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Prevenzione + Territorio = Futuro

Giacomo Cosentino Basaglia su screening in Lombardia, tir della prevenzione nelle valli, case di comunità e autonomia regionale, al Milano Life Science Forum.

Prevenzione + Territorio = Futuro
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Giacomo Cosentino Basaglia — Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, commissione sanità

Ultimo aggiornamento: 2026-09-23

Quanto tempo hai?

Giacomo Cosentino Basaglia è vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia e siede in commissione sanità. La cosa che lo distingue, e che dice lui stesso, è di occuparsi soprattutto delle «zone un po' più disagiate»: non Milano, che «va più o meno da sola», ma il confine, la montagna, l'alto Varesotto dove abita.

È un punto di vista utile, perché quasi tutto quello che si racconta della sanità lombarda è la sanità dei grandi centri. Otto minuti di intervista, e molti temi: screening, prevenzione, case di comunità, personale, autonomia.


Gli screening: i numeri della Lombardia

Il primo dato che porta è il volume: secondo Cosentino Basaglia, la Lombardia invita 3 milioni di persone l'anno agli screening oncologici. Di queste, 1 milione di donne per lo screening mammografico, con un'adesione del 54%. «Percentuali molto importanti che ci stanno ripagando», commenta.

Per curiosità, nel 2024 l'adesione media italiana allo screening mammografico è stata del 50%. Il dato lombardo è quindi sopra la media nazionale. Il valore più alto è quello della Provincia autonoma di Trento, al 74%.

Gli altri due programmi nazionali hanno adesioni diverse: nel 2024 il 51% per lo screening cervicale e il 33,3% per il colorettale. Complessivamente, oltre 7,6 milioni di persone della popolazione bersaglio sono rimaste fuori dai programmi gratuiti.

Una domanda per riflettere. Su un milione di inviti, un'adesione del 54% vuol dire quasi mezzo milione di donne che ricevono la lettera e non si presentano. Che cosa le tiene lontane? La risposta successiva dell'intervista va proprio in questa direzione.


I tir della prevenzione: portare il servizio dove stanno le persone

Alla domanda su dove si debba andare per migliorare l'adesione, la risposta è concreta:

«Andare a Milano a fare gli screening è più semplice; nelle zone più periferiche, più montane è un po' più complicato per gli spostamenti, magari anche per l'età delle persone.» Quindi: i tir della prevenzione nelle piazze dei paesi più lontani, gli screening nelle carceri, gli screening nelle aziende con politiche mirate ai lavoratori. E in parallelo, digitalizzare inviti e refertazione.

È una risposta che coglie il punto. L'adesione non misura la buona volontà dei cittadini: misura la distanza fra il cittadino e il servizio, chilometri, orari di lavoro, capacità di prendersi una mattina. Portare il servizio dove sta la persona agisce proprio su quella distanza. Le carceri e i luoghi di lavoro sono, per lo stesso motivo, le due popolazioni che gli inviti postali raggiungono meno.

È anche una scelta che ha un costo: un tir che gira le valli eroga meno prestazioni all'ora di un ambulatorio milanese. È un investimento in equità più che in efficienza, e ha senso dirlo apertamente.


Lo screening della prostata: il contesto

C'è un passaggio citato di sfuggita: «siamo partiti appena un anno fa con lo screening per il tumore alla prostata».

La Lombardia ha avviato il programma nel novembre 2024, gratuito, su invito tramite fascicolo sanitario elettronico, partendo dagli uomini di 50 anni con l'obiettivo di estenderlo alla fascia 50-69.

Per curiosità, lo screening della prostata non è uno dei programmi di screening nazionali, per ragioni tecniche. Il PSA non è un test specifico: può risultare elevato in presenza di un tumore ma anche per infezioni o infiammazioni. Un risultato positivo può quindi avviare una serie di esami invasivi e di trattamenti potenzialmente non necessari, a fronte di una malattia assente oppure indolente, cioè che non avrebbe mai dato problemi nell'arco della vita. È il tema della sovradiagnosi.

