare poca differenza sulla mortalità; sull'emoglobina glicata il risultato è incerto. Gli autori invitano alla prudenza, perché studi, popolazioni e interventi sono molto eterogenei. Il risultato più consistente, in sintesi, riguarda il controllo della pressione.
Quando il farmacista va dove sono le persone
Un esempio di quanto possa contare la prossimità viene da uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2018 (Victor e colleghi). A Los Angeles i ricercatori hanno arruolato 319 uomini afroamericani con pressione alta non controllata, clienti di 52 barbieri. Nei negozi assegnati all'intervento, i barbieri invitavano i clienti a incontrare, direttamente nel negozio, farmacisti con una formazione specifica che gestivano la terapia in accordo con i medici dei pazienti; negli altri, i barbieri consigliavano stile di vita sano e visite dal medico.
Dopo sei mesi la pressione sistolica era scesa di 27 mmHg nel gruppo con il farmacista e di 9,3 mmHg nel gruppo di controllo: una differenza di 21,6 mmHg. Valori sotto 130/80 sono stati raggiunti dal 63,6% dei partecipanti seguiti dal farmacista, contro l'11,7% dei controlli. In Italia il farmacista non prescrive, e il modello non si trasferisce così com'è; ma lo studio mostra bene il potenziale di un professionista competente nei luoghi che le persone frequentano già, che è l'argomento della capillarità usato in puntata.
Lo stipendio negli annunci: cosa prevede la nuova norma
La nuova regola sugli annunci citata da Tavaniello è il decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96, che recepisce la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza retributiva ed è in vigore dal 7 giugno 2026. L'articolo 5 prevede che ai candidati siano fornite indicazioni sulla retribuzione iniziale o sulla relativa fascia, sulla base di criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, insieme alle disposizioni del contratto collettivo applicato, e che queste informazioni compaiano negli avvisi con cui si offre il lavoro. Al candidato, inoltre, non si può chiedere quanto guadagna o guadagnava nei rapporti di lavoro attuali o precedenti, nemmeno tramite agenzie di selezione.
Per chi cerca lavoro in farmacia significa poter confrontare le offerte prima del colloquio: proprio l'esercizio di benchmarking a cui Tavaniello invita chiunque.
Le criticità reali
L'equilibrio tra grandi e piccoli. Come spiega Tavaniello, un contratto unico deve reggere sia per un gruppo che paga sopra i minimi sia per la piccola farmacia rurale, dove una larga parte dei ricavi dipende da prezzi fissati dallo Stato.
La relazione con il paziente. Il valore della farmacia sotto casa è anche umano. Ogni volta che un collaboratore storico se ne va, il paziente perde un punto di riferimento: il gruppo dice di lavorare per evitarlo, ma è un rischio che lo stesso Tavaniello riconosce.
Servizi e formazione. La farmacia dei servizi chiede competenze che molti farmacisti non hanno studiato all'università. Senza formazione adeguata e tempo dedicato, il rischio è che i servizi vengano vissuti come un carico in più invece che come parte della professione.
Le aspettative dei farmacisti. Nei messaggi che arrivano a Skeptical Health ricorrono frustrazione e senso di scarso riconoscimento, soprattutto dove il costo della vita è alto. Tavaniello stesso parla di insoddisfazione da comprendere.
Una domanda per riflettere. Se i servizi sono parte della professione e la retribuzione è una discussione separata, come si fa a riconoscere a chi li offre ogni giorno il valore che il cittadino percepisce?
Cosa può cambiare
Dalla puntata emergono alcune direzioni. La prima è la formazione continua: Academy, percorsi dedicati e nuovi piani di studio possono avvicinare i farmacisti già in servizio ai compiti della farmacia dei servizi. La seconda è la trasparenza: con l'obbligo di indicare lo stipendio negli annunci, i farmacisti possono confrontare le offerte e le farmacie hanno un motivo in più per competere anche sulle condizioni di lavoro.
La terza riguarda le carriere: percorsi strutturati, welfare e attenzione all'equilibrio tra vita e lavoro possono rendere più attrattiva una professione composta in grande maggioranza da donne. Infine c'è il ruolo della farmacia nel territorio: le evidenze sui servizi del farmacista sono più solide dove c'è un obiettivo clinico misurabile, come la pressione arteriosa, ed è lì che la capillarità delle farmacie, singole o in rete, può dare il contributo maggiore.
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Conclusione
Davide Tavaniello racconta la farmacia italiana dal punto di vista di chi, in otto anni, è passato da cinque a circa 650 farmacie. Il suo è il ritratto di un farmacista professionista della salute, sostenuto da formazione, welfare e percorsi di carriera, e di una farmacia che sfrutta la propria capillarità per offrire più servizi a un Paese che invecchia. Sul contratto, il suo messaggio è che il nodo non sono le catene ma l'equilibrio di un sistema fatto di 20.000 farmacie molto diverse. Le fonti completano il quadro: la legge del 2017 ha aperto la proprietà alle società di capitali con un tetto del 20% per regione, la farmacia dei servizi ha una cornice normativa dal 2009, gli studi indicano benefici soprattutto sul controllo della pressione e, dal giugno 2026, lo stipendio deve comparire negli annunci di lavoro.
→ Ascolta l'episodio 92 di Skeptical Health con Davide Tavaniello per il racconto completo.
