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Perché la Lombardia Porta la Prevenzione a Bruxelles

Vaccini e screening danno benefici per anni ma restano spesa corrente: Nicoletta Luppi spiega al Parlamento europeo perché vanno contati come investimento.

Perché la Lombardia Porta la Prevenzione a Bruxelles
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Scritto da Cristian Valeri con Guido Magrin

Co-fondatore Skeptical Health · Infermiere Case Manager

Co-fondatore Skeptical Health · CEO & Co-Founder TeiaCare

Intervista con Nicoletta Luppi — Presidente e AD di MSD Italia, vicepresidente Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences

Ultimo aggiornamento: 2026-10-19

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Un anno dopo l'intervista al Milano Life Science Forum, ritroviamo Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia e vicepresidente di Assolombarda con delega all'Europa e alle Life Sciences. Questa volta siamo a Bruxelles, al Parlamento europeo, per il Milano Life Sciences Forum Brussels Edition 2026 promosso da Assolombarda: "Prevenzione come investimento. Una priorità europea".

La domanda è la stessa di allora, portata un livello più su: perché vaccinazioni e screening, che producono benefici per anni, nei bilanci pubblici vengono ancora contati come una spesa dell'anno in corso? È il primo episodio della playlist registrata a Bruxelles.

Per curiosità, secondo il comunicato di Assolombarda l'evento si è tenuto il 29 settembre 2026 ed è il primo che l'associazione organizza al Parlamento europeo, con un confronto fra europarlamentari italiani delle commissioni SANT ed ECON. Fra i relatori, oltre a Luppi, Raffaele Cattaneo e Marco Alparone per Regione Lombardia e Marcello Cattani, presidente di Farmindustria.


Un tema europeo, non solo lombardo

Cristian e Guido partono da qui: ci si era visti a Milano per parlare di prevenzione, perché parlarne a Bruxelles?

Perché la prevenzione, risponde Luppi, e in particolare l'immunizzazione e lo screening, «sono un tema che non riguarda soltanto una regione, la Lombardia, piuttosto che un paese come l'Italia, ma tutta l'Europa». E sono un'opportunità concreta: considerarle un investimento.

Il motivo è nei numeri che cita. Immunizzazione e screening, dice, «sono tra i pochissimi investimenti al mondo» con un ritorno di questo tipo: per l'immunizzazione dell'adulto ogni euro investito ne porta indietro 19, per quella pediatrica 44, e lo stesso vale per gli screening. «Se noi consideriamo tutti gli investimenti che possiamo fare, quanti ce ne sono che danno un risultato così importante?»

Per curiosità, il position paper di Assolombarda indica la provenienza delle due cifre. Il 19 viene da uno studio dell'Office of Health Economics del 2024 su quattro programmi di vaccinazione degli adulti in dieci paesi, Italia compresa. Il 44 viene dallo studio di Sachiko Ozawa e colleghi pubblicato su Health Affairs nel 2016, sull'immunizzazione infantile in 94 paesi a basso e medio reddito, con il metodo che include anche il valore degli anni di vita guadagnati; con il solo calcolo dei costi di malattia evitati la stima è di 16 volte. Delle due cifre avevamo parlato anche nella prima intervista con Nicoletta Luppi.


Il paradosso della prevenzione

Il cuore della proposta è un paradosso. Alla prevenzione, spiega Luppi, si chiede «un'azione che possibilmente duri per tutta la vita, che accompagni un invecchiamento sano e in buona salute». Dall'altra parte, la spesa per la prevenzione «viene considerata solo nell'anno corrente, quindi nell'esercizio contabile».

Da qui la richiesta di rivedere come viene classificata quella spesa, «ma non chiedendo sforzi straordinari». Ed è questa, dice, la risposta alla domanda sul perché essere a Bruxelles: non per definire regole nuove per immunizzazione e screening, ma per lavorare dentro la revisione del New Economic Governance Framework, presentata ad aprile 2024 con una nuova definizione di investimento. In quella definizione, sostiene, immunizzazione e screening rientrano già perfettamente: si tratta di ottenere che sia sancita «una classificazione diversa ai fini contabili».

Cristian e Guido rilanciano con una provocazione: si potrebbe pensare di ammortizzare queste spese, con un piano di ammortamento che le trasformi in un investimento a tutti gli effetti? «Assolutamente», risponde Luppi. «Più si considera un arco temporale da breve a lungo e maggiore sarà il ritorno sull'investimento.»