A livello europeo, un programma nazionale di screening prostatico annuale esiste sostanzialmente solo in Lituania; nel 2022 il Consiglio dell'UE ha raccomandato di valutare programmi organizzati basati su PSA e risonanza magnetica, da introdurre in modo graduale e sperimentale. Il dibattito scientifico resta aperto: alcuni studi mostrano riduzioni di mortalità specifica, altri non le confermano, e il punto discusso resta il rapporto fra vite salvate ed effetti avversi dei trattamenti.

In questo quadro, il programma lombardo è una scelta innovativa, che potrà essere valutata sugli esiti nel tempo.

Una domanda per riflettere. Quando si riceve un invito a uno screening, quante informazioni si hanno su benefici e possibili effetti indesiderati del test?


«Più investiamo in prevenzione, più riduciamo i costi»

È la frase che apre il video, ed è una tesi che in questa serie è tornata spesso: «più investiamo in prevenzione, più riduciamo i costi per la gestione cronica del paziente, riduciamo i ricoveri, riduciamo gli interventi chirurgici più complessi; l'investimento ha un ritorno molto più importante del costo».

La prevenzione riduce ricoveri, complicanze e interventi: su questo c'è ampio accordo.

Una domanda per riflettere. Se la prevenzione produce anni di vita in buona salute, quanto conta che faccia anche risparmiare? È un tema che abbiamo incontrato anche con Nicoletta Luppi.


Le case di comunità: l'edificio è arrivato prima delle persone

Sul modello territoriale, Cosentino Basaglia è diretto: «abbiamo avuto un investimento dall'Europa sull'immobile, ma anche l'investimento poi sulle persone, che è la difficoltà, perché facciamo fatica a trovare il personale».

I numeri vanno nella stessa direzione. Secondo la relazione della Corte dei conti del 13 febbraio 2026 sulla Missione Salute del PNRR, le case della comunità operative sono 781 sulle 1.412 programmate dalle Regioni. Su un perimetro più ampio di 1.722 strutture, che la Corte usa per l'analisi dei servizi, quelle che garantiscono tutti i servizi obbligatori (presenza medica 24 ore su 24 negli hub, 12 ore per 6 giorni negli spoke, presenza infermieristica continuativa) sono 66 su 1.722, cioè il 3,8%.

Il PNRR ha finanziato i muri. Il personale che deve starci dentro non era nel finanziamento.

Sul come, Cosentino Basaglia dice una cosa che ha fatto discutere: «stiamo anche assumendo infermieri all'estero, ci siamo anche presi qualche critica, ma se non ne troviamo in Italia è un po' complicato». Il contesto: alla Lombardia mancano circa 9.500 infermieri, 3.500 nelle residenze, 4.500 nelle strutture sanitarie, 1.500 infermieri di famiglia, e i reclutamenti dall'estero realizzati (progetti Samaritanus Care e Magellano, con India e Sud America) ne hanno portati circa 200.

Duecento su novemilacinquecento: circa il 2%. Il nodo di fondo resta quello visto discutendo i dati OCSE: 17 nuovi laureati in infermieristica ogni 100.000 abitanti in Italia contro 43 di media OCSE.


Il confine, e il doppio stipendio

La parentesi personale è la parte più concreta dell'intervista: «abito in una zona di confine, alto Varesotto. Abbiamo anche il problema della Svizzera, che avendo stipendi tre-quattro volte i nostri, molte persone vanno di là».

Per curiosità, secondo Il Giorno un infermiere italiano guadagna intorno ai 1.700 euro netti al mese, e un frontaliere in Svizzera circa il doppio. A venti minuti di macchina, con lo stesso titolo di studio, è una differenza che aiuta a capire cosa succede nelle province di confine.

