EP.39 — Essere Medico in Territorio di Guerra
Ospite: Murad Odeh
Medico
Di cosa parla l'episodio
Fare il chirurgo in una zona di guerra non vuol dire saper fare di meno con meno strumenti, ma saper fare di più. Nell'episodio 39 di Skeptical Health, Cristian Valeri e Guido Magrin ne parlano con Murad Odeh, chirurgo d'urgenza e del trauma all'ASST dei Sette Laghi di Varese, con un percorso nella cooperazione internazionale. Racconta le sue missioni in Congo, Burundi, Afghanistan e Repubblica Centrafricana, le scelte da fare in pochi secondi e alcune storie di pazienti. Il tema conta perché la chirurgia è una delle cure più diseguali al mondo, e nei Paesi in guerra il problema si aggrava.
Prepararsi per fare di più. Odeh ha iniziato con un master in chirurgia umanitaria e delle catastrofi e uno stage in Burundi, prima delle missioni vere e proprie.
Una squadra intorno al paziente. Il chirurgo, dice, è solo una piccola parte di una catena fatta di infermieri, fisioterapisti, psicologi e logisti.
Responsabilità e stress. Nell'ultima missione, a Bangui, era l'unico chirurgo dell'organizzazione nella capitale, reperibile 24 ore su 24.
Il triage e le storie. Con una sola sala operatoria, portare per primo il più grave non è sempre la scelta migliore, e la decisione va poi spiegata alla squadra.
Il consiglio ai giovani. Chi cura bene un paziente, dice, lo cura bene ovunque.
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Chirurgo in zone di guerra: storie e preparazione
Il racconto della puntata, gli studi citati, i dati e le domande frequenti.