I dati chiave
- Circa 650: le farmacie di proprietà del gruppo Hippocrates in 15 regioni, partito con 5 farmacie nel 2018 (dato riportato nell'episodio 92)
- 80%: la quota di donne tra i farmacisti del gruppo, secondo Tavaniello (episodio 92)
- 20.000: le farmacie coinvolte dal rinnovo del contratto, nella semplificazione usata da Tavaniello (episodio 92)
- 20%: la quota massima di farmacie di una regione che un singolo soggetto può controllare (legge 124/2017, art. 1, comma 158)
- 116 studi: quelli raccolti dalla revisione Cochrane sui servizi del farmacista per pazienti non ricoverati; odds ratio 0,40 per la pressione fuori target (de Barra et al., Cochrane 2018)
- 21,6 mmHg: la riduzione in più della pressione sistolica ottenuta con i farmacisti nei negozi di barbiere (Victor et al., NEJM 2018)
- 7 giugno 2026: la data da cui gli annunci di lavoro devono indicare la retribuzione iniziale o la sua fascia (decreto legislativo 96/2026, art. 5)
Takeaway
Le catene sono figlie di una legge precisa. Dal 2017 una società di capitali può essere titolare di farmacia, ma non può controllare più del 20% delle farmacie di una regione.
Il farmacista è un professionista della salute. Aderenza, follow-up e servizi fanno parte del suo lavoro, e gli studi mostrano benefici soprattutto sul controllo della pressione.
Il contratto è una questione di sistema. Prezzi fissi della fascia A e piccole farmacie rurali spiegano, secondo Tavaniello, perché il rinnovo è difficile da chiudere.
Se cerchi lavoro, confronta le offerte. Dal giugno 2026 gli annunci devono indicare la retribuzione o la sua fascia, e nessuno può chiederti quanto guadagnavi prima.
Domande frequenti
Cos'è Hippocrates Holding?
È il primo gruppo di farmacie in Italia per numero di farmacie di proprietà: circa 650 in 15 regioni, secondo quanto racconta nell'episodio 92 il cofondatore e co-CEO Davide Tavaniello. Il gruppo è nato nel 2018 dopo la legge annuale sulla concorrenza, con cinque farmacie acquisite nel primo anno, e opera con il marchio Lafarmacia.
Da quando in Italia una società di capitali può essere titolare di una farmacia?
Dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge 4 agosto 2017, n. 124), in vigore dal 29 agosto 2017. La legge ha ammesso tra i titolari di farmacia privata anche le società di capitali, ma ha fissato un tetto: un singolo soggetto non può controllare più del 20% delle farmacie di una stessa regione o provincia autonoma.
Cos'è la farmacia dei servizi?
È l'insieme dei compiti che il decreto legislativo 153 del 2009 ha affidato alle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, oltre alla dispensazione dei farmaci: sostegno all'aderenza terapeutica, analisi di prima istanza, prenotazioni CUP, assistenza domiciliare integrata, campagne di prevenzione e servizi di secondo livello su prescrizione del medico.
I servizi del farmacista migliorano la salute dei pazienti?
In parte sì. Una revisione Cochrane del 2018 su 116 studi indica che i servizi del farmacista, rispetto all'assistenza abituale, possono ridurre la quota di pazienti con pressione fuori target, con evidenza di bassa certezza. Su ricoveri e mortalità, invece, la differenza risulta piccola o nulla.
Perché il rinnovo del contratto dei farmacisti è difficile?
Secondo Davide Tavaniello, che siede nel consiglio di presidenza di Federfarma nazionale, il contratto vale per circa 20.000 farmacie e deve tenere insieme realtà molto diverse. I farmaci di fascia A hanno prezzi fissati e non seguono l'inflazione: per le farmacie più piccole, spesso presidi rurali, aumenti troppo alti rischiano di creare uno squilibrio economico.
Gli annunci di lavoro devono indicare lo stipendio?
Sì, dal 7 giugno 2026. Il decreto legislativo 96 del 2026, che recepisce la direttiva europea sulla trasparenza retributiva, prevede che gli annunci indichino la retribuzione iniziale o la sua fascia e il contratto collettivo applicato. Al candidato non si può chiedere quanto guadagnava nei lavori precedenti.
Che carriera può fare un farmacista in una catena?
Nell'episodio 92 Tavaniello spiega che in una farmacia indipendente il farmacista di solito arriva al massimo a facente funzione o direttore, mentre in un gruppo può diventare area manager o district manager. Hippocrates ha creato per questo il programma Ready to Grow, insieme a un'Academy interna e a un piano di welfare aziendale.
Fonti
- Legge 4 agosto 2017, n. 124: Legge annuale per il mercato e la concorrenza, art. 1, commi 157-158. Gazzetta Ufficiale n. 189 (2017), Normattiva
- Ministero della Salute: La farmacia dei servizi, decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153 e decreti attuativi (aggiornato 2024)
- de Barra M et al.: Pharmacist services for non-hospitalised patients. Cochrane Database of Systematic Reviews (2018)
- Victor RG et al.: A Cluster-Randomized Trial of Blood-Pressure Reduction in Black Barbershops. New England Journal of Medicine (2018)
- Decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96: Attuazione della direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, art. 5. Gazzetta Ufficiale n. 125 (2026), Normattiva