Cosa dicono le regole e il position paper

Per curiosità, la riforma richiamata è il regolamento (UE) 2024/1263 del 29 aprile 2024, entrato in vigore il giorno dopo, che programma la finanza pubblica su più anni attraverso un percorso di spesa netta e i piani strutturali di bilancio di medio termine.

Il position paper "La prevenzione come investimento", curato da Assolombarda con il CIFREL dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e il professor Massimo Bordignon, usa una definizione economica di investimento: una spesa che genera benefici futuri stimabili che, attualizzati, superano il costo iniziale. Il documento ricorda che nelle regole statistiche europee (il SEC 2010) la spesa per vaccini e screening è oggi registrata come spesa corrente, e indica come occasione la revisione del sistema contabile europeo già avviata. Le richieste presentate a Bruxelles, secondo il comunicato, sono tre: riconoscere politicamente la prevenzione come investimento strategico, valutarne il riconoscimento nella revisione del sistema contabile europeo e prevedere strumenti dedicati nel bilancio pluriennale dell'Unione dopo il 2027, senza chiedere deroghe alle regole di bilancio.


Un'opportunità che unisce

Per Luppi è una proposta che va bene «per tutti i paesi, piccoli o grandi». «È un'opportunità che unisce», perché dà a tutti i cittadini e le cittadine europee la possibilità di accedere alla prevenzione delle malattie prevenibili con l'immunizzazione o con gli screening.

Lo screening, in particolare, permette di capire prima se si sta sviluppando una malattia. E prima ce ne si accorge, prima la si può trattare ed eventualmente guarire. Il beneficio, aggiunge, non è solo per i pazienti: è una popolazione più produttiva per tutti gli Stati membri. E la produttività, insieme alla resilienza economica e sociale, è oggi «un tema caldo anche e centrale nell'agenda politica europea».


Dal warfare al welfare: la produttività di chi non si ammala

Sulla produttività Cristian e Guido portano una riflessione. L'Europa si confronta con colossi meno regolamentati, come Cina e Stati Uniti, con l'India che si affaccia. Da noi si vive bene, ma individualmente si produce meno: «gli altri vanno a 2000 all'ora, noi andiamo al 50%». E dall'altra parte ci sono la qualità della vita, lo stress, la famiglia, la salute. Come si compete? E dove deve portare il "do something" con cui Luppi aveva aperto l'evento?

Il "do something", risponde, significa fare: portare proposte concrete. E la produttività «non deve essere a discapito del welfare». Anzi, questa è «una proposta che sposta l'attenzione dal warfare al welfare», perché parla di preservare il proprio buono stato di salute.

Il punto, chiarisce, non è lavorare di più: «Non è perché devo lavorare di più, ma perché se non mi ammalo lavorerò quello che è previsto che si lavori.» Non è un modello che esaspera la produttività del singolo, ma uno che valorizza quella collettiva: «una popolazione sana, a parità di condizioni di lavoro, produrrà di più se non si ammala, semplicemente questo».


Invecchiamento, nascite e pensioni

Restare in salute, prosegue Luppi, risponde anche al problema demografico dell'Europa, che ha due facce.

Da una parte la popolazione invecchia, perché per fortuna in Europa l'aspettativa di vita è migliore che in altri continenti. Ma i nuovi anziani, dice citando i dati OCSE, nell'ultima parte della vita purtroppo non godono di buona salute. Prevenire significa far invecchiare in buona salute tutta la popolazione.

Dall'altra parte c'è il crollo delle nascite: in Italia, ricorda, si è passati in dieci anni da 550.000 nuovi nati l'anno a meno di 350.000. Un tema di ricambio generazionale e, soprattutto, «un tema di chi pagherà le pensioni un domani». Per questo, conclude, una produttività legata a una salute migliore, dentro un sistema di welfare attento anche alla psychological safety, sarà un asse portante per l'Europa e per gli Stati membri.

Per curiosità, secondo gli indicatori demografici dell'Istat, nel 2025 in Italia sono nati 355 mila bambini, con una fecondità scesa a 1,14 figli per donna.

La terza carta: attrarre investimenti

C'è poi, dice Luppi, una terza carta da giocare: l'attrattività. Con politiche lungimiranti di welfare, di fronte a una curva demografica che non migliora, l'Europa, l'Italia e la Lombardia continueranno a essere, e diventeranno sempre più, attrattive per gli investimenti esteri. Ed è proprio come Regione Lombardia, sottolinea, che la proposta viene portata avanti in questo momento.


