#2 AIOP 2026 — Tornare a Camminare dopo una Lesione al Midollo
Ospite: Pietro Mortini
Primario di Neurochirurgia, IRCCS San Raffaele
Di cosa parla l'episodio
Nel 1979, negli Stati Uniti, un paziente con un danno midollare trattato con elettrostimolazione per il dolore mostrò anche un miglioramento delle funzioni motorie. L'osservazione finì su una rivista secondaria e nessuno la lesse. All'assemblea 2026 di AIOP Lombardia, a Palazzo Lombardia, Pietro Mortini, primario di neurochirurgia dell'IRCCS San Raffaele, racconta cosa è nato da quella nota dimenticata: tre anni di un programma di neurostimolazione midollare per persone con paraplegia. Il tema conta perché la paraplegia è stata considerata per secoli incurabile, e perché le richieste sono tantissime.
Un pacemaker per il midollo. Mortini descrive il neurostimolatore come un pacemaker: un generatore di impulsi collegato a una piastrina di silicone con 32 elettrodi, inserita sopra il midollo spinale.
Stare in piedi conta più dei metri. Su venti pazienti operati, tutti hanno recuperato la stazione eretta e diciannove camminano con un deambulatore.
Prima di tutto, lo spasmo. Il primo effetto è la scomparsa degli spasmi muscolari, che Mortini considera il vero problema di questi pazienti.
Criteri strettissimi. Le richieste sono state circa 1.800, i pazienti operati venti.
Una squadra nuova e un criterio. Il laboratorio con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa è, in pratica, una grande palestra dove neurochirurghi, fisiatri, fisioterapisti e bioingegneri lavorano attorno a un paziente.
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Neurostimolatore midollare: cosa fa davvero, secondo Mortini
Il racconto della puntata, gli studi citati, i dati e le domande frequenti.



