EP.67 — Il Farmacista Libero Professionista Non è un Marchettaro
Ospite: Cristina Longhini
Farmacista, Segretaria Nazionale MIFC
Di cosa parla l'episodio
Nell'episodio 67 di Skeptical Health, Cristian Valeri e Guido Magrin parlano di farmacia con Cristina Longhini, farmacista con partita IVA e segretario nazionale del Movimento Italiano Farmacisti Collaboratori. Il farmacista libero professionista viene a volte descritto come uno che si vende al miglior offerente. In pochi anni la farmacia è diventata un presidio del Servizio sanitario nazionale, con vaccini, esami e prenotazioni, ma chi ci lavora racconta di un contratto rimasto indietro. È un tema che riguarda anche i cittadini, perché la farmacia di quartiere è spesso il primo contatto con la sanità.
Un professionista che rischia in proprio. Longhini ha lavorato per anni come collaboratrice e poi come direttrice di una farmacia privata a Monza.
Perché ha lasciato il lavoro da dipendente. La scelta è nata dalla stanchezza: corsi negati, un part-time da 928 euro dopo la maternità, responsabilità quasi da titolare quando era direttrice.
La libertà che non c'è. Libera professione non significa scegliere gli orari: è il titolare a incastrare il professionista nei turni.
Un contratto fermo. Il contratto dei collaboratori è ancora arenato, e per Longhini pesa la scarsa partecipazione ai sindacati.
Il Covid e i servizi. La pandemia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i farmacisti hanno garantito i farmaci con gli studi medici chiusi, poi sono diventati vaccinatori e hanno fatto tamponi.
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Farmacista libero professionista e contratto
Il racconto della puntata, gli studi citati, i dati e le domande frequenti.