Una domanda per riflettere. Con un divario retributivo così ampio a pochi chilometri, quanto possono pesare le altre leve di attrattività, ambiente, tecnologia, carriera?


L'attrattività: i robot, e quello che i robot possono fare

Sul come trattenere e motivare il personale, la risposta punta sulla tecnologia: «nuove tecnologie che rendono i luoghi ospedalieri più attrattivi. I robot chirurgici ce li chiedono tutti». Cita il robot chirurgico urologico dell'ospedale di Circolo di Varese, con oltre 300 interventi annui e uno staff giovane e motivato; e l'idea, che gli arriva dai chirurghi delle zone di confine, di un robot itinerante, più semplice, spostabile, per rendere attraenti anche le sedi periferiche.

L'osservazione sottostante è spesso ignorata: per un giovane specialista, la disponibilità di casistica e di tecnologia è una variabile di carriera, non un capriccio. Chi si forma su un robot lo cerca dove c'è. In questo senso la tecnologia è davvero una leva di attrattività per i chirurghi.

Una domanda per riflettere. La carenza più ampia oggi riguarda gli infermieri. Quali leve servono per chi vive la giornata in reparto, e per quello «stremo emotivo» di cui parlava la domanda?


L'autonomia: la proposta e il quadro attuale

L'ultimo tratto è il più politico, e contiene un meccanismo economico preciso.

«Se riuscissimo a portare a casa questa benedetta autonomia, riusciremmo anche ad aumentare gli stipendi del nostro personale.» E il come: «chiediamo ai ministeri di trasferirci le risorse che già sono destinate alla Lombardia; visto che noi siamo un pochettino più bravi, garantiremmo i medesimi servizi con un risparmio, quindi avremmo un avanzo di bilancio che riusciremmo a reinvestire dove vogliamo, e in questo caso negli stipendi del personale».

Per curiosità, ecco come funzionano oggi alcuni degli elementi in gioco.

La sanità è già organizzata su base regionale. Il Fondo sanitario nazionale viene ripartito fra le Regioni, che gestiscono il proprio bilancio sanitario. L'autonomia differenziata riguarda soprattutto la compartecipazione al gettito dei tributi erariali generati sul territorio, che è un meccanismo diverso dal riparto del fondo sanitario.

Gli stipendi base sono fissati a livello nazionale. Le retribuzioni tabellari del personale del Servizio sanitario nazionale sono stabilite dal contratto collettivo nazionale. Una Regione può alimentare i fondi contrattuali aziendali, e quindi la parte accessoria: indennità, premi, assunzioni.

La Corte costituzionale si è pronunciata. Con la sentenza n. 192 del 2024, la Consulta ha dichiarato incostituzionali diversi profili della legge sull'autonomia differenziata: fra gli altri, la possibilità di trasferire intere materie invece di singole funzioni, il trasferimento va giustificato funzione per funzione, secondo sussidiarietà, e gran parte della disciplina sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni. Sulla parte finanziaria ha rilevato che la legge prevedeva insieme l'invarianza finanziaria e la definizione dei LEP, che richiede risorse.

Alla domanda finale, «questo rischierebbe di creare un divario nord-sud?», la risposta è: «no, stimolerebbe anche le altre regioni a essere più efficienti».

Per curiosità, sugli screening che lui stesso cita, l'adesione mammografica va oggi dal 74% della Provincia di Trento al 15,2% della Calabria; sul colorettale, dal 64,1% della Valle d'Aosta al 4,5% della Calabria. La Corte dei conti rileva differenze territoriali anche nell'attuazione del PNRR sanitario.

Una domanda per riflettere. Perché la competizione fra Regioni spinga le ultime a migliorare, di quali strumenti hanno bisogno le Regioni che partono più indietro?


Il punto

In otto minuti, Cosentino Basaglia mette sul tavolo una proposta operativa molto concreta e una visione politica sul futuro della sanità lombarda.