1,3 miliardi: una richiesta contenuta

Quanto vale la mossa? Per l'Italia, dice Luppi, immunizzazione e screening «pesano soltanto 1 miliardo e 3». Sono quindi richieste contenute, e solide per due motivi: nel metodo, perché «rientriamo pienamente all'interno delle regole contabili di Maastricht», e nella qualità del dato, perché quelli di immunizzazione e screening sono «dati puntuali, precisi, tracciabili e prevedibili». L'obiettivo è «chiamare le cose con il loro nome» e classificare le spese secondo il valore che portano.

Per curiosità, il position paper di Assolombarda indica che la spesa per immunizzazione e screening non supera 1,3 miliardi di euro l'anno: 758,2 milioni per i vaccini nel 2024, circa lo 0,5% della spesa sanitaria, e circa 250 milioni per i tre screening oncologici previsti dai LEA.

Cristian e Guido propongono un confronto, premettendo che i capitoli di spesa non sono direttamente paragonabili: 1,3 miliardi sono circa un centesimo di quanto si spende nel gioco d'azzardo. «Esattamente», risponde Luppi. «È il nulla», ma con un impatto straordinario: «è come buttare giù una pedina di un domino». Basta una pedina per raggiungere tutti i cittadini e le cittadine d'Europa, «perché la salute non è davvero mai abbastanza».


Un carro armato e un vaccino

L'ultima domanda arriva dalla community. Sotto uno dei video con Nicoletta Luppi, una follower aveva scritto che è un peccato che in Europa il costo di un carro armato sia visto come un investimento e quello di un vaccino come una spesa. Cristian e Guido ne fanno una questione culturale e di sistema, per l'Italia e per l'Europa, che deve cambiare in fretta.

Luppi è d'accordo. Servono idee concrete, progetti concreti, accompagnati da un piano d'azione che abbia radici nella concretezza. E serve una rivoluzione culturale: capire insieme non solo cosa si può fare, ma valorizzare tutta la portata della scienza di cui si può usufruire oggi e di quella di domani, perché l'innovazione sia sempre più a portata di cittadino e di cittadina. «È una battaglia di civiltà importante ed è una scommessa importante sul nostro futuro» e su quello delle nuove generazioni.

Una domanda per riflettere. Se la spesa per un vaccino comparisse nei bilanci pubblici come un investimento da ammortizzare negli anni, cambierebbe il modo in cui decidiamo quanto spendere in prevenzione?


Il punto

Da Milano a Bruxelles, la proposta di Nicoletta Luppi resta la stessa e diventa più precisa: riconoscere immunizzazione e screening come investimento ai fini contabili, senza regole nuove e senza sforzi straordinari, dentro la cornice della governance economica europea riformata nel 2024. Gli argomenti sono tre: un ritorno che, nelle stime che cita, va da 19 a 44 euro per euro investito; una popolazione che, se si ammala meno, produce di più senza lavorare di più; un'Europa che invecchia e fa meno figli e che ha bisogno di persone in salute più a lungo. Il costo, per l'Italia, è di circa 1,3 miliardi l'anno.

Sul ruolo della Regione nella prevenzione, può essere utile anche l'intervento di Marco Alparone al Milano Life Science Forum 2025; su chi decide le politiche vaccinali, quello di Carlo Signorelli su chi governa la prevenzione; su come si misura il valore di una campagna, quello su l'impatto delle campagne vaccinali.

Guarda l'intervento completo con Nicoletta Luppi, registrato al Parlamento europeo di Bruxelles in occasione del Milano Life Sciences Forum Brussels Edition 2026: Perché la Lombardia Porta la Prevenzione a Bruxelles.