La proposta è portare la prevenzione dove stanno le persone, i tir nelle piazze, le carceri, le aziende, perché l'adesione è anche una questione di distanza. È concreta, ha un costo, e agisce sulle zone più difficili da raggiungere.

La visione è che l'autonomia possa liberare risorse per il personale. Il quadro attuale, contratto nazionale, riparto del fondo sanitario, sentenza 192/2024, è il contesto in cui quella proposta si muove.

In mezzo c'è la cosa che conta di più, e che lui dice per primo: il PNRR ha pagato gli immobili, le persone no. Finché su 1.722 case della comunità solo 66 hanno il personale per funzionare pienamente, il territorio resta un edificio.

Guarda l'intervento completo con Giacomo Cosentino Basaglia, registrato al Milano Life Science Forum 2025 in Assolombarda.


I numeri citati nell'intervento

  1. 3 milioni di inviti l'anno agli screening in Lombardia, 1 milione di donne per il mammografico: cifre citate da Cosentino Basaglia.
  2. 54% di adesione allo screening mammografico, secondo Cosentino Basaglia. Per curiosità, la media nazionale 2024 è del 50% e il valore più alto è il 74% della P.A. di Trento. Adesione nazionale 2024: 51% cervicale, 33,3% colorettale; oltre 7,6 milioni di persone fuori dai programmi.
  3. Screening della prostata partito «un anno fa»: il programma lombardo è partito nel novembre 2024. Per curiosità, non è uno dei programmi nazionali, per il rischio di falsi positivi, sovradiagnosi e trattamenti non necessari.
  4. «Più prevenzione, meno costi», secondo Cosentino Basaglia.
  5. Case di comunità, «investimento sull'immobile» e difficoltà sul personale: Corte dei conti, 13 febbraio 2026: 781 operative su 1.412 programmate, 66 su 1.722 (3,8%) garantiscono tutti i servizi obbligatori.
  6. Infermieri assunti dall'estero: circa 200 (progetti Samaritanus Care e Magellano, India e Sud America), a fronte di una carenza stimata in 9.500 in Lombardia.
  7. Stipendi svizzeri «tre-quattro volte i nostri», secondo Cosentino Basaglia. Per curiosità, Il Giorno riporta circa 1.700 euro netti al mese in Italia e circa il doppio per un frontaliere.
  8. Robot chirurgico urologico a Varese, oltre 300 interventi annui: cifra citata da Cosentino Basaglia.
  9. «L'autonomia farebbe aumentare gli stipendi», secondo Cosentino Basaglia. Per curiosità, oggi le retribuzioni tabellari sono fissate dal CCNL nazionale, e la sentenza 192/2024 della Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali diversi profili della legge 86/2024.
  10. «Non creerebbe divario nord-sud», secondo Cosentino Basaglia. Per curiosità, oggi l'adesione mammografica va dal 74% di Trento al 15,2% della Calabria; il colorettale dal 64,1% della Valle d'Aosta al 4,5% della Calabria.

Takeaway

  • L'adesione agli screening dipende anche dalla distanza: portare il servizio nelle piazze, nelle carceri e nelle aziende agisce proprio su quella distanza.
  • Un'adesione del 54% allo screening mammografico è sopra la media italiana; quasi una donna invitata su due, però, non si presenta.
  • Lo screening della prostata non è fra i tre programmi nazionali, per il tema dei falsi positivi e della sovradiagnosi. Il programma lombardo potrà essere valutato sugli esiti nel tempo.
  • La prevenzione produce anni di vita in buona salute e, secondo Cosentino Basaglia, riduce ricoveri e costi della cronicità.
  • Il PNRR ha finanziato le case di comunità, non il personale che deve starci dentro: al febbraio 2026 il 3,8% garantiva tutti i servizi obbligatori.
  • Gli stipendi base del personale sanitario sono fissati dal contratto nazionale; le Regioni possono agire sulla parte accessoria.

Domande frequenti

Quante persone aderiscono davvero agli screening oncologici?

Nel 2024, a livello nazionale, ha aderito il 50% delle donne invitate allo screening mammografico, il 51% a quello cervicale e il 33,3% delle persone invitate allo screening colorettale. Oltre 7,6 milioni di persone della popolazione bersaglio sono rimaste fuori dai programmi gratuiti, soprattutto al Sud. Il 54% di adesione mammografica citato per la Lombardia è sopra la media nazionale; il valore più alto è il 74% della Provincia autonoma di Trento.

Lo screening per il tumore alla prostata è raccomandato?

Non rientra fra i tre screening nazionali. Il PSA può risultare alto anche per infezioni o infiammazioni, e un risultato positivo può avviare una serie di esami e trattamenti per una malattia assente o indolente. La Lombardia ha avviato il proprio programma nel novembre 2024, e il dibattito scientifico sul tema resta aperto.

La prevenzione fa risparmiare?

Secondo Cosentino Basaglia sì: più si investe in prevenzione, più si riducono i costi per la gestione cronica, i ricoveri e gli interventi chirurgici più complessi. Il valore della prevenzione si misura anche in anni di vita in buona salute.

Quante case di comunità funzionano davvero?

Poche. Secondo la relazione della Corte dei conti del 13 febbraio 2026, solo 66 strutture su 1.722, il 3,8%, garantiscono tutti i servizi obbligatori, cioè presenza medica 24 ore su 24 negli hub e 12 ore per 6 giorni negli spoke, più la presenza infermieristica continuativa. Le strutture operative sono 781. L'edificio, insomma, è arrivato prima delle persone.

Come funzionano oggi stipendi e autonomia in sanità?

Gli stipendi base del personale del Servizio sanitario sono fissati dal contratto collettivo nazionale; le Regioni possono intervenire sulla parte accessoria. Sull'autonomia differenziata, la Corte costituzionale con la sentenza 192/2024 ha dichiarato incostituzionali diversi profili della legge 86/2024, fra cui aspetti legati alle risorse per i livelli essenziali delle prestazioni.

Fonti

  1. Mondo Respiro: sintesi del Rapporto GIMBE sugli screening oncologici 2024: adesione nazionale 50% mammografico, 51% cervicale, 33,3% colorettale; migliore la P.A. di Trento (74% mammografico), peggiore la Calabria (15,2%); oltre 7,6 milioni di persone fuori dai programmi
  2. AIRC: screening gratuito per il tumore alla prostata in Lombardia dal novembre 2024: perché il PSA non rientra fra i programmi di screening nazionali (falsi positivi, sovradiagnosi, trattamenti non necessari)
  3. Corte dei conti, relazione del 13 febbraio 2026 sulla Missione Salute del PNRR: 781 case della comunità operative su 1.412 programmate, ma solo 66 su 1.722 (3,8%) garantiscono tutti i servizi obbligatori; divari Nord-Sud confermati
  4. Il Giorno (24 dicembre 2024): alla Lombardia mancano circa 9.500 infermieri; circa 200 assunti da India e Sud America con i progetti Samaritanus Care e Magellano; un infermiere italiano guadagna circa 1.700 euro netti al mese, un frontaliere in Svizzera circa il doppio
  5. Corte costituzionale, sentenza n. 192/2024 sull'autonomia differenziata: dichiarati incostituzionali diversi profili della legge 86/2024, fra cui il trasferimento di intere materie anziché di singole funzioni e la disciplina sulla determinazione dei LEP; rilevata la contraddizione fra invarianza finanziaria e risorse necessarie
  6. Skeptical Health on tour x Assolombarda: Milano Life Science Forum 2025 #9 Prevenzione + Territorio = Futuro, con Giacomo Cosentino Basaglia (2025)
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