I numeri citati nell'intervento

  1. 19 euro per ogni euro investito nell'immunizzazione dell'adulto, secondo l'ospite. Per curiosità, la cifra viene dallo studio dell'Office of Health Economics del 2024 su dieci paesi, Italia compresa.
  2. 44 euro per ogni euro investito nell'immunizzazione pediatrica, secondo l'ospite. Per curiosità, la cifra viene da Ozawa et al., Health Affairs 2016, su 94 paesi a basso e medio reddito.
  3. Aprile 2024: la revisione della governance economica europea richiamata da Luppi. Per curiosità, è il regolamento (UE) 2024/1263 del 29 aprile 2024.
  4. 1,3 miliardi di euro l'anno: quanto pesano immunizzazione e screening in Italia. Per curiosità, il position paper indica 758,2 milioni per i vaccini nel 2024 e circa 250 milioni per gli screening oncologici dei LEA.
  5. Da 550.000 a meno di 350.000: le nascite in Italia in dieci anni, secondo l'ospite. Per curiosità, l'Istat indica 355 mila nati nel 2025.
  6. Un centesimo: il rapporto fra la spesa per immunizzazione e screening e quella per il gioco d'azzardo, nel confronto proposto da Cristian e Guido.

Takeaway

  • Vaccinazioni e screening producono benefici per anni, ma nei bilanci pubblici vengono registrati come spesa dell'anno: è il paradosso da cui parte la proposta.
  • La proposta portata a Bruxelles non chiede deroghe né regole nuove, ma una diversa classificazione contabile della spesa per prevenzione.
  • Prevenire non significa lavorare di più, ma ammalarsi meno: per Luppi è così che una popolazione sana diventa più produttiva.
  • Se hai dubbi su quali vaccinazioni o screening ti spettano, chiedi al tuo medico o alla tua ASL: sono già parte dei livelli essenziali di assistenza.

Domande frequenti

Che cosa chiede la proposta di considerare la prevenzione un investimento?

Secondo Nicoletta Luppi, chiede di classificare ai fini contabili la spesa per immunizzazione e screening come investimento e non come spesa dell'anno in corso. Non chiede, dice, sforzi straordinari né regole nuove: lavora dentro la revisione della governance economica europea presentata ad aprile 2024.

Perché si parla di paradosso della prevenzione?

Perché alla prevenzione si chiede un effetto che duri tutta la vita e accompagni un invecchiamento in buona salute, mentre la sua spesa viene registrata solo nell'esercizio contabile dell'anno. È il paradosso che Luppi indica come punto di partenza della proposta portata a Bruxelles.

Qual è il ritorno sull'investimento dei vaccini citato nell'intervista?

Luppi cita 19 euro per ogni euro investito nell'immunizzazione dell'adulto e 44 in quella pediatrica, e dice che lo stesso vale per gli screening. Per curiosità, il position paper di Assolombarda riprende le due cifre da uno studio del 2024 su dieci paesi, Italia compresa, e da uno studio del 2016 su 94 paesi a basso e medio reddito.

Quanto spende l'Italia per immunizzazione e screening?

Secondo Luppi circa 1,3 miliardi di euro l'anno, una richiesta che definisce contenuta. Per curiosità, il position paper di Assolombarda indica che la spesa non supera 1,3 miliardi annui: 758,2 milioni per i vaccini nel 2024 e circa 250 milioni per i tre screening oncologici dei LEA.

Che cosa c'entra la prevenzione con la produttività?

Per Luppi la prevenzione non chiede di lavorare di più, ma di ammalarsi meno: una popolazione sana, a parità di condizioni di lavoro, produce di più. Lo collega all'invecchiamento della popolazione, al calo delle nascite e alla domanda su chi pagherà le pensioni.

Che cos'è il Milano Life Sciences Forum Brussels Edition?

È l'evento organizzato da Assolombarda il 29 settembre 2026 al Parlamento europeo di Bruxelles, dal titolo "Prevenzione come investimento. Una priorità europea", con europarlamentari italiani delle commissioni SANT ed ECON. È la prima volta che Assolombarda organizza un evento in quella sede.

Fonti

  1. Assolombarda, CIFREL Università Cattolica del Sacro Cuore: La prevenzione come investimento, position paper (2026)
  2. Assolombarda: «La prevenzione sia riconosciuta come investimento strategico», Assolombarda porta al Parlamento europeo la proposta, comunicato stampa (29 settembre 2026)
  3. Regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale (EUR-Lex, 2024)
  4. Ozawa S. et al.: Return On Investment From Childhood Immunization In Low- And Middle-Income Countries, 2011-20. Health Affairs (2016)
  5. Office of Health Economics: The Socio-Economic Value of Adult Immunisation Programmes (2024)
  6. Istat: Indicatori demografici, anno 2025 (2026)
  7. Skeptical Health on tour x Assolombarda: MLSF 2026 Bruxelles #1 Perché la Lombardia Porta la Prevenzione a Bruxelles, con Nicoletta Luppi (2026)